Finalmente…
Dopo quattro anni ritorna uno dei derby più affascinanti, di quelli che trasudano storia da ogni angolo delle gloriose maglie (quelle granata da un lato e quelle bianconere dall’altro) protagoniste di questa partita.
Una città (ma non solo) divisa in due. Basti pensare che qui a Matera c’è un Toro Club (che spesso organizza l’incontro interregionale di tutti i Torino Club del sud Italia) e il sindaco è da sempre tifoso granata.
Da parte mia, sono juventino praticamente dalla nascita (il primo amore resta, sotto sotto, il F.C. Matera anche se la mia sciarpa, testimone di tante trasferte e partite in casa, è piena di polvere e comunque, se avessi tifato un’altra squadra, mio padre mi avrebbe cacciato di casa) quindi, oltre ad augurare un buon derby a tutti, non posso esimermi da cantare assieme a loro:
Free Burma
Per un mondo senza più dittatori, di qualunque colore essi siano.
Per la libertà di un paese e della gente che lo popola.
Per i principi di tolleranza, non violenza e libertà.
Per una filosofia che ho sempre rispettato e ammirato.
Per tutto questo aderisco all’iniziativa Free Burma.

Visioni Urbane atto II
Ricordate? Ne avevo parlato un po’ di tempo fa.
Bene, il progetto inizia a prendere se non forma perlomeno spunti.
Clarita, la coordinatrice dei bloggers lucani che intendono partecipare al progetto (tra cui me medesimo) nonchè gestore del blog inerente il progetto, ha riassunto quello che c’è da fare in questa fase iniziale e ne è nata una discussione sulle idee da proporre.
Seguite la serie di suggerimenti e proposte nei commenti al suo post. Io, intanto, dico la mia.
L’idea che covo da un po’ è quella di dare spazio alle cosiddette culture urbane e suburbane. Sto parlando di writers, gruppi musicali, artisti di strada o che della strada (e degli spazi aperti in genere) fanno i loro studi e le loro sale espositive.
Dare colore e voce alle periferie, alle strade delle zone industriali, alle biblioteche e ai parchi (funzionanti o no), agli anfiteatri nel Paip2 (chi è di Matera e dintorni sa di cosa parlo).
Tradurre tutto questo in installazioni audiovisive in strada, sui muri grigi di città; in installazioni di opere d’arte contemporanea e urbana, che rivitalizzi i colori smorti di palazzi e periferie.
Concedere spazi alla creatività dei writers e renderli attori di quello che la città e le sue persone intendono comunicare all’autista distratto, al pedone che va di fretta, all’anziano seduto su di una panchina, al ragazzo appena uscito da scuola.
Far divenire la nostra città e la nostra regione incubatori di idee per giovani di tutto il mondo, per respirare così quell’aria multiculturale di cui la nostra lucanità ha spesso bisogno.
Il tutto, poi, renderlo disponibile on line tramite streaming, foto, video e podcast in un unico portale o in tanti spazi web dedicati a ogni singola attività (qualcuno ha detto blog network?)
Note di un ex populista
Lo so, lo so: ultimamente sembro un latitante. Ma ho anche una vita off line da vivere (con tutto ciò che ne consegue).
Dunque, da due giorni ho terminato la mia esperienza lavorativa presso l’agenzia di comunicazione con la quale collaboravo e al momento mi ritrovo disoccupato. Sarà ancora per poco visto che dal prossimo mese inizierò una nuova esperienza lavorativa, quindi mi sono regalato i classici 15-20 giorni sabbatici da dedicare al cazzeggio e alla sistemazione di alcune questioni burocratiche.
Volevo scrivere un po’ di quello che ha significato il V-Day, ma vedo che in giro ne hanno scritte di cotte e di crude e quindi il mio contributo si limiterà a sottolineare - magari in controtendenza - come la serie di eventi coincidenti con quella giornata (funerali di Pavarotti, partita della nazionale di calcio ecc. ecc.) e la scarsissima attenzione che i media tradizionali (la tivvù in primis) hanno prestato all’evento siano da considerarsi un ulteriore prova della riuscita della giornata.
Mi spiego. Paradossalmente, il non aver dato il giusto risalto al V-Day (che, comunque, ha raggiunto i suoi primi due obiettivi: raccogliere le firme sufficienti per l’iniziativa di legge popolare e fare massa critica) pone l’evento in una posizione di vantaggio rispetto ai suoi detrattori. E’ stato mostrato come un “nuovo” mezzo di comunicazione e informazione qual è il web (i siti di Repubblica e Corriere hanno dato il giusto risalto all’evento, c’è da dire) riesca a informare e aggregare persone senza il supporto dei tradizionali mezzi di comunicazione, senza grossi mezzi economici e senza il supporto dei partiti (anche se c’è da sottolineare che una certa politica ha preso parte all’evento offrendo la propria piattaforma - media partner di EcoTv è il partito di Pecoraro Scanio - per trasmettere la diretta dello show di Grillo a Bologna, sfatando quindi il tabù antipolitico dello stesso Grillo e della purezza apartitica).
Ha sottolineato non il populismo e l’antipolitica della gente comune (quella che fa la fila alle poste e che non usa i mezzi dello Stato per i propri interessi, per intenderci) ma la coesione tra chi pretende, dalla politica, risposte e non dubbi. Poche ma almeno importanti certezze. Soprattutto, ha messo in evidenza non l’avversione della gente verso i partiti, ma dei partiti verso la gente.
Qui non si auspicano partiti guidati da bloggers, bloggers guidati dai partiti o Grillo capo-popolo di tutti quelli che hanno firmato e di chi avrebbe voluto farlo. Qui si desidera solo una presa di coscienza forte (da parte dei politici e dei partiti ma anche di chi si lamenta, a torto o ragione) di ciò che deve essere la politica: partecipazione diretta della gente (quindi attivarsi per segnalare una cosa che non va e che vorremmo cambiare con i mezzi che la democrazia ci mette a disposizione), trasparenza ( rendere partecipi le persone delle decisioni prese o da prendere nelle aule istituzionali) e propositività (abbiamo un’idea? Discutiamone e presentiamo un progetto, una proposta, qualcosa di materiale e costruttivo). Il web rende tutto questo più semplice o perlomeno ci aiuta a confrontarci liberamente con altra gente ed è questo, ripeto, il grande merito che attribuisco ai meetup nati dall’esperienza del blog di Grillo.
Lo so, sembra utopia. Forse fin troppo banale. Ma è banale cercare un confronto tra la gente per capire qual è il sentore comune in merito a qualcosa che preme tante persone?
P.S. E meno male che dovevo limitarmi alle considerazioni sul paradosso vudayano “poca attenzione dalla tv=successo garantito”….
Il V-Day anche a Matera
Come molti di voi già sanno, il giorno 8 settembre verrà “celebrato” il V-Day, ossia la possibilità di dire no ai parlamentari condannati, a quelli di professione (i plurieletti, come li chiamo io..) e a quelli scelti dai segretari di partito.
Io, questo evento, l’avrei chiamato in un altro modo. Tipo L-Day (Levatevidallepalle-Day). Resta il fatto che si tratta di una forma di democrazia diretta, per dare un segno forte di legalità e partecipazione.
A Matera sarà possibile aderire (e quindi firmare) all’iniziativa di legge popolare in tre punti diversi della città, grazie ai due meetup materani, Sassi Parlanti e S@ssi e-migranti:
mattina - Via Trabaci (area antistante edicola Schiuma);
pomeriggio - Piazza Vittorio Veneto (area antistante il Cinema Comunale);
intera giornata - Piazza Sedile (area antistante Auditorium del Conservatorio).
Anche i materani, così, potranno contribuire al raggiungimento delle cinquantamila firme necessarie all’approvazione del referendum.
N.B. 1: a me Beppe Grillo non è mai stato simpatico ma i meetup nati dall’esperienza del suo blog sono utili alla partecipazione, a fare informazione, a comunicare servizi e disservizi e a conoscere tanta gente in gamba.
N.B. 2: i meetupers Parlanti si dimostrano sempre meno provinciali e indicano entrambi i meetup materani nel volantino, nel totem, nel comunicato stampa e nei propri blog personali.
Sempre polemico ’sto Luachan, mamma mèj…


