Welcome, iPhone.

Dopo mesi e mesi in cui le voci si sono rincorse - assieme ai posts e ai sogni hi tech di blogger e meno blogger -, oggi lo zio Steve ha presentato l’iPhone, il primo telefono della Apple. Il nome non ce l’ha ancora, a dire il vero, tant’è che nelle slides della presentazione del Keynote di San Francisco, il nome che appariva era Steve’s iPhone.

Vediamo un po’ qualche dato tecnico:

Spessore: 11.6 mm
Display Touchscreen (non ha tastiera): 480 x 320 con supporto multi-touch
Fotocamera di 2 megapixel
Capacità: da 4 e 8 GB
Connettività: Bluetooth con EDR e A2DP, WiFi che cerca automaticamente connessioni a portata di iPhone, GSM quadband con EDGE.
Sistema operativo: OS X con supporto per widgets, Google Maps e Safari, iTunes
Batteria: 5 ore di video o chiacchierate; 16 ore di musica; standby non pervenuto :-)
I prezzi: negli USA l’iPhone da 4GB iPhone costera 499 dollari; 599 per quello da 8GB. Per vederlo in Europa dobbiamo attendere la fine dell’anno. In Asia lo vedranno nel 2008.

Non ha il GPS e per quanto riguarda la gestione della propria casella di posta sappiamo che, con i prossimi accordi tra Apple e Yahoo, i possessori dell’iPhone disporranno gratuitamente del protocollo IMAP per gestire il proprio account email.
Per le foto, vi rimando qui.

Chi mi ama si metta in aereo a Giugno, faccia un salto negli States e me lo regali ;-)

Comments

2 Responses to “Welcome, iPhone.”

  1. astronik on Gennaio 9th, 2007 22:51

    Mah….. una volta il telefono serviva per “parlare”, poi si è passato a “comunicare”, ora la multimedialità ci consegna un’altro aggeggio…..
    Troppe persone stanno diventando schiave di quello scatolotto sempre più più piccolo ma sempre più potente……
    Diamoci na calmata…..

  2. Luachan on Gennaio 10th, 2007 11:29

    Quello che dici è giusto, Antonio, però è anche vero che stiamo attraversando un cambiamento radicale nel modo di comunicare e nei rapporti con le persone. Il problema non è tanto sapere se sia giusto o no quanto rapportarci in un modo equilibrato alla mole di informazioni di cui disporremo maggiormente col passare degli anni. Il problema non sarà tanto il mezzo quanto il tempo a disposizione per poter assorbire/approfondire le informazioni che il mezzo ci passa. Ha ragione Bruce Sterling quando dice che

    gli uomini del XXI secolo sono costretti a imparare tutti i giorni

    e per farlo occorre tempo.

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