La gente di sinistra
Qualcuno, altrove nel web, ha scritto che la sinistra storica parlava agli operai e anche a chi aveva solo la quinta elementare come titolo di studio. Persone non in grado, quindi, di sfoggiare lauree e master vari conseguiti in chissà quale ateneo straniero.
Quel qualcuno ha continuato scrivendo che “Rifondazione e soci sono diventati il partito degli studenti, degli intellettuali radical-chic ma non certo degli operai.”
La sinistra, continuo io, deve fare molta autocritica: si è allontanata dalla gente, con quello snobismo tutto suo e quel fare intellettuale lontano dalle piazze e dalla gente altrui, chiusa in un castello ideologico con cui la gente non riesce ad arrivare a fine mese.
Persone di mia conoscenza hanno preso, in questi mesi, per i fondelli alcuni ragazzi intenti a montare i gazebo della Casa delle Libertà, con una saccenza risultata fastidiosa anche a me che non nutro particolare simpatia per il PDL (ma nemmeno per l’altra sponda…).
Ma ad uscire sconfitti per davvero siamo ancora noi, i cosiddetti “qualunquisti” che non si riconoscono in nessuno schieramento e che, malgrado tutto, esercitano il diritto ad esprimere un consenso.
Con un leggero senso di nausea.


