Rome on strike

Sì, è pomeriggio e io dovrei essere a lezione anzichè in mezzo a orde di cinesi, francesi, italiani, indiani ecc. ecc. tutti stipati in un internet point. C’è lo sciopero dei mezzi e così, siccome Roma non è Matera, la lezione di oggi è stata rinviata a lunedi. Io sto a sole 5 fermate di metro dalla sede e potrei, se fossi un maratoneta, arrivarci a piedi. Il fatto è che alcuni miei colleghi di corso (per la cronaca i romani sono solo due: il resto campani, pugliesi, calabresi e lucani - io -) abitano in the ass of the moon - per usare un inglesismo - quindi….nisba.

Le cose che mi mancano di casa? Il pane, la connessione perpetua al web, la mia auto e il cielo di notte, le partite ci calcio, gli amici. Le cose che non mi mancano? Non ho tempo a sufficienza per elencarle :-)

Ho appreso della morte di Oriana Fallaci. Mi spiace. Una gran donna che ha sempre scritto quello che veramente pensava e che molti di noi pensano sotto banco.

Comments

4 Responses to “Rome on strike”

  1. roipnolracket on Settembre 18th, 2006 15:20

    […]

    Per quanto riguarda la Fallaci, mi sono reso conto di aver avuto dei pregiudizi molto forti nei suoi confronti. La morte [e ovviamente tutto ciò che ho letto in questi giorni] ha messo in evidenza la mia ignoranza e il mio giudicare gratuito. Mi sento proprio un coglione.

    Buona permanenza a Roma

  2. estragon on Settembre 19th, 2006 14:49

    Si: il pane, e il cielo di notte, gli amici. Dopo un po’ ci si abitua, ma se ci penso …
    Sai qual’è la cosa bella? E’ che stando lontani si iniziano ad apprezzare davvero le cose belle che abbiamo dalle nostre parti. La brutta? Si guarda tutto da fuori e certe volte quello che si vede non è poi così bello…e non mi riferisco alla città in se.

  3. Luachan on Settembre 20th, 2006 09:08

    Infatti. E’ quella la mia “paura”: tornare (ammesso che torni) e iniziare a sentirmi un pezzo di un puzzle che non ti appartiene. Già mi sentivo così quando ero a casa…figuriamoci quando torno :-)

    @p.s.v., la fallaci ha sempre detto quello che pensava ed è per questo che bisogna rispettarla. quanti di noi pensano le stesse cose ma non le dicono per paura o semplicemente per mostrarsi tolleranti (è diventata quasi una moda, altro che..)?

  4. Massim. on Settembre 22nd, 2006 12:15

    Buon soggiorno da questa parti…

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