Un greto di ciottoli che tinge di giallo Matera

Un greto di ciottoli
Un greto di ciottoli
di Costantino Dilillo
140 pagine
Euro 9,00
BMG Editrice

Io lo dico sempre che Matera è una città che si presta a storie dalle tinte fosche, condite da misteri e casi irrisolti o che si vuole restino tali.
Questa volta è Costantino Dilillo a confermare la vocazione giallista attraverso il suo giallo tutto materano Un greto di ciottoli.
La trama, fortunatamente non troppo intricata ma ricca di elementi utili al lettore per la risoluzione del caso, ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti.
Ma non voglio scrivere di quella che è la storia o di come Scanzano riesca a risolvere i due casi. Quello che mi ha colpito del romanzo è, innanzi tutto, l’atmosfera un po’ retrò che fa da cornice ai personaggi della storia. Il protagonista, l’investigatore privato Pasquale Scanzano, sembra essere il frutto di un incontro tra le penne di Giorgio Scerbanenco e Loriano Macchiavelli ma, al contrario dei personaggi del grande giallista milanese o dello scrittore bolognese, Scanzano non opera nella grigia città meneghina o sotto i portici di Bologna: ambiente ideale delle sue indagini e del suo operato è il candore apparente di Matera.
Un greto di ciottoli puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.

L’idea che mi sono fatto, di questo romanzo, è quella di un giallo scritto da un materano per i materani: ogni abitante di questo angolo di mondo, infatti, potrà trovare – negli atteggiamenti o nelle parole di questo o quel personaggio – qualcosa che arcaicamente gli appartiene, come fosse la materanità una molecola di DNA che si eredita dall’ambiente circostante. La lettura di Un greto di ciottoli risulterà piacevole anche a chi materano non è, essendo un buon romanzo giallo in cui la leggerezza apparente delle vite che si intrecciano nella trama viene mescolata a situazioni ben più gravi che si nascondono nella apparente tranquillità di provincia. Come dire che i reati commessi sono solo pretesti di situazioni esistenziali più profonde: la vecchiaia e le sue disillusioni, la giovinezza e le sue facili illusioni, la staticità di Matera che sembra essere descritta direttamente da un’altra epoca eppure contraddistinta da pregi e difetti attuali, il desiderio di celare la verità delle cose attraverso falsi moralismi. A rompere il giocattolo ci pensa Scanzano, con le sue “ricerche”, le sue poche parole, i suoi mmmhhh che spesso affermano ma – altrettanto spesso – interrompono l’insistenza del cialliddo* da bar.

*pettegolezzo

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