Il prog variegato dei Plurima Mundi e il loro Atto I°
Mi ci sono voluti diversi ascolti per assimilare la musica dei Plurima Mundi, sestetto tarantino dedito a un prog davvero variegato.
Sono venuto a conoscenza dei Plurima Mundi grazie al fatto che la band ha presentato, qualche settimana fa, Atto I° - il primo lavoro dei musicisti tarantini – e quindi, preso un po’ dalla curiosità di conoscere questo gruppo dedito a un genere non molto diffuso dalle nostre parti e spinto dalle ottime recensioni lette su alcuni quotidiani locali e su vari siti web, ho deciso di acquistare il cd.
Parto subito con le perplessità: è un lavoro non facilmente assimilabile, soprattutto per via dei vari generi in cui ci si imbatte durante l’ascolto (dal funk al jazz passando per il folk, mantenendo sempre quel qualcosa di classicheggiante in tutte e quattro le tracce). La voce di Grazia Maremonti – la vocalist dei Plurima Mundi – è soave e dolce ma troppo classica: sarebbe interessante mescolare la sua armoniosità con una voce maschile, cosa che in realtà avviene nell’ultima traccia, con la partecipazione di Lino Vairetti, voce degli Osanna, storico gruppo del movimento prog italiano che tanto seppe farsi apprezzare – soprattutto all’estero – negli anni ‘70, ma non mi è sembrato abbastanza.
Le cose che apprezzo del cd sono, essenzialmente, la facilità con cui la band riesce a passare da un genere all’altro (ascoltare la prima traccia, una sorta di intro senza voce, in cui vengono mirabilmente mescolati jazz-fusion e folk, per credere) e alcuni passaggi sognanti.
Le cose che mi sarebbe piaciuto sentire sono una voce maschile e chitarre maggiormente presenti. Magari con il prossimo cd, i Plurima Mundi mi accontenteranno.
Consiglio Atto I° – acquistabile, a Matera, presso la Libreria dell’Arco – ma solo se siete musicalmente aperti e avete la pazienza di ascoltare più volte il cd.
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