Produrre emozioni
Il marketing mi piace, il web lo adoro (è più appropriato dire che ne sono dipendente), la pubblicità pure. Fatto sta che stamattina, prima della classica passeggiata domenicale in centro, mi sono imbattuto in un’intervista sull’Espresso on line a Jim Stengel, il global marketing officer (mi ricorda tanto il megapresidente di Fantozzi, il Lup.Mannar. e Gran. Figl. di Putt. di Gran. Croc. ecc. ecc.) della Procter&Gamble.
Tengo per me le emozioni provate quando ho letto:
“Non basta più raccogliere dati. Dobbiamo entrare in contatto con la gente nei negozi, nei supermarket, nelle case. Passare tempo con loro. […] ogni nuovo impiegato della Procter deve passare le prime settimane in un quartiere popolare. Si mette il grembiule e va a lavorare in un negozio, per conoscere i clienti e i commercianti. Vive intere giornate nelle case dei consumatori. Va a fare la spesa insieme alle madri, fa i compiti con i figli. L’obiettivo è avere una comprensione profonda della loro vita. Questo ci consente di progettare prodotti che hanno un impatto più forte sui clienti. Più emozionale.”
Dalle sue parole e dall’intera intervista emergono tre grandi verità:
1. internet sarà la meta preferita dei pubblicitari;
2. non si parla più di prodotti ma di servizi;
3. stop agli spot simil Barilla, largo al marketing virale.
Bloggers creativi, alla riscossa…!!
Comments
5 Responses to “Produrre emozioni”
Leave a Reply



Se ti rivolgi ai “bloggers creativi” significa che dovremo arrivare a “vendere” i nostri blog? Magari viralmente? .. anzi, forse peggio .. significa che presto avremo un’invasione nella blogosfera! Cosa c’è di più attraente (per il marketing) della viralità cui i blog sono soggetti , e contemporaneamente attori (penso ai contenuti, ai collegamenti, alle adesioni a “campagne”). Quanto (poco) tempo ci impiegheranno gli esperti di marketing ad accorgersene?
Speriamo di vivere ancora tranquilli per un po’ ..
eheheh, giusta osservazione. mi sa che se ne sono già accorti, però…
Strano, non se ne vedono ancora gli effetti (almeno non in Italia). Mi sarei aspettato un’invasione.. O stanno iniziando prima con i ranking (technorati) per dare struttura stabile (e convenienza) nello stabilire collegamenti?
Illuminami!
Beh, se conosco bene i miei polli penso che siano pronti per gettarsi a capofitto nella blogosfera. Il blog alla fine cos’è se non un servizio di informazione alternativa ai media tradizionali…Penso che, (come succede nelle università americane in cui vengono assoldati ragazzi per la promozione di un prodotto al fine di accrescere positivamente il relativo word-of-mouth), saranno individuati degli opinion leader bloggers e a loro sarà affidato il compito di diffondere il sacro verbo del product awareness. Resta da vedere se quei bloggers saranno disposti a “vendersi”…Io penso di no.
qualcuno disporso a vendersi per due (o mille) soldi lo trovi sempre!!