Le teste gloriose*…
…sono qui:
*teste gloriose= dal materano cap’ glorios’. Non è niente di offensivo, tranquilli :-)
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In un paese che dà lavoro a ex tossici, ex galeotti ed ex ergastolani.
In un paese che dà un tetto e quattro mura a gente che viene da altri paesi, a volte anche senza un regolare permesso di soggiorno.
In un paese in cui molti di quelli che si dichiarano imprenditori lo fanno sulla pelle (e il portafoglio) dei propri collaboratori.
In un paese in cui una persona semplice e onesta si vede richiedere la licenza per un lavoro che riesce a mantenerlo, suo malgrado, in vita.
Questo post è rivolto a tutte quelle persone che pensano che i poveri siano solo nel cosiddetto “Terzo Mondo” e che non si accorgono di quanto la povertà e la precarietà umana siano sotto i nostri occhi o nell’appartamento accanto, giorno dopo giorno.
Un po’ qualunquista? Forse sì.
Un po’ incazzato? Di più.
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Ovvero: come un luogo virtuale come un meetup diviene occasione di condivisione, organizzazione e incontro reale tra persone diverse ma mosse da un obiettivo comune.
Sabato 27 ottobre (tra smanettoni e semplici curiosi, novizi del software libero e open source e sviluppatori) avrà luogo, per la prima volta a Matera, il Linux Day.
Cercate di esserci: il programma è ricco e aspettiamo anche voi e le vostre idee/curiosità in merito al software libero open source e a Linux.
Links utili:
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Questa mattina ho partecipato, insieme a tanta altra gente, alla prima riunione del progetto Visioni Urbane. Dando per scontato che la maggior parte di quelli che seguono il mio blog sanno di cosa si tratta (se non lo sapete, no hay problema: vi rimando qui, qui e qui), cercherò di fare una sintesi dei contenuti discussi durante la prima parte dell’incontro (poichè alle 14 ho preso la S.S. 407 Basentana, direzione Matera, per rientrare a casa).
Intanto ho raggiunto un obiettivo: non prendere appunti sul pc ma sulla mia agenda (e questo, per me, è un grosso risultato). Proprio nell’agenda, ho segnato alcuni punti che reputo importanti e nati dalla discussione tra organizzatori e creativi (associazioni in genere):
Alberto, da cui ho preso in prestito il sesto punto e l’esempio del cd, ha mostrato anche delle slide riassuntive dei punti di forza e delle debolezze della “scena” creativa lucana. Da questa presentazione è nata una discussione con una giusta dose di polemica e provocazione, ma (almeno fino a quando sono stato presente) penso che nessuno degli interventi abbia colto la vera debolezza della creatività lucana. Mi spiego. Tra le debolezze riassunte nella slide, vi erano due punti che non sono stati oggetti di discussione da parte dei rappresentanti delle diverse associazioni, ossia:
Per quanto riguarda il primo punto, noi “creativi” lucani dobbiamo pensare alle nostre idee in termini di prodotto: se è vero che riusciamo, non di rado, a produrre contenuti di un certo spessore, è anche vero che spesso e volentieri ci innamoriamo a tal punto delle nostre idee da non riuscire a domandarci se sia realmente quello di cui la popolazione residente nel territorio in cui presentiamo l’idea senta l’esigenza.
Non è difficile, all’interno delle associazioni, sentir parlare del marketing come del diavolo e del mercato come fonte di corruzione e impoverimento culturale di un’idea. Bisogna capire, invece, che una buona pianificazione del progetto, con relativa analisi su chi e come sosterrà i costi di organizzazione e gestione (e qui arriviamo al secondo punto), oltre ad una analisi accurata di ciò che la gente chiede che venga realizzato, consente un rischio minore non solo in termini di investimento ma anche di successo dell’iniziativa.
Sono del parere che il vero successo di un’associazione o comunque di un soggetto creativo dipenda da quanto quello che produce sia distribuito (radicato) nel territorio in cui il soggetto opera e dalla indipendenza economica dagli enti pubblici, anche facendo pagare il biglietto per usufruire di uno spettacolo/prodotto. Questioni di cultura e abitudini, lo so. Ma da qualche parte bisogna pure incominciare.
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