Turisti per casa

Non mi rilasso mai, oh. Nemmeno durante una passeggiata nei Sassi, durante la quale ho accompagnato Gianfranco, uno dei miei parenti romani, a visitare gli antichi rioni di pietra.

Nell’occasione, oltre a fare da cicerone, mi sono improvvisato turista e ascoltato impressioni e osservazioni del mio ospite. Dirò pure una cosa scontata, ma la prima osservazione che Gianfranco ha fatto riguardava la fastidiosa presenza delle auto nei Sassi.
Arrivati davanti la chiesa di San Pietro Barisano, infatti, le numerose auto parcheggiate nella piazzetta antistante la chiesa (peraltro chiusa gran parte della giornata e aperta solo tre ore al giorno, dalle 19 alle 22) hanno spiacevolmente sorpreso Gianfranco, colpito dal fatto che molte auto hanno accesso libero nei Sassi.
Ovviamente, il mio ospite si è chiesto più volte come mai un patrimonio di indubbia bellezza e dalle singole caratteristiche achitettoniche e artistiche come i Sassi non riesca ancora a fare quel salto di qualità che meriterebbe.
Gli ho risposto da profano, un po’ ingenuamente forse, che il problema di fondo di questa città è che non si sa – o non si è deciso ancora – di quale turismo campare. Gli ho detto che il fenomeno del turismo, da noi, è abbastanza giovane e che occorre capire, quindi, quale può essere la forma di turismo più consona alla città. Cosa che, a quanto pare, nessuno sa. Eppure i problemi riscontrati dai turisti sono sempre i soliti:

* mancanza di una programmazione estiva di eventi che intrattengano turisti e cittadini nelle calde sere di estate;
* fastidiosa presenza di guide abusive che, in barba a ogni forma minima di educazione, cercano di abbordare i turisti in cerca di informazioni utili per visitare Matera;
* scarsissima presenza di info point turistici comunali;
* presenza quasi aleatoria degli uffici APT a Matera; presenza di auto eccessiva, sia nel centro storico che nei Rioni Sassi;
* pulizia e igiene scarse in molte zone dei Sassi;
* scarsissima presenza di pannelli informativi con segnalazione di percorsi turistici (capisco che magari si voglia far guadagnare le guide, quelle oneste e preparate, ma non tutti i tursiti sono inclini a pagare una visita guidata e bisogna pensare anche a loro).

Un’altra necessità, a mio parere, è quella di dotare i Sassi di un punto sanitario attivo nei periodi di maggiore afflusso turistico. Proprio ieri, infatti, mentre visitavamo la chiesa rupestre di Santa Lucia e Agata alle Malve, nel Sasso caveoso, un bambino di 2-3 anni si è sentito male e solo grazie all’intervento di una donna – forse un medico – che ha soccorso il bimbo, evitando che si soffocasse – ha evitato il peggio. Mentre la donna, assieme ad altre persone, soccorreva il bambino, io stesso ho chiamato il 118 per richiedere l’intervento di un’ambulanza per i soccorsi del caso e c’è da dire che nel giro di 10-15 minuti, abbiamo sentito le sirene dell’ambulanza (noi, intanto, una volta che il bambino si è ripreso, abbiamo proseguito verso il Convicino di Sant’Antonio). Ora, il caso ha voluto che nel gruppo di turisti di cui faceva parte il bimbo fosse presente una persona in grado di prestare soccorso, ma se così non fosse avvenuto? Che ne sarbbe stato del bambino? Raggiungere i Sassi – in particolare le zone come quella in cui si trova Santa Lucia e Agata alle Malve – può significare perdita di tempo prezioso per qualsiasi tipo di intervento sanitario. Ecco perché occorrerebbe pensare seriamente a una presenza temporanea di personale sanitario nei Sassi, in periodi nei quali i turisti raggiungono numerosi gli antichi rioni.

Per il resto, Gianfranco ha trovato la città tutto sommato pulita (con alcune eccezioni riscontrate nei Sassi), ma in alcune zone (ricordo Porta Pistola, ma anche nei pressi del Compesso del Casale, presso il cimitero barbarico e sul Belvedere) ha notato la poca cura della cosa pubblica, la scarsa segnaletica turistica, la scarsa presenza di cestini per la spazzatura.

Matera, comunque, deve dire ancora una volta grazie al suo fascino se Gianfranco farà ritorno in città, precisamente nel mese di Ottobre.

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