I contenuti editoriali on line, croce e delizia di molti, sono da sempre fonte di discussione per tutti quelli che producono e vendono prodotti editoriali.
Lavorando per una casa editrice che pubblica un mensile dedicato alla subacquea – quindi fortemente orientato a un certo tipo di target e argomenti - e un bimestrale dedicato ad ambiente e natura in generale, dico la mia su quello che ho avuto modo di leggere su Mediablog di Corriere.it (fonte da cui trae ispirazione questo post).
Da pochi mesi stiamo sperimentando la vendita di abbonamenti on line per la rivista che si occupa di subacquea, con risultati che – francamente – ci auguravamo essere migliori. Da quest’esperienza ho tratto alcuni insegnamenti che – colti direttamente sul campo – sono più comprensibili rispetto alle tante parole che si dicono e scrivono in giro per il web e non solo.
Ecco quello che ho imparato per produrre ricavi da contenuti editoriali on line:
1. quando si propone un abbonamento on line a una rivista, si deve applicare un prezzo di cui sia evidente il risparmio rispetto alla rivista cartacea. Esempio: se l’abbonamento alla rivista cartacea costa 50 euro, il lettore si aspetta che l’abbonamento on line gli costi al massimo 15 euro, altrimenti
2. resta fedele alla rivista cartacea, tenendosi strette carta e qualità delle foto presenti nelle pagine della rivista stessa, con la possibilità di portarsela ovunque – finanche nel bagno, embè… – anziché dover dipendere dallo schermo di un pc o di un cellulare di nuova generazione.
3. Vendere pacchetti contenenti prodotti editoriali e/o servizi di formati differenti e non puntare su un solo formato. Dare al cliente/lettore la possibilità di diventare anche altro (ascoltatore, spettatore, produttore…)
4. Produrre e offrire articoli esclusivi inerenti un determinato argomento – come fa ad esempio IlSole24Ore – altrimenti difficili da reperire (ricerche di mercato, trends, articoli su argomenti poco battuti), specializzandosi in un campo e non dover per forza parlare di tutto e tutti, rischiando così di alimentare il sovraccarico di informazioni (alias information overload) a cui siamo quotidianamente sottoposti, informandoci poco e male sulle cose.
“Hai scoperto l’acqua calda..” direte voi e io risponderò che avete ragione, ma questo post vuole essere solo una testimonianza diretta di qualcuno che vive (e vede) la questione dei ricavi di contenuti on line direttamente.