Pubblicità sconvenienti
Sapete cosa non sopporto (N.B. Ultimamente non sopporto un bel po’ di cose e persone)?
Le reti Mediaset che trasmettono la pubblicità dei pannolini all’ora di pranzo. Ma lo fanno apposta? Mah!
Qualche marketer che si occupa di tv advertising mi spieghi perchè si piazzano le promozioni di carta-da-culo et similia proprio nel momento in cui la stragrande maggioranza degli italiani è intenta a consumare il proprio pranzo comodamente seduto a tavola.
Basta poco..che ce vò?!
Riporto fedelmente il post scritto da BluBlog per aiutare un nostro amico blogger:
Questa volta non si tratta di un video raccolto da youtube per stupire o per divertire i propri amici della blogosfera, è un video dove un uomo ha bisogno del nostro aiuto. A volte la blogosfera purtroppo è anche realtà! E precipitandosivola ha bisogno di noi.
Basta poco, davvero.
Bloggers a canestro.
Non sono un appassionato di basket. Anzi, vi confesso che è uno sport che non sopporto per le troppe regole che ci sono. Passi, falli, palla trattenuta oltre cinque secondi ecc. ecc.
Al liceo, poi, era un’eresia propormi una partita di pallacanestro. Ricordo che un anno il mio allora prof di educazione fisica (si chiama ancora così o in 8 anni è cambiata anche quella?) era un giocatore di basket di serie B2, una mezza leggenda qui a Matera, che si mise d’impegno per insegnarci le regole del gioco. Povero Erio (Saverio Albanese, ndr): appena ci vide palleggiare di testa con il pallone a spicchi fece un sorriso e ci passò il pallone da calcio. E’ una malattia, lo so. Se ne può uscire?
Preamboli a parte, seguo il basket esclusivamente quando gioca la nazionale italiana. E mi lascio coinvolgere, vi giuro. Forse non tutti sanno che in questi giorni gli Azzurri sono impegnati nel Campionato Mondiale di Basket che si svolge in Giappone. Bene, al momento siamo primi nel girone, a pari punti con i maestri americani (la bella copia dello USA Team che ha perso il mondiale in casa ed è arrivato terzo, proprio dietro di noi, all’olimpiade di Atene 2004) e abbiamo matematicamente guadagnato l’accesso agli ottavi di finale.
Girando un po’ sul sito della FIBA, ho trovato questa bella sezione dedicata agli esperti di basket di tutto il mondo in versione bloggers.
La stessa cosa, se ricordate, era successa per i Mondiali di Calcio in Germania con giornalisti, e non solo, bloggers soprattutto americani.
Nel periodo in cui si inizia seriamente a discutere, qui in Italia, della effettiva utilità mediatica dei blogs, di citizen journalism e della proposta di abolizione dell’Ordine dei Giornalisti.
Precario ma non lo dimostro
Luca De Biase scrive anche un po’ di me. Di me che sono precario, a progetto e che farei salti mortali pur di fare strada nel mondo della Comunicazione.
Purtroppo molte agenzie che si occupano di comunicazione a 360°, vuoi per congiunzioni astrali sfavorevoli, vuoi per la indelebile crisi economica che dopo il 11/09/2001 ha colpito tutti i settori, non dispongono di quelle risorse finanziarie tali da permettersi di pagare un collaboratore o un professionista esterni per quello che realmente creano e valgono. Parlo ovviamente della situazione qui al Sud, anche perchè è la realtà che meglio conosco.
Molti giovani pieni di idee e di voglia di fare vanno via da qui proprio per potersi affermare, per poter vendere le proprie abilità e professionalità. E’ vero che serve una radicale riforma dei contratti di lavoro ma è anche vero che occorre creare opportunità anche in provincia. Altrimenti rischiamo tutti di andarcene a Roma, Milano, Torino e Bologna e di lasciare in mano al troglodismo le nostre amate città.
Cose che capitano
Con chi me la devo prendere? Con il fato? Con dio? Con il sole? Con il mare?
In fondo strisciare la propria auto sul guard-rail per alcuni metri, lacerare la ruota anteriore destra e ritrovarsi con graffi e botte sullo sportello anch’esso anteriore destro non capita mica tutti i giorni…E’ un esperienza.
Io sto bene, non preoccupatevi. E’ che sono un tantino incazzato.
I think I’m snob..or not?
Ferragosto, gita mia non ti conosco.
Non capisco perchè la gente si lasci prendere da questa voglia di gita fuori porta, il giorno
di ferragosto.
Dico, non bastava la pasquetta. Non bastavano i ponti finesettimanali sparsi qua e là durante l’anno. No. Anche ferragosto. Abbiamo ereditato qualcosa di utile dai Romani, oltre agli acquedotti, al calendario e alla lingua?
No, aspettate, non è snobismo. Figuratevi. Uno a cui piace bere qualsiasi cosa abbia una gradazione decente sotto un cielo stellato, immerso nella visione dei Sassi e nell’ascolto di musica degna di tale nome non può essere uno snob, cazzo.
Io a ferragosto mi sto bello piazzato in città, senza orde di ceffi che ingombrano la piazza centrale e tutto il resto di questo bucodiculo terrestre. Non trovo affatto utile una coda sotto il caldo sulla Ionica per andare in spiaggia o in montagna.
Queste poi sono le occasioni giuste per godersi meglio la città, conoscerla un po’ di più.
E poi c’è il pranzo da questi soggetti che mi attende. Come dire di no??
Divagazioni domenicali
Cos’è il rock per me?
Il rock è un’attitudine, è qualcosa che mi rende essenzialmente diverso dalla ragazzina che suona il violino al piano di sopra.
Il rock è anche una carrettata di storie, di vite vissute non allo stesso modo, ma che hanno qualcosa in comune.
Enrico Brizzi
Questione di poco conto
Davo un po’ un’occhiata agli antipixel del mio blog, stamattina.
C’è anche quello di ScrittoMisto. Ma io qui sopra non ci scrivo mica, sapete? Che so..qesto blog non è mica come Think Dickferent, in cui scrivo e penso contemporaneamente a due neuroni (il mio e quello di Toni, l’altro membro pensante)
Di cosa parlo, qui sopra? Di marketing? Di pubblicità? Di cultura? Di iniziative varie? Della mia città? Di tutte queste cose, certo. Ho creato questo blog per dargli un taglio comunicativo non letterario. Ma a me piace scrivere. Come si fa?
Pochi di quelli che mi conoscono sanno che ho creato un blog esclusivamente per scrivere. Racconti, la mia vita, quello che mi passa per la testa dopo aver bevuto…tutte ’ste cose simpatiche. Non mi va di renderlo pubblico, per ora. Abbiate pazienza. L’ho intitolato “The writing side of Luachan”. Se lo beccate su Google è bene, altrimenti dovrete aspettare ![]()
Portatori sani d’Acqua
Qualche tempo fa ho scritto su Liberalia Magazine un articolo sulla situazione delle risorse idriche nel mondo, in concomitanza con il Forum
Italiano dei Movimenti per l’Acqua che si è tenuto a Roma nello scorso mese di marzo.
Ieri, tramite non ricordo quale link, sono venuto a conoscenza della Campagna “Portatori d’Acqua”, promossa dal Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua con il sostegno di un consorzio di Ong e associazioni - Cevi, Cipsi, Cric, Cospe e Legambiente. Devo dire che la situazione attuale delle risorse idriche nel mondo e della loro gestione è alquanto sconfortante:
Ancora oggi, nel mondo 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi non hanno servizi igienico-sanitarie di base. Ogni giorno 34.000 persone, in prevalenza donne e bambini, muoiono per l’assenza d’acqua potabile. Siamo di fronte a un silenzioso genocidio che si perpetua nell’indifferenza della comunità internazionale. Una situazione intollerabile causata da una politica mondiale imposta dalle imprese Multinazionali e da precise responsabilità e scarsa volontà politica dei Governi.
Ecco perchè ho aderito all’iniziativa, proponendomi come portatore d’acqua.
La comunicazione per il sociale mi ha sempre affascinato e durante un corso di comunicazione per associazioni ed enti no profit ho compreso quanto possa essere utile la creatività mista alla conoscenza delle problematiche che si affrontano. Ecco perchè ho scritto allo staff di Portatoridacqua.it con la richiesta di creare un banner o un antipixel da inserire nei blog o nei siti personali di tutti quelli che aderiscono alla campagna.
Vi faccio sapere cosa mi dicono.
Mi ha risposto un membro del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua-Onlus: richiesta girata ai tecnici, ovviamente dopo ferragosto. Sono io che penso che la gente lavori sempre…
Emoticons selvagge
Avete presente quelle amiche che usano Messenger con le emoticons più svariate, talmente svariate che per comprendere una frase dovete ricorrere all’aiuto di un egittologo?
Ecco, tenetelo bene a mente. Ho due o tre amiche che rispecchiano fedelmente questo tipo di uso selvaggio dell’istant messaging.
Va bene la creatività…d’accordo con i colori e la fantasia. Ma se per leggere una frase ci devo mettere un minuto tanto vale usare il cirillico.
Beati i tempi del mIRC…



