Io ce l’ho più grande del tuo. Apologia dei grandi eventi
Mentre a Matera si discute di grandi eventi e finanziamenti che interessano un evento anziché l’altro, alcuni cittadini si interrogano su cosa sia, effettivamente, un grande evento.
Cosa intendiamo quando si parla di grande evento? Una forma di intrattenimento che vede protagonista un artista di fama mondiale? Un evento la cui location ha una valenza storica e artistica di maggior rilievo rispetto a tanti altri luoghi? Oppure un evento la cui l’organizzazione comporta una spesa non indifferente per soggetti pubblici e privati? Forse tutte queste caratteristiche fanno di un evento un grande evento. Ma anche no, forse.
Ho una mia idea riguardo i grandi eventi. Penso che, per una città come Matera, assopita dalla e nella sonnolenza perenne di amministratori poco lungimiranti (non si capisce se per un mero limite creativo o per mancanza di dialogo tra le parti), occorra rivedere l’idea che dei grandi eventi ci si è fatta negli anni.
Per stabilire cosa sia un grande evento occorre partire dalle necessità di un territorio come quello materano. Di cos’è che abbiamo, fondamentalmente, bisogno qui a Matera per muovere flussi turistici degni delle peculiarità artistiche e storiche che possediamo? Di gente, tanta gente. Persone che animino le piazze del centro, che occupino le strutture ricettive della città , che consumino la loro vita da turisti nel territorio urbano, che diventino testimoni oculari dell’accoglienza e del paesaggio e suggeriscano ad altri di vistare la città con i suoi Sassi, magari proprio in occasione di una due giorni dedicata alla letteratura pulp o al concerto di quel famoso gruppo rock.
Alberobello, per esempio, condivide con Matera il fatto di essere uno dei siti Unesco del Meridione. Ad Alberobello, però, lo scorso anno organizzatori forse solo più rock dei nostri, hanno pensato bene di ospitare una delle quattro date italiane di una certa Patti Smith, evento che ha richiamato gente da tutto il centro-sud e che andava a inaugurare la terza edizione del festival “Primitivo, la provincia dei suoniâ€, promosso e organizzato dalla Provincia di Bari per la promozione turistica e culturale del territorio provinciale.
Altro esempio: in occasione del Pistoia Blues Festival (occhio alla parola blues), che si aprirà il 14.07.2010, le prime due giornate della manifestazione vedranno salire sul palco band che con il blues hanno poco o nulla a che fare: Anathema, Porcupine Tree e Hammerfall, solo per fare alcuni nomi, sono bands che richiamano appassionati da tutta Italia. Io stesso mi sto facendo in quattro per cercare di essere presente alla prima serata. Raggiungere Pistoia non è che sia tanto semplice (certo, il coefficente di difficoltà è mooolto minore rispetto a quello per Matera).
Allora, diciamocelo chiaro e tondo: noi materani siamo o snob o ciucci o presuntuosi. Pensiamo che un Gigi D’Alessio – tanto per fare un esempio, quindi non offendetevi – possa richiamare una massa oceanica di persone. Può anche darsi, ma verrebbe mai un romano a vedere Gigi D’Alessio a Matera? Magari flotte di altamurani, gravinesi e ginosini si aggiungerebbero a tanti materani. Ma che turismo è se sono i nostri vicini di casa a farci una gradita visita di poche ore, per poi tornare nella vicina Puglia? So che la mia posizione può sembrare impopolare e in effetti lo è. Possono delle sculture attirare persone, esclusivamente interessate a quel tipo di evento culturale, da molto lontano e per consumare il tutto in due-tre ore?
E’ il caso di ripensare ai grandi eventi, magari anche storcendo il naso, se vogliamo campare di turismo. L’alta cultura non può e non deve essere la soluzione ai nostri mali, ma un piacevole contorno e/o una interessante alternativa. Gli eventi di massa vanno benissimo se attirano persone con residenza almeno oltre la Murgia e oltre l’appennino lucano, altrimenti siamo punto e a capo.





