Se ne accorge anche il Pulitzer…

Il comitato organizzatore del Pulitzer, premio giornalistico ambito dai cronisti di tutto il mondo, con la sua apertura all’informazione fatta esclusivamente on line ci dice questo: i tempi per investimenti consistenti nell’informazione sul web sono maturi.

Le ragioni sono quelle di cui si parla già da tempo su tutti i media:

a) costi di stampa e distribuzione in aumento

b) inserzioni pubblicitarie su stampa sempre meno appetibili per gli inserzionisti – provate a chiedere i prezzi per una campagna pubblicitaria o anche solo il prezzo di un’inserzione di media grandezza sui quotidiani locali… -

c) possibilità di approfondimento e interazione in tempo reale con i lettori, con conseguente sviluppo sincronico della notizia

d) informazione generalista dei media tradizionali, con poche e valide occasioni di approfondimento riscontrabili

e) i giovani – il futuro, insomma – spendono sempre meno tempo davanti a tv, radio e giornali e preferiscono informarsi su pc e telefonini connessi.

La lista di pro(web, web design, navigare, web agencies) e contro(media tradizionali) è ampia e va costantemente aggiornata, ormai. Certo è che non si può ridurre il discorso a una ricerca del mezzo di informazione perfetto.

Io penso che la grande sfida dell’informazione, adesso, sia quella di orientare le proprie ricerche e conoscenze su un metodo meno invasivo, più ragionato e utile alla conoscenza dei fatti. In questo senso, su internet si sta lavorando al web semantico, che risponda alla domanda dell’utenza non con una mole di informazioni che cresce a dismisura, ma con un risultato conforme alla nostra capacità di elaborazione dei dati cui siamo sottoposti quotidianamente.

La televisione? La stampa? La radio? Avremo un unico grande medium, una sorta di Cerbero dei tempi moderni che ingloba in sè tutti i mezzi di informazione e intrattenimento o ognuno di questi media riuscirà a salvare alcune delle proprie peculiarità? Fermo restando che internet, in sostanza, è il Cerbero di turno, è da qui che occorre partire per evitare l’overdose di informazioni che ci rende informati un po’ su tutto ma non ci offre i modi e i tempi di una sana critica a news e fonti da cui abbeveriamo la nostra conoscenza.

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One Response to “Se ne accorge anche il Pulitzer…”

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