Contro il perfezionismo dilagante
Quando ero bimbo, vivace e rompiscatole come pochi, riuscivo a desiderare cose del tipo tende da campeggio o cuccioli di animali vari.
Mia madre, allora, controbatteva alle mie richieste con un secco quanto efficace “L’erba Voglio non cresce neanche nel giardino del re…” . Nella mia mente di bambino, allora, entravano in gioco riflessioni sulle ingiustizie della vita e su quanto il desiderio fosse evanescente (vabbè, lo ammetto: questo l’ho pensato molti anni dopo). Infatti, non sono mai stato in campeggio ne ho intenzione di colmare questa mancanza, eheheh.
Tutto ciò per dire che la creatività umana, a volte, riesce a superare anche se stessa. Se è vero che Photoshop ha reso corpi o volti di uomini e donne prossimi alla semidivinità, è anche vero che qualcuno ci ricorda che siamo stupendi pur con le nostre imperfezioni. Merito (anche) dell’arte di strada.

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