luglio 23rd, 2009 — 11:09am
Nessun riferimento al più famoso dei “papi” d’Italia.
Un mio racconto breve, con cui ho partecipato al concorso letterario Ultimo Round – organizzato dalla casa editrice Round Robin – conteneva la parola “papi”.
Ecco il vincitore del concorso ed ecco il mio racconto (menzionato dalla giuria):
Mi chiama già “papi” e ho appena trent’anni.
La sua migliore amica mi chiama “nonno” e non indosso camicie a maniche corte per giocare a bocce nel parco.
Me lo merito, d’altronde.
Vuoi fare l’eversivo/post-punk/alternativo? Ecco cosa ti devi sorbire: due piccole Curtney Love contente di farti fuori e inscenare il tuo suicidio davanti alla congrega degli amici musicisti amanti del metal.
Il brutto della vita di provincia è proprio questo: non ci sono mezze misure. O sei dentro o sei fuori. Uno non è che può mettersi in mezzo.
Niente da fare.
Strada chiusa, baby.
Tu. Tu che leggi, sì. A te, a te. Tu mi ci vedi con la maglia nera dei Ramones seduto al tavolino dal design moderno dell’altrettanto moderno locale chic di una città che ricorda il proprio passato solo durante la festa patronale, con una trentenne che ti parla di locali alla moda, acquisto di case dal prezzo stratosferico e tradimenti del marito della sua collega? Poi uno dice che non deve darsi alle ventenni.
“Giovanni, la vuoi una birra?”
“No, Michela… per me il solito brachetto”
“Sei un vecchio!”
Preferivo “papi”, cazzo. Poi dicono che uno non deve accontentarsi.
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luglio 20th, 2009 — 3:55pm

Adoro le storie di sesso in cui lo stesso è solo il contorno di un piatto ben più sostanzioso. E’ per questo che, dopo aver chiuso “Un gioco proibito” della materana Nancy Citro, mi sono sentito sazio.
Sazio di emozioni, di sorprese, di moralismi andati a farsi friggere. La storia, d’altronde, parla di una lei che proprio “lei” non è.
Parla di un lui, fratello di lei, che avrebbe dovuto essere più “lui” e non ne è stato capace, facendosi così mordere quotidianamente da un senso di colpa che non andrà mai via e che, anzi, lo porterà dritto nel baratro.
Parla di altri due uomini, legati chimicamente alla protagonista, che fanno di tutto pur di proteggerla ma che la tengono all’oscuro di tutto. Sempre per proteggerla.
Non è una lettura banale e i temi affrontati – pedofilia, omosessualità – vengono trattati con i guanti. Nancy Citro non scade mai nella volgarità e riesce a imprimere quel tocco umano ai vari spezzoni del romanzo che la designano come cronista di sentimenti forti.
Penso che con un morto ammazzato, “Un gioco proibito” avrebbe potuto essere un bel noir. Ma la suspense e le trame umane non mancano di certo, così come non mancano i colpi di scena e personaggi al limite della decenza. Se siete lettori bacchettoni, andate a comprare Harmony. Altrimenti, “Un gioco proibito” vi aspetta in libreria (Libreria Dell’Arco e Mondadori, se siete di Matera) oppure potete ordinarlo da qui.
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luglio 15th, 2009 — 2:28pm
Qualche giorno fa ho ricevuto la mail di una mia amica che – colta da un’illuminazione – mi ha proposto di supportare un sogno (che, a quanto pare, non è solo il suo): organizzare a Matera un corso di effetti speciali.
Ecco cosa mi ha scritto Paola:
La mia iniziativa nasce da un’idea scaturita mentre ero alla ricerca di un sito che illustrasse le metodologie per la realizzazione di sangue finto e di altri effetti speciali cinematografici in genere, ma creare effetti speciali non è facile, senza qualcuno che ti guidi, e così man mano la mia ricerca si è dirottata verso i luoghi che ospitassero dei Corsi per effetti speciali a Bari o in Puglia o Basilicata in genere. Purtroppo il più vicino pare si trovi a Potenza…
Nel frattempo il caso ha voluto che proprio in quel momento, nel notiziario di TRM sento questa frase: “Matera è una piccola città del cinema”.
Ed essendo io un’appassionata di cinema, mi è venuta l’idea di muovere le coscienze affinchè anche Matera abbia la possibilità di avere un centro che si occupi di corsi per effetti speciali cinematografici, per Tv e teatrali (che dal trucco come ferite da taglio e da fuoco, invecchiamento, congelamento, lividi; alle protesi.. maschere.. istallazioni, ecc..) così da non far “emigrare” altrove chi è appassionato del genere.. e questo è davvero un peccato!
Ho visionato qualche sito: i programmi sono differenti a seconda dei corsi, ma in maggioranza ho trovato queste tematiche per il primo livello:
• TIRANTI
• CALZA – EFFETTO LIFTING
• INVECCHIAMENTO TRIDIMENSIONALE LATEX
• VARI EFFETTI COME CONGELAMENTO, EFFETTO LIVIDO, PIANTO ETC.
• CREAZIONE ED APPLICAZIONE DI VARI TIPI DI CALOTTA
• CREAZIONE DI PROTESIO IN PLASTILINA
• COPERTURA SOPRACCIGLIA
• CONTUSIONI, USTIONI VARIE
• FERITA CON ARMI DA TAGLIO
• USO DELLE GELATINE
• CICATRICI
• CALCHI PARZIALI
• MODELLATO
• FORMATURA IN GESSO IN 3 PEZZI
• CREAZIONI DI PROTESI IN LATTICE
• CENNI SULL’APPLICAZIONE DI BARBE E BAFFI
• LAVORAZIONE LATTICE SCHIUMATO A FREDDO – GELATINA STAMPATA
• PRECOLORAZIONE – STUCCATURA – GELATINA ESTEMPORANEA
• PROTESI A PEZZI
• PRESENTAZIONE DEL LATTICE SCHIUMATO A CALDO
Io mi sono proposto come tramite. Chi di voi facesse parte di una compagnia teatrale, un’associazione culturale o un gruppo di artisti e volesse aiutare Paola e i suoi amici a organizzare questo corso, si faccia avanti.
Riferimenti:
Paola Mattiace
Mail: p.mattiace@hotmail.it
Gruppo su Facebook: Rendiamo possibile la nascita di un Corso di EFFETTI SPECIALI a Matera
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luglio 8th, 2009 — 1:57pm
Mi ci sono voluti diversi ascolti per assimilare la musica dei Plurima Mundi, sestetto tarantino dedito a un prog davvero variegato.
Sono venuto a conoscenza dei Plurima Mundi grazie al fatto che la band ha presentato, qualche settimana fa, Atto I° - il primo lavoro dei musicisti tarantini – e quindi, preso un po’ dalla curiosità di conoscere questo gruppo dedito a un genere non molto diffuso dalle nostre parti e spinto dalle ottime recensioni lette su alcuni quotidiani locali e su vari siti web, ho deciso di acquistare il cd.
Parto subito con le perplessità: è un lavoro non facilmente assimilabile, soprattutto per via dei vari generi in cui ci si imbatte durante l’ascolto (dal funk al jazz passando per il folk, mantenendo sempre quel qualcosa di classicheggiante in tutte e quattro le tracce). La voce di Grazia Maremonti – la vocalist dei Plurima Mundi – è soave e dolce ma troppo classica: sarebbe interessante mescolare la sua armoniosità con una voce maschile, cosa che in realtà avviene nell’ultima traccia, con la partecipazione di Lino Vairetti, voce degli Osanna, storico gruppo del movimento prog italiano che tanto seppe farsi apprezzare – soprattutto all’estero – negli anni ‘70, ma non mi è sembrato abbastanza.
Le cose che apprezzo del cd sono, essenzialmente, la facilità con cui la band riesce a passare da un genere all’altro (ascoltare la prima traccia, una sorta di intro senza voce, in cui vengono mirabilmente mescolati jazz-fusion e folk, per credere) e alcuni passaggi sognanti.
Le cose che mi sarebbe piaciuto sentire sono una voce maschile e chitarre maggiormente presenti. Magari con il prossimo cd, i Plurima Mundi mi accontenteranno.
Consiglio Atto I° – acquistabile, a Matera, presso la Libreria dell’Arco – ma solo se siete musicalmente aperti e avete la pazienza di ascoltare più volte il cd.
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