L’Italia nell’era creativa
Tranquilli! Non mi sono dato (non ancora, almeno) al giornalismo d’inchiesta ma voglio presentarvi un report interessante pubblicato Creativity Group Europe.
Il report è stato pubblicato lo scorso mese di luglio: 58 pagine di documento PDF facilmente scaricabile in cui le città italiane vengo scansionate attraverso i valori di talento, tecnologia e tolleranza. 3 T per stabilire, in linea di massima che, quanto più una città risulta essere tollerante verso stranieri e gay e avere un buon numero di universitari e laureati residenti tanto più, in quelle stesse città, è più facile diventare ed essere creativi.
Il report fa parte del progetto Città Creative, promosso da diversi enti locali e condotto da Giovanni Padula, direttore di Creativity Groupe Europe (che tra l’altro ho scoperto essere mio concittadino residente a Milano) e Irene Tinagli, direttore della Ricerca della stessa agenzia.
Curiosi i dati riguardanti la mia città: Matera si trova al 40° posto nella classifica inerente la percentuale di classe creativa residente, al 30° in quella inerente l’indice di talento e al 14° posto per quanto riguarda la percentuale di ricercatori residenti. Niente male, verrebbe da dire, se non fosse per il 71° posto occupato dalla città dei Sassi nella classifica dell’indice di tecnologia e per il 95° posto (sono paonazzo dalla vergogna) occupato nella classifica inerente l’indice di tolleranza.
Penso che quest’ultimo dato sia influenzato innanzitutto dalla mentalità provinciale di cui Matera,ahimè, soffre e per cui il cosidetto “diverso” (che si tratti di un gay o di uno straniero) viene visto con diffidenza (nel migliore dei casi, si intende.
D’altronde non ci si può aspettare altro da una città che conta più sale da ballo latino-americano che librerie ) e poi dalla scarsa presenza, fino a pochi anni fa, di stranieri in città. Adesso la comunità più numerosa pare essere quella cinese, con attività commerciali diverse e con la presenza massiccia di manodopera nelle aziende che lavorano la pelle per i salottifici.
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3 Responses to “L’Italia nell’era creativa”
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Wow.. Verona: 79esimi in creatività (in picchiata verticale dalla 48esima posizione) .. tolleranza sono andato a cercare in fondo alla classifica ed invecei siamo al tredicesimo posto… mmm..
Campanilisticamente dico che questo report è FALSO!!! Ok, è dura accettare la realtà… potrebbe essere vero… forse…
Ciao
beh, Marco, il report nello specifico considera l’integrazione sociale e il livello di scolarizzazione degli stranieri presenti oltre alla presenza di locali o comunità gay e quindi ci ritroviamo in fondo alla classifica soprattutto per due motivi:
1. da pochi anni la comunità materana si confronta con comunità straniere, quindi i tempi di integrazione e scolarizzazione degli stessi sono lunghi;
2. i gay che esistono in città non si dichiarano mai apertamente vuoi per la mancanza di locali o posti in cui ritrovarsi e vuoi per la mentalità a tratti regretta (in ogni ambito) di molti materani.