Penso dunque muoio

Spinto da un desiderio irrefrenabile di libertà di pensiero, ispirato da un post di Charlie e company, spero di innescare in te che leggi il mio blog lo stesso desiderio che mi spinge a scrivere del bilancio - bollettino di guerra stilato da Reporters sans Frontières per l’anno 2005.

Non sono qui per polemizzare nè tantomeno voglio fare paragoni tra la realtà italiana e quella di paesi nemmeno tanto lontani (repubbliche ex Urss su tutti), anche se mi viene da ridere ma anche da pensare, non lo nascondo, quando sento parlare di mancanza di libertà di idee e parole nel nostro paese mentre in altre zone del mondo c’è gente che per il solo fatto di fare informazione viene sgozzata.

Evviva i blogs, l’ultimo baluardo di informazione vera e fatta dalla gente (peccato che in Cina non la pensino così)

Comments

4 Responses to “Penso dunque muoio”

  1. Charlie FermateLaPioggia on Gennaio 11th, 2006 19:27

    Chino il capo alla citazione! ..
    Senza dubbio la libertà d’espressione è un problema globale rispetto a cui quanto avvenuto per il blog in questione è davvero del tutto irrilevante di fronte all’enormità del problema. Condivido assolutamente l’aspetto che sottolinei, per molte di queste nazioni i blogs sono davvero un baluardo della libertà d’espressione, una risorsa di inestimabile valore se paragonata alle normali condizioni in cui i soggetti di quegli stati possono esprimersi. Soffocarne uno, oltre ad aver dato visibilità al problema, reputo sia stata un’operazione di un’inutilità assoluta. Quanti ne nasceranno sulle sue ceneri?

  2. Luachan on Gennaio 11th, 2006 19:59

    spero migliaia ;-)

  3. immuzza on Gennaio 13th, 2006 01:33

    che sia da condannare la cina e qualsiasi tipo di regime in quanto tale, credo che sia un fatto più che assodato!
    rimango un pò esterefatta dalla falsità di chi impone embarghi sparsi qua e là e poi si cimenta in affari grossissimi lì dove si può sfruttare (vedi cina).. e sopratutto al fatto che prossimamente i “gialli” ospiteranno niente meno che le Olimpiadi..
    quello che c’è da dire riguardo la nostra nazione non è la totale mancanza di possibilità di espressione, ma la politica del “panem et circensem” -o meglio pagnotta e gossip- che porta all’assuefazione da realty in primis (scusate i mille latinismi) ed ad una vita in cui le tette della canalis sono più importanti dei conflitti dei poveri o della grave situazione ambientale globale.
    quando poi qualcuno ha il coraggio di leggere in tv Sentenze o Ordinanze della magistratura (quindi atti pubblici e dunque veritieri) viene mandato a casa.. è un tipo di censura sicuramente meno grave (perfortuna non siamo a cuba) ma molto più subdolo

  4. Luachan on Gennaio 13th, 2006 13:03

    sul discorso del “panem et circensem” ci sarebbe da aprire un blog specifico.
    l’evidenza della censura subdola di cui tu parli si riscontra nella fascia oraria in cui vengono trasmessi programmi di opinione (alcuni interessanti, altri moooolto meno). come dire: il popolo non deve pensare ma mangiarsi la merda che gli viene proposta.
    ecco perchè io preferisco informarmi con i blogs

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