Ferie materane tra letture e guide abusive

Sono arrivate anche per me, queste agognate ferie.

Il bello di quando sono al cazzeggio è che mi concedo letture approfondite del Quotidiano di Basilicata, passeggiate fra i vicoli della mia città, carezze in tripla razione al gatto (non che quelle elargite durante il periodo lavorativo siano poche…) e riflessioni su quella cosa da scrivere o quell’altra cosa da fare.

In questo periodo sto portando avanti, in diversi momenti della giornata, la lettura di due libri che consiglio a chi è in cerca della parte spirituale del proprio io e a chi vuole concedersi maggiormente alla natura del mondo. Sto parlando di “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani e “Aspro e dolce” di Mauro Corona.

Penso che entrambi gli autori non abbiano bisogno di presentazioni. Tiziano Terzani, a cinque anni dalla sua scomparsa, con le sue parole e i suoi libri – scritti durante la sua carriera di reporter in Russia e Asia  – ha descritto ogni aspetto dei paesi in cui ha vissuto, sottolineandone le differenze culturali e mischiando la spiritualità dei popoli asiatici al razionalismo occidentale. I luoghi descritti, poi, fanno dei suoi libri un affascinante resoconto di quella che è stata l’Asia e di ciò che si apprestava a divenire di lì a pochi anni. Non vi nasconodo che mi sta venendo una voglia matta di compiere il mio personale viaggio dell’anima in Laos, Vietnam e Cambogia. Proprio grazie a questa lettura.

Mauro Corona, invece, affronta il tema dell’alcolismo in una maniera tutta particolare: narrando le vicende che – in gioventù – lo hanno visto spesso protagonista in negativo, riuscendosi a salvare ogni volta grazie alla provvidenza o più semplicemente allo sguardo di amici, montanari come lui, che rappresentano la saggezza e la genuinità di persone e luoghi trasformati dal tempo e dal progresso. Ma anche da disastri come quello del Vajont, di cui l’autore narra – spesso – ricadute sociali ed economiche che difficilmente abbiamo appreso da giornali e tv.

Mauro Corona mi piace perché è un personaggio autentico, forse anche anacronistico, ma sincero con se stesso e i suoi lettori. Mi piace perché è rimasto nel suo paese, Erto, e della sua montagna è innamorato. Sembra quasi che i clamori delle città lo spaventino, eppure penso che un po’ di sana autenticità non guasterebbe mica alle orde di vip e presunti tali che ogni giorno appestano le nostre città.

Come non guasterebbe un sano esame di coscienza a quelle guide turistiche materane  – abusive e non – che programmano il percorso in base non tanto alla bellezza del centro storico di Matera o dei Sassi ma alle presunte “provvigioni” ricevute da questo o quell’esercizio commerciale in modo tale che i gruppo di turisti siano deviati verso determinati negozi e botteghe, a discapito di altri che – magari in angoli più nascosti del centro storico – saranno costretti a chiudere bottega (è proprio il caso di dirlo) tra qualche settimana.

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One Response to “Ferie materane tra letture e guide abusive”

  1. Il blog di Carlo Magni - Matera, Creatività, New Media e dintorni

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