Metafore
Sulla strada.
Prendi un cd e lo inserisci nel lettore.
L’auto scorre dritta sulle lingue d’asfalto che decidi di farle percorrere.
Vai via seguendo l’orizzonte, quasi senza una meta e il disco è lì che ti appassiona, ti coinvolge. Ti prende tanto da farti scambiare il volante per una batteria e il cambio della marcia per una chitarra o…chessò?!…un basso. Smorfie di gioia attraversano il tuo viso imbecille e i falsetti ormai si sprecano tanto che vieni preso per la controfigura strabica di Bruce Dickinson. E così ogni giorno, ogni settimana, ogni mese su ogni caspita di strada mentre tu, rincoglionito dal suono, ti chiedi come cazzo fa a piacerti così tanto. Finchè…taratataaaam…il disco compatto inizia a scocciarti e cerchi una ragione in più per liberartene. Esci dall’auto senza nemmeno azionare il freno a mano, rischiando di farti gioiosamente male, cercando all’impazzata un cd che rimpiazzi quello di cui ti sei stufato. Poi..evviva..lo trovi. Te lo godi per giorni, mesi, forse anni. O forse non te lo godi proprio e lo getti nel cesso delle cianfrusaglie dopo qualche ora.
Sulla strada, ancora una volta.
Ma a piedi.
Decidi di pestare il suolo asfaltato con le scarpe da tennis, imprimendo le tue tracce che presto pioggia e vento cancelleranno.
Il tuo compagno di avventure, il lettore cd, è lì che ospita un altro compact. Questo disco lo ami, cazzo se lo ami! Ti prende sin dalle prime note e già pensi di essere di fronte al disco che ti cambierà la giornata. E magari, forse, la vita. Inizi a correre, trattenendo tra le mani sudate il marsupio che ospita il lettore.
Ma iniziano i problemi.
Il disco ogni tanto salta e la musica si interrompe.
Poi, come un bambino felice, clicchi su Play e il disco è di nuovo in movimento che ti pompa la musica nelle orecchie attraverso le cuffiette. Altri 5-6 minuti e il compact decide di saltare di nuovo. Tu, senza perdere la pazienza, ti fermi e lo rimetti in moto.
E va, la musica va, con la paura di sentire un’altra volta il silenzio che quatto quatto invade i tuoi timpani. Oppure con la speranza che il disco smetta di saltare come una ranocchia impazzita in quel fottuto lettore cd. Invece no, continua a saltare. Maledettamente. E tu lo ami ancora e sempre di più, maledettamente.
Irrimediabilmente ti accorgi che salta in continuazione senza stabilità e decidi di togliere il disco che fino a 15 minuti fa ti ha fatto eiaculare dalla gioia. Con la speranza di trovare un cd altrettanto emozionante ma più stabile.
Comments
10 Responses to “Metafore”
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Ma comprarsi un lettore mp3 no eh?
e lo saaapevooo iooo che il genialone dovevi essere tuuu…
Qualcuno doveva pur dirtelo
Se vuoi sto per vendere un iPod 5G 30GB bianco. 2 mesi di vita…
Ma sei tu a togliere il cd oppure è il tuo lettore che, sistematicamente, te lo sputa fuori?
sai leggere??
ah bella sta cosa ke hai scritto..ora si capiscono molte cose..
vedi anke tu parli a metafore non solo io
ciao ciao carlo by UNA_TUA_AMICA non solo nel nome ma anke di fatto
boooh, mica ho capito chi sei…
e mica ho capito io come funziona qui -.- uffàààà nn mi dire ke mi devo iscrivere?!Se ke kosa giusto al tuo sito,ma stiamo skerzandoooooo??!!uahauahauhauahuahaua skerzoooooooo :PP è bello questo blog mi piace molto e poi sono belle le cose ke scrivi…”ce tip tust!!!” ghhghghghgh….be alla prox :***** ciauuuuuuuuuu
non c’è bisogno ke tu lo sappia per forza…potrei anke rimanere anonima non cambia molto..
cmq ci conosciamo,ovviamente! vabè ke tu hai tante amike, io sono solo una tra le tante..