Archive for ottobre 2009


L’ultima curva dell’Ultimo Round

ottobre 24th, 2009 — 11:05am

Questa volta non ho meritato menzioni speciali e – occorre dirlo – non mi sono impegnato a sufficienza, visto che il tema proposto questo mese dai ragazzi della casa editrice Round Robin era davvero arduo da affrontare.

Il racconto vincitore, con le motivazioni e le menzioni ad altri racconti partecipanti, lo trovate cliccando qui.

Qui sotto, invece, posto L’ultima curva (il racconto con cui ho partecipanto a Ultimo Round di Ottobre):

Fragoroso.
Debordante.
Adiposo.
Sfacciato culo.
Va bene che stavo morendo dissanguato, ma quella coppia carnale di chiappe – così bonariamente descritte – ha ripagato i centoundici punti di sutura e i mesi di inferno che ho passato. Tutto per colpa di un fottuto pattino italiano.
Centoundici ticchettii da un capo all’altro della pista. Ogni punto un metro, ogni metro un sussulto.
Ora sono in debito con la fortuna, lo so. Quella mica si accontenta di quattro litri di sangue lasciati a indurirsi sul ghiaccio ormai sciolto di Montreal. No, infima e sboccata sorte: vuoi di più, ti conosco.
Uno strozzino travestito da medaglia d’oro che sta per chiedermi il conto. Abbastanza salato, direi.
Due piste, due emozioni. Due vite che durano attimi, si stravolgono e capovolgono a loro piacimento. Io mica posso farci qualcosa. Continuo a correre, distratto da quel culo emozionante, più di quella rotondità femminile che indossava mutande bianche, su quel manifesto gigante a Torino. Avevo già appeso i pattini al chiodo della buona sorte, in quel periodo. Quanto vorrei staccarlo e portarlo via con me. Il chiodo, intendo. Mica il sedere stampato su quel manifesto.
Manca una curva al traguardo e il culo mi dice bye bye con una delle sue ridenti chiappe. Non importa quale. Ho finito la mia razione di fortuna e ora ne ho la certezza, all’ultima curva di quest’ultimo Gran Prix del Queensland. L’auto (lo sottolineo un'auto presa a Napoli di contrabando) mi ha abbandonato, la fortuna pure. Non resta che ricambiare il suo saluto.

“Benvenuto, sig. Bradbury. La stavamo aspettando…”
Una bionda che ha più curve del circuito di Montecarlo mi si presenta verticalmente. Forse sono steso in un letto. Forse ho fatto incidente.
“Buongiorno, infermiera…dove sono?”
“Ah ah, vedo che non ha perso il senso dell’umorismo, signor Bradbury”
“Eh?”
“Ricorda quella curva qualche centinaio di metri prima del traguardo?”
“Ah, sì: ricordo solo di aver perso il controllo dell’auto. Fortuna che posso raccontarlo.”
L’infermiera ritrae le labbra, distendendo la bocca in un’espressione dubbiosa:”Arcangelo, adesso tocca a te”. Al mio capezzale si presenta un mastodontico essere biondo vestito anch’egli di bianco. Un altro infermiere. Forse.
“Signor Bradbury, la mia collega non è stata abbastanza chiara, ma è il suo ruolo a imporglielo. Sa, non è semplice comunicare il passaggio.”
“Ho capito di aver fatto incidente, ho capito di aver perso il controllo dell’auto mentre effettuavo l’ultima curva, ma non ho capito dove cazzo mi trovo.”
“Signor Bradbury, lei si trova lontano da casa. Molto lontano, direi. Io sono Arcangelo…Gabriele Arcangelo.”
“Bel senso dell’umorismo, i suoi…”
“Vedo che non ha ancora compreso…”
“No, infatti: mi vuole spiegare cosa succede? Chiami un dottore…il primario…voglio capire se posso tornare a correre.”
“Mettiamola così: non è in ospedale e l’unica corsa a cui potrà partecipare, d’ora in poi, sarà la Paradiso-Purgatorio-Paradiso. Rigorosamente a piedi. Sa, da queste parti teniamo alla limpidezza dell’aria.”
“Cazzo, mi è finito il culo!”
“Appunto.”

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United We Stand, la prima graphic (net) novel italiana

ottobre 23rd, 2009 — 3:33pm

Sarà che il titolo mi fa ricordare United dei Judas Priest, ma mi ha colpito favorevolmente – per diversi aspetti – la graphic novel italiana United We Stand.

La storia, scritta e sceneggiata da Simone Sarasso e  Daniele Rudoni – novaresi entrambi: il primo scrittore ed educatore, il secondo illustratore e colorista – è ambientata in un futuro non lontano (l’anno 2013) e parla di un colpo di Stato in Italia da parte di oscure forze militari, in uno scenario politico internazionale non proprio roseo: si sta combattendo, nel frattempo, un grosso conflitto tra USA e Cina.

Questa è la presentazione, direttamente dal sito ufficiale di United We Stand:

In un futuro prossimo e in un crescente clima di tensione internazionale, forze militari segrete che da sempre tramano all’ombra del tricolore prendono il potere con un violento colpo di Stato ai danni delle sinistre. Il golpe ha luogo nell’aprile 2013, un minuto dopo l’elezione del primo Presidente del Consiglio donna della storia repubblicana. All’interno degli opposti schieramenti, i protagonisti affrontano i sentimenti del passato e le necessità di un presente caotico, mentre sullo sfondo il mondo intero osserva impotente l’evolversi di un conflitto di proporzioni pantagrueliche: la guerra termonucleare fra Stati Uniti d’America e Repubblica Popolare Cinese.

Questo è uno dei due booktrailers:


Perché gli autori parlano di “prima graphic net novel italiana”? Semplice: la storia non vive di sola carta, ma continua attraverso le pagine del sito ufficiale di United We Stand, dei suoi due booktrailer ufficiali, delle tavole e delle illustrazioni presenti, della colonna sonora ufficiale (la trovate su Jamendo):

La narrazione non si ferma nei confini del volume, ma prosegue tra le pagine di www.unitedwestand.it. Esploratelo: potrete guardare i booktrailer o ascoltare in esclusiva la colonna sonora composta da Il Mio Nome Non Ha Importanza (MEDIA), dare un’occhiata in anteprima alle tavole e alle illustrazioni (GALLERY), vivere minuto per minuto l’assedio attraverso il racconto di Alessia Pozzi, giovane studentessa in fuga dalla capitale (LA VOCE DEL PAESE IN GUERRA), leggere in anteprima le reazioni della stampa internazionale al golpe (PRESS RELEASES), o calarvi in prima persona nel ribollire della battaglia (NARRAZIONI TANGENZIALI, ove troverete i racconti di KAI ZEN, Stefano Di Marino, Paolo Roversi, Ettore Maggi e molti altri autori di successo dedicati all’universo di UWS)

Il progetto mi sembra valido più per la sostanza che per la promozione editoriale del prodotto ed è anche interessante seguirne lo sviluppo e i riscontri che avrà da qui a qualche mese.  Il bello di United We Stand è che sembra un’opera undergorund, pur essendo pubblicata da una importante casa editrice come Marsilio.  Gli autori, infatti, prendendo spunto da un fake movie che si intitolava proprio United We Stand (fu ideato da quei geniacci della comunicazione non convenzionale conosciuti come 0100101110101101.org), hanno pubblicato sei uscite trimestrali realizzate esclusivamente per il mercato on line. Sembra come ritornare al variopinto e un po’ misterioso mondo delle fanzine underground anni ‘80.

Un solo appunto: perché non creare vere e proprie pagine web per i contenuti, anziché dover scaricare per forza i files .pdf?

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Il vizio dell’agnello: ne siamo tutti affetti (forse)

ottobre 18th, 2009 — 9:58am

Mi piace leggere opere di autori che non ho mai letto ma che avrei voluto leggere da tempo. Questa volta è toccato a “Il vizio dell’agnello” di Andrea Pinketts. La prima cosa che mi sono chiesto, appena ho preso in mano il libro, è stata: “Ma che caspita è ’sto vizio dell’agnello?”.
Lo scoprirete più avanti, tranquilli.

Conoscevo già questo autore, vuoi per la fama e vuoi perché nel 2004 partecipai a un concorso letterario con un racconto sulle streghe che fu selezionato poi per l’antologia “Triora terra di streghe”, di cui Pinketts scrisse la prefazione – peraltro una delle più belle prefazioni che abbia mai letto… -.
“Il vizio dell’agnello”, come altre opere di Pinketts, è ambientato in una Milano meno formale di quanto la si conosca e che pare lontana dalle sfilate di moda e dalla vita mondana che caratterizzano la città meneghina: l’autore vi fa piccoli accenni e fa sfiorare le vite dei suoi personaggi a quelle di modelle e nobili falsi o decaduti.
Lo stile non è mai tragico, ma trasuda disillusione anche attraverso le battute dai doppi sensi infiniti e le descrizioni grottesche delle vite e dei caratteri dei personaggi della storia.

Da un lato abbiamo i buoni, Lazzaro Sant’Andrea e compagnia bella, che cercano – attraverso mezzi leciti e illeciti – di smascherare un killer seriale di piccioni e barboni, in una Milano che diviene sempre più “una città di pazzi e di cani”; dall’altro lato abbiamo i cattivi, Branka e Marzio Palloni, vittime coscienti di quel subdolo vizio dell’agnello, da cui prende il nome questa storia.
Che dire? E’ il primo libro di Pinketts che leggo e mi sono innamorato del suo stile, della sua tragicomica visione del mondo, dei suoi personaggi fuori dalle orbite della normalità terrestre, delle frasi dai molteplici significati e delle metafore assurde con le quali descrive un microcosmo fatto di pazzi che poi tanto pazzi non sono (o forse lo sono completamente….)

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A|Maze – Gioco evento della città di Matera

ottobre 16th, 2009 — 11:13am

Torno da Roma e, come al solito, scopro l’organizzazione di eventi interessanti che si terranno a Matera i giorni 29 e 30 Ottobre.
In occasione degli Open Days 2009, infatti, creativi di tutta Italia si daranno appuntamento nella città dei Sassi per presentare, incoraggiare, foraggiare progetti e idee creative grazie al team di Kublai e ad altri soggetti che hanno fatto della creatività e dell’innovazione il proprio punto di forza.

Il 30 ottobre, in particolare, chi vorrà potrà partecipare a una sorta di GDR - non saprei come definirlo altrimenti – chiamato A|Maze e creato dalla Daedalus Corporation. In pratica, penso si tratti di una sorta di gara di orienteering 2.0, con cellulari e il paesaggio urbano di Matera a farla da padroni, in cui occorre risolvere enigmi e scovare elementi utili mentre si viene rincorsi da personaggi misteriosi di cui l’organizzazione non svela alcun particolare.


Per i meno allenati, saranno installati dei check point che permetteranno di conoscere e vedere Matera sotto un altro aspetto (anche in questo caso vige il massimo riserbo…) e discutere sulla fattibilità di idee e progetti.

Un’occasione da non perdere per quanti hanno in mente idee grandiose e non sanno come realizzarle. O anche per scoprire lati nascosti della città dei Sassi

Links utili:

A|Maze Matera – Gioco evento della città di Matera

Open Days 2009 a Matera – Progetto in 1 giorno e Matera FabLab

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Siti in Flash: il mio (e non solo mio) no

ottobre 12th, 2009 — 11:36am

Photo credits: ZeroFractal Studio

Quando qualche azienda (soprattutto per la mia attività da free lance) mi propone un lavoro e inizia a chiedermi cose svolazzanti per le pagine del sito, mi impegno seriamente a spiegare le dinamiche relazionali del web odierno, a introdurre concetti come l’usabilità e l’indicizzazione, a rendermi promotore della conversazione sui nuovi media e a indicare l’obiettivo principale di un sito web, ovvero la presenza di contenuti e informazioni utili all’utente che è arrivato – per caso o tramite ricerca – sul nostro sito. Se ciò non dovesse bastare, declino gentilmente l’offerta. I motivi sono due:

1. non ho mai imparato a usare Flash (un po’ per pigrizia, lo ammetto, e un po’ per mancanza di qualche docente o corso – dalle mie parti – che possa insegnarmi il pur interessante mondo delle animazioni in Flash);

2. reputo (a ragione o a torto, lo vedremo tra un po’) i siti interamente sviluppati in Flash come qualcosa di superato, poco usabili, difficilmente aggiornabili, poco – o nulla – conversazionali, poco indicizzabili, poco utili a perseguire il fine ultimo di un sito web che si rispetti: informare l’utente e renderlo protagonista di quello di cui si discute.

3. Flash dovrebbe fare quello per cui è nato: creare animazioni per banners, advergames e animazioni varie, non interi siti web. Non si tratta di una crociata contro lo straordinario strumento di casa Adobe, ci mancherebbe: voglio solo contribuire all’esatta collocazione di Flash.

Fortunatamente, riesco a far cambiare idea alla maggior parte delle persone che si rivolgono a me – anche solo per un consiglio – ma altre, invece, pensano a internet più come a un quadro che a un libro.

Riporto, di seguito, alcuni links relativi a opinioni – più o meno rilevanti – sull’utilizzo di Flash nei siti internet. Buona lettura:

Utilizzare Flash: pro e contro – Seminline Blog

Il sito e il Flash: quando usarlo e quando no – Eurogroup

7 motivi per evitare Flash come la peste quando si progetta un sito web – Antezeta

Flash e i motori di ricerca – TomStardust

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