Internet brokePoint
E’ ormai quasi un mese che usufruisco quotidianamente dei servizi di vari internet point sparsi per Roma, o meglio sparsi nella zona in cui solitamente mi muovo- zona che parte dalla stazione della metro B di Piramide e arriva a quella di Marconi (sempre linea B) – e ho notato come il 99% degli internet point da me visitati (6, per l’esattezza) non osservino le norme che regolamentano la gestione di un internet point.
Per spiegare di cosa parlo, riporto la prima parte dell’articolo 1 della normativa di riferimento alla gestione degli internet point (il Decreto del Ministero dell’Interno del 16.08..2005):
Obblighi dei titolari e dei gestori
1. I titolari o gestori di un esercizio pubblico o di un circolo privato di qualsiasi
specie nel quale sono poste a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci,
apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, esclusi
i telefoni pubblici a pagamento abilitati esclusivamente alla telefonia vocale, sono
tenuti a:
a) adottare le misure fisiche o tecnologiche occorrenti per impedire l’accesso agli
apparecchi terminali a persone che non siano preventivamente identificate con le
modalita’ di cui alla lettera b);
b) identificare chi accede ai servizi telefonici e telematici offerti, prima dell’accesso
stesso o dell’offerta di credenziali di accesso, acquisendo i dati anagrafici riportati
su un documento di identita’, nonche’ il tipo, il numero e la riproduzione del documento
presentato dall’utente;…
Bene, degli internet point da me visitati solo in uno mi è stata chiesta la carta di identità con la conseguente registrazione dei dati della stessa su di un apposito registro. Negli altri cinque esercizi (la stragrande maggioranza dei quali sono negozi-alimentari-internet point-phone center all in one
) nessuno mi ha mai chiesto un documento di identità e le uniche avvertenze - riportate in lingua italiana e penso anche in arabo ma su questo non ci giurerei visto che non conosco la lingua - su fogli attaccati ai muri e alle porte dei locali si riferivano al divieto, da parte della Questura di Roma, di visionare materiale e siti pornografici.
Capite bene come, in un momento di profonda instabilità internazionale come questo, dove i vari terrorismi usano il web come strumento di comunicazione e di promozione delle proprie attività, sembra difficile credere che non vengano effettuati controlli più approfonditi. Per non parlare di spammers, sploggers e tutta quella bella gente che inquina le nostre caselle email e i nostri blog di schifezze varie…
Non essendo romano, non so sinceramente se questa sia un’abitudine che varia da quartiere a quartiere o se sia consuetudine diffusa non richiedere documenti di identità senza quindi effettuare la registrazione dell’utente sull’apposito registro.
Gradirei leggere testimonianze provenienti da altre città d’Italia per capire un po’ in che condizioni siamo. Non è paranoia, sia chiaro. Anzi, a dirla tutta è un fastidio in meno per chi usa internet solo per aggiornare e aggiornarsi, creare e comunicare. Ma mi accorgo come stiamo diventando sempre più vulnerabili, non solo noi utenti del web. In un momento in cui si discute animosamente di difendere la privacy ad ogni costo.
Aggiornamenti in tutti i sensi
Il mio soggiorno romano prosegue tra il corso, le visite alla biblioteca, la lettura, le uscite (veramente poche) con amici e amiche e la musica di sottofondo nella mia camera.
Capitolo corso: due giorni fa la lezione è stata tenuta dal responsabile internazionale del web di Saatchi&Saatchi che, oltre a deliziarci con slides, video e lavori di advertising online non solo della sua agenzia ma anche di tante altre - tutti i bronzi, gli argenti e gli ori premiati a Cannes - ci ha anche illustrato il modo in cui Saatchi&Saatchi presenta le campagne pubblicitarie sul web ai clienti (creatività visiva e musicale). Sapevate che il Team One di El Segundo, USA - sempre S&S - si dedica esclusivamente al cliente Toyota? Mi sembrava di stare in uno di quei film americani in cui sono rappresentate grosse agenzie pubblicitarie…. Dopo aver visto alcune cose ho ripensato al cartello promozionale del tabaccaio sotto casa mia, a Matera, e … vabbè, immaginate come mi sia sentito
Capitolo biblioteca (quindi anche lettura): dopo aver finito di leggere edeologia - di Luca De Biase - mi appresto a finire di leggere (non avendo di meglio da fare, la sera) Essere Digitali - di Nicholas Negroponte - e ho appena iniziato Marketing Etico di Paolo Bufalini. A poi eventuali considerazioni.
In biblioteca, invece, sto leggendo un mattone intitolato La storia del cinema. Dovete sapere che io non sono molto preparato in materia e uscendo con gente che sembra essere uscita da un’enciclopedia del cinema, ho deciso che è meglio aggiornarsi un po’ - considerato il fatto che lo stesso cinema è un mezzo di comunicazione di massa e molte idee interessanti in campo creativo arrivano anche e soprattutto dai film -.
Capitolo musica et alia: dopo aver incrociato sulla mia strada Remo Remotti - ne parlo qui -, ieri sera mi sono dato ai Jane’s Addiction e ai C.S.I. (dopo due settimane di Depeche Mode e Paradise Lost, eheheh).
Scoperte
La mia vita romana prosegue fra lezioni del corso, conoscenze di gente varia (mi sta venendo la voglia di fare una gallery di foto dal titolo “Gli Improponibili”) e scoperte gratificanti nel campo della Comunicazione online e del mio quartiere.
Ieri sono terminate le due lezioni della docente di MSN. Cerco di tirare le somme: abbiamo appreso ancor di più quanto poco conosciuto e usato sia il media internet per la pubblicità, per lo meno qui in Italia. Le percentuali dei budget spesi da grandi e piccoli spender per le campagne online sono davvero irrisorie (circa il 2-3%), considerate le potenzialità del web e, soprattutto, la tracciabilità e la reportistica dettagliate di cui si può disporre dopo una campagna di advertising online. Stento a credere che siamo così indietro (solo la Grecia sta messa peggio di noi) e paesi come la Repubblica Ceca, la Polonia e la Romania hanno una percentuale di crescita che se continuiamo così ci ritroveremo ad aprire noi gli internet point fatiscenti che sono presenti, spesso e volentieri, nelle nostre grandi città. Gradirei che qualcuno più esperto in materia mi contraddica…dubito che succederà. C’è anche da considerare che alcune zone di Roma, tanto per fare un esempio, non sono raggiunte nemmeno dall’adsl. E non parlo di paeselli di montagna, ma della capitale d’Italia. Contraddizioni italiane..
La docente di MSN è stata davvero in gamba: oltre ad aprirci gli occhi su quella che è l’effettiva realtà delle grosse agenzie e concessionarie di advertising online, ci ha anche fatto simulare un vero e proprio media planning con tanto di brief in inglese del cliente. Unica nota negativa: le lezioni erano basate sul portale italiano di MSN (portale che io, come la maggior parte dei miei colleghi, visito come quando mi reco dal dottore quando sto bene..). E poi togliere la homepage impostata su google.it dal pc del povero Alessandro non è stato affatto bello
Mi domando se Google decidesse di aprire un portale orizzontale come MSN, Virgilio, Tiscali ecc. ecc. Secondo me a Mountain Wiev già ci stanno pensando.
Per quanto riguarda le scoperte urbane, oggi ho ioncontrato (girando per il quartiere) una bella biblioteca, con tanto di sala multimediale, libri, cd musicali, dvd, cd-rom tutti da prelevare e visionare o leggere comodamente a casa. Ho fatto di corsa la card (5 euro all’anno per questi servizi ) e ora scrivo dalla postazione numero nonloso della sala multimediale della Biblioteca Enzo Tortora, che fa parte del circuito delle Biblioteche di Roma. Spenderò meno soldi per gli internet point e so già che i cingalesi e i pachistani chiederanno di me in giro
Un taglio e via…
Perché non insegnano marketing ai barbieri ultra-sessantenni-rincoglioniti che ci mettono un minuto per arrivare dalla poltrona su cui è accomodato il loro cliente al tavolo degli attrezzi da lavoro (forbici, rasoi, spazzole ecc. ecc.)?
Perché non insegnano un po’ di CRM ai barbieri che non sanno accontentare il proprio cliente (anche quello non prettamente abituale), il quale richiede un taglio talmente facile che pure il boxer del mio vicino di casa lo saprebbe fare, criii….calma, Carlo, calma!
Chi mi conosce sa che non ho una capigliatura folta però sa anche che una volta a settimana mi reco dal
mio barbiere di fiducia - ciao Ueluccio! - nel quartiere San Pardo, a Matera. Il buon Ueluccio ha sempre saputo accontentare le mie esigenze di cliente scassamaroni, sin dal primo giorno in cui mi sono presentato nella sua bottega. Non sono esigente, sia chiaro (anche perché con i capelli che mi ritrovo che esigenze dovrei avere?) ma porto esclusivamente i capelli corti, soprattutto dai lati. Un taglio che richiede, in tutto, circa 10-15 minuti di lavoro.
Bene, stamattina mi sono recato in questa bottega artigiana barbieresca situata una traversa dopo la via della mia abitazione romana. Entro, dico buongiorno, - sono educato - mi guardo attorno (foto della Lazio e delle Frecce Tricolori sparse per il locale, molto retrò) e il mastro barbiere mi fa accomodare. Prima che il maestro - dei miei maroni - inizi il suo lavoro, gli chiedo di passarmi la copia de La Repubblica che era soavemente appoggiata (ovviamente è purosarcasmo) all’estremità di una colonna di settimanali e magazine vari. Bene, il tipo è pronto. Io gli illustro il tipo di taglio che desidero e lui annuisce. Si mette a lavoro. Intanto io leggo delle dichiarazioni del papa (ci sarebbe da scrivere un altro post ma evito dato che già sono incazzato..) e il vecchio rinc…il vecchio barbiere, dicevo, inizia a tagliuzzare i peli del collo. Poi pian piano (sembra una motozappa a vapore, ammesso che siano mai esistiti motozappa del genere) passa alle basette. Io allora insisto e gli dico che il mio barbiere, a Matera, passa la macchinetta ai lati e riesce a tagliare addirittura i capelli tagliati da una sola settimana mentre il vecchio balord…il vecchio barbiere dice che i miei capelli sono troppo corti, nonostante sia da 15 giorni che non li taglio. Onde evitare di incazzarmi, gli dico almeno di provarci e lui sì che ci prova, ma con un adattatore del rasoio elettrico che non taglierebbe nemmeno i peli ascellari del marito della figlia di Fantozzi.
Alla fine, tutto contento (lui, perché io sono nero) mi dice “Prego”. Mi fa alzare mentre io prendo gli occhiali da sole e il borsello poggiati su di una sedia e gli chiedo quant’è il tutto. La vecchia merd…la vecchia volpe con camice celestino dice, tutto contento (e te credo, mortacci tua!): “Diesci euro e scinquanta”. Avrei voluto rispondere :”Sti gran cazzi” ma mi sono trattenuto. Ho pagato, gli ho ricambiato il sorriso e me ne sono andato.
Ovvio che non mi vedrà più, nemmeno se dovesse usare un telescopio in dotazione alla Nasa.
Non so, la gente sta fuori dalle orbite. Io mi sarei vergognato a chiedere tanto per nulla, davvero. Ci avrà messo due minuti, in tutto. E non ha nemmeno soddisfatto la mia richiesta. Non c’è un servizio clienti Barbofone? Un numero verde? Un Hair Customer Care?
Vabbè…porc….gli auguro di spendere i miei soldi in 5 supposte da un chilogrammo l’una….
Rome on strike
Sì, è pomeriggio e io dovrei essere a lezione anzichè in mezzo a orde di cinesi, francesi,
italiani, indiani ecc. ecc. tutti stipati in un internet point. C’è lo sciopero dei mezzi e così, siccome Roma non è Matera, la lezione di oggi è stata rinviata a lunedi. Io sto a sole 5 fermate di metro dalla sede e potrei, se fossi un maratoneta, arrivarci a piedi. Il fatto è che alcuni miei colleghi di corso (per la cronaca i romani sono solo due: il resto campani, pugliesi, calabresi e lucani - io -) abitano in the ass of the moon - per usare un inglesismo - quindi….nisba.
Le cose che mi mancano di casa? Il pane, la connessione perpetua al web, la mia auto e il cielo di notte, le partite ci calcio, gli amici. Le cose che non mi mancano? Non ho tempo a sufficienza per elencarle
Ho appreso della morte di Oriana Fallaci. Mi spiace. Una gran donna che ha sempre scritto quello che veramente pensava e che molti di noi pensano sotto banco.
News dalla Capitale
Dunque, da dove comincio? Allora…mmhh…Ok, il corso è iniziato da due giorni e devo dire che è estremamente interessante. E’ vero che la maggior parte delle cose dette finora le sapevo ma è altrettanto vero che non avevo mai visto, in pratica, media plannner in azione, economics e molte delle nozioni che conoscevo per sentito dire le sto immagazzinando molto fluidamente.
Sto scoprendo un mondo fatto di contatti e relazioni, creatività e dimestichezza nei rapporti con la gente. I miei colleghi sono tutti giovani, chi più e chi meno di me. Fortunatamente non ci sono bacucchi vecchi come temevo, eheheh. Oggi sarà la volta di un docente che lavora per un grosso media center: vi saprò dire a fine lezione.
Capitolo casa: mi trovo abbastanza bene, vuoi perchè ho due coinquiline interessanti sotto ogni punto di vista e vuoi perchè mi trovo in una zona davvero multietnica di Roma. Adesso sono in internet point gestito penso da un arabo, dato che il pc accanto a quello mio è collegato a un sito che trasmette una messa audio islamica. Siccome però tutto il mondo è paese, ha destato poca sorpresa in me il cartello affisso sul vetro del box del titolare, che recita “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”, ghghghg. Ho notato che ci sono due alimentari di prodotti tipici ucraini e rumeni. Li proverò entrambi, anche se il pane di Matera non lo batte nessuno, c’è poco da fare
Capitolo lavoro: domani ho un colloquio presso una delle sedi Fastweb di Roma per un lavoro part time come operatore telefonico. Perchè Roma è bella, è grande, è tutto quello che volete ma è anche cara.

A ver…
Domani parto per Roma. Per restarci un mese, salvo novità/proposte dell’ultim’ora.
Ho qualche considerazione da fare. Vabbè, sono un po’ confuso perchè non lascio per così tempo Matera da circa cinque anni e quindi un po’ di ansia si è impossessata di me. Nuova casa, nuove persone, nuovi mezzi di locomozione e quindi, in pratica, nuove abitudini.
Io sono strano davvero. Fino a qualche tempo fa mi lamentavo di Matera e dell’immobilità in cui viviamo, delle persone poco interessanti che incontri e della gente che va via. Eppure so che mi mancheranno le serate con gli amici a dire stronzate in centro, in un locale o in un posto qualsiasi della città.
Mi mancheranno le partite di calcio, il footing nelle strade di periferi; le notti in cui, prima di addormentarmi, do un’occhiata al cielo stellato sopra Matera e in lontananza scorgo la Murgia.
Forse sono troppo abituato alle comodità. Mi toccherà cucinare, lavare, stendere…uuff…E poi senza la mia adorata auto. Vabbè, se sono resistito un anno qui dentro, posso farcela ovunque ![]()
Alloggerò vicino Piramide e il corso che frequenterò si svolgerà proprio in Piazza Marconi, nel cuore dell’Eur (dove sta l’obelisco, per intenderci).
Voglio andarci a cuore e mente aperti e vedere come si mettono le cose, senza dire già da adesso “Torno” oppure “Resto lì”.
Le cose che mi legano a Matera sono tante, ma purtroppo non è di sole comodità che si vive.
Musica, tradizione e donazione
Materani e limitrofi, venerdi sera c’è questo evento che non dovete assolutamente perdere.
Non prendete esempio da me che proprio venerdi parto per Roma e quindi mi perdo la Peppino Ruscigno Band.

Portatori sani d’Acqua, seconda parte
Ne avevo parlato qualche post fa.
Adesso uno dello staff di Portatori d’Acqua mi ha inviato due banner e un antipixel per i blog, in modo da diffondere l’iniziativa.
Se volete aderire, chiedetemeli pure.


