In che paese viviamo?

In un paese che dà lavoro a ex tossici, ex galeotti ed ex ergastolani.

In un paese che dà un tetto e quattro mura a gente che viene da altri paesi, a volte anche senza un regolare permesso di soggiorno.

In un paese in cui molti di quelli che si dichiarano imprenditori lo fanno sulla pelle (e il portafoglio) dei propri collaboratori.

In un paese in cui una persona semplice e onesta si vede richiedere la licenza per un lavoro che riesce a mantenerlo, suo malgrado, in vita.

Questo post è rivolto a tutte quelle persone che pensano che i poveri siano solo nel cosiddetto “Terzo Mondo” e che non si accorgono di quanto la povertà e la precarietà umana siano sotto i nostri occhi o nell’appartamento accanto, giorno dopo giorno.

Un po’ qualunquista? Forse sì.

Un po’ incazzato? Di più.

Comments

8 Responses to “In che paese viviamo?”

  1. Gianni on Ottobre 24th, 2007 12:42

    Viviamo in paese di contraddizioni e questo si sa, basti pensare ai cinesi che lavorano totalmente in nero in alcune “fabbriche” della zona Paip non viene richiesta nessuna licenza e ne ci sono controlli. Ma tutti noi sappiamo cosa succede là e in altri posti e non diciamo niente, quindi la colpa è anche nostra, o mi sbaglio?

  2. Carlo Magni on Ottobre 24th, 2007 12:50

    Senz’altro, Gianni. Come spesso e volentieri non diciamo niente di quello che succede a pochi passi da noi.
    Il senso del post è questo: non ci accorgiamo (o facciamo finta di non accorgercene) di quello che, in silenzio, avviene nelle nostre periferie, nei nostri centri urbani e nei nostri condomini. Siamo bravi solo a riempirci la bocca di nozioni e affermazioni su questo o quel partito, questa o quella tecnologia ma cosa facciamo, realmente, per cambiare anche solo un quartiere?
    Ammetto anche di vivere un periodo dettato da bisogni e urgenze di tipo lavorativo e quindi non riesco ad essere lucido come dovrei e vorrei.

  3. Gianni on Ottobre 24th, 2007 14:40

    Non ti preoccupare, ti assicuro che anche chi lavora ha le tue stesse preoccupazioni e incertezze. Possiamo davvero dire di vivere un momento buio.

  4. missimx on Ottobre 24th, 2007 14:57

    Capisco e condivido il tuo stato d’animo. Ma non siamo soli purtroppo! Mi è venuto un brivido a sentire i numeri delle richieste di lavoro arrivate ad una azienda locale ultimamente: 4.000 per 60 posti, area tecnica. Ti rendi conto? Ma la cosa che mi fa più schifo è che per l’area amministrativa la stessa azienda ha interrotto la selezione pubblica (scusa ufficiale perchè sarebbe costata troppo) per effettuare una selezione “personale”, cioè fatta da lui! Per rispiarmiare o guadagnare amici? mi mi cheido io. E’ questa la nostra Italia, un paese che da sempre ha aspirato ad essere come gli USA, bene ora lo siamo: siamo un paese diviso in due, ricchi e poveri, un paese dove anche il sistema del wellfare sta per esplodere, insomma ci mancano le pistole nei supermercati e poi…
    Un paese guidato da mediocri, con un sistema scolastico per mediocri, che premia i mediocri, dove vince chi regge il sistema di alternanze senza rompere troppo le scatole!
    Banale? Fuori dal sistema? Forse ma mai mediocre!

  5. Carlo Magni on Ottobre 24th, 2007 15:00

    Tra un po’ la mia ragazza prende un aereo per Bari in partenza da Londra: quasi quasi la chiamo e le dico di non partire che domani la raggiungo… :-(

  6. astronik on Ottobre 24th, 2007 21:04

    Uagliò hai di nuovo cambiato grafica? E pure umore…..
    Tu tieni ragione da vendere. La legalità da queste parti è un opzional. Si applicano le leggi a pene di segugio.
    Si chiudono gli occhi di fronte ad illegalità macroscopiche li si spalancano per vedere delle stronzate…..

  7. Carlo Magni on Ottobre 25th, 2007 15:24

    No, l’umore sta bene, Antò :-)

    Ho dovuto cambiare template per alcuni problemi che mi causava il vecchio e spero di arrivare al template definitivo quanto prima.

  8. Melandroweb on Ottobre 31st, 2007 22:14

    Siamo prede del relativismo. E’ questa la nostra epoca. Un tempo la scopa, gioco a carte, si faceva in quattro e in due squadre (cosidetti compagni). Oggi la si fa sempre in quattro ma in quattro squadre (ognuno per conto proprio, cioè a fottcumpagn). Già dal Bar si evince la strada che abbiamo preso: l’apparenza ha imbiancato l’essenza delle cose.

    Ciao, complimenti per il tuo blog.

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