Vox populi
Per due motivi il titolo di cui sopra.
- Ieri ho finalmente ricevuto il codice per divenire a tutti gli effetti utente di Vox. Ho aperto un blog senza pretese per la comunicazione aziendale, a dire il vero. Condividere consigli, soluzioni e idee all’interno dell’agenzia con cui collaboro e far conoscere soprattutto modalità tecniche e comunicative per la gestione di un blog.
Vox mi sembra una piattaforma ideale per chi è agli inizi. Non si installa nulla, quindi niente database MySql da mettere in piedi o hosting da acquistare, nessuna installazione di plugins per i tags, editor facile da usare, grafica vivace, possibilità di uploadare e integrare vari formati (video, audio, libri - anche by Amazon -, foto). Sono rimasto un po’ deluso per i templates disponibili, a dire il vero: mi ci vedete bloggare con gli elefantini o i fiorellini sparsi per l’header? Ghghgh..
Unico problema riscontrato: non sono riuscito a caricare una foto sul primo e finora unico post editato e non so se sia un mio problema. Riproverò a breve. Alla fine comunque lo consiglio in quanto mi sa molto di Web 2.0 - merito soprattutto di Ajax -, per i motivi di cui sopra e soprattutto perché, pur essendo un dominio di secondo livello, il .vox è facilmente memorizzabile.
- E’ giusto che i media diano risalto alle politiche - liberticide e non - di paesi come l’Iran ma è altrettanto giusto cominciare seriamente a parlare di quanto siano disdicevoli (mi sto trattenendo) certi atteggiamenti. Sui nostri blog parliamo tanto di nuove forme di comunicazione, condivisione del sapere e delle idee mentre in alcune zone del mondo la stessa comunicazione viene ostacolata quotidianamente. Girano le palle a me che sto a migliaia di chilometri lontano da quelle zone, figuriamoci a chi ci vive…
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