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	<title> &#187; Creatività</title>
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		<title>Bando di Concorso “ReadActing: il libro va in scena”</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 09:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrittori e autori vari, su segnalazione del presidente dell&#8217;associazione Tìaso, Nancy Citro, pubblico il bando di concorso di “ReadActing: il libro va in scena”. Avete in mente di promuovere la vostra opera letteraria con un video? Eccovi il bando: L’Associazione Culturale Tiaso bandisce il Concorso “ReadActing: il libro va in scena” all’interno dell’ XI edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrittori e autori vari, su segnalazione del presidente dell&#8217;associazione <em>Tìaso</em>, Nancy Citro, pubblico il bando di concorso  di “ReadActing: il libro va in scena”.<br />
Avete in mente di <strong>promuovere la vostra opera letteraria</strong> con un video? Eccovi il bando:</p>
<blockquote><p>L’Associazione Culturale Tiaso bandisce il Concorso “ReadActing: il libro va in scena” all’interno dell’ XI edizione del Festival Internazionale di Cortometraggi “Lucania Film Festival” rivolto a tutti gli autori di opere letterarie edite (senza limitazione di genere)</p>
<p>Per il terzo anno consecutivo l’associazione Tiaso collabora con l’Associazione Alelammie, organizzatrice del LFF, nella realizzazione di una sezione “ReadActing” che vede un’interessante ed innovativa commistione tra letteratura e audio visivo.</p>
<p><strong>CHE COS’E’ IL READACTING</strong><br />
“ReadActing” è un format che nasce dalla volontà di far convergere due linguaggi, quello letterario e quello audiovisivo, in un unico prodotto. Per il format si è scelto una parola composta che  letteralmente significa “lettura in azione”.</p>
<p>Il ReadActing ha come prodotto finale un audiovisivo, utilizzabile dall’autore come materiale promozionale della propria opera.</p>
<p>Il prodotto audiovisivo nasce dall’incontro di un videomaker e di un autore che, insieme, animeranno il libro attraverso una sceneggiatura nata dagli estratti cruciali dell’opera.</p>
<p>L’autore indica dei brani significativi  che verranno interpretati in maniera spontanea e naturale dal pubblico presente all’interno del LFF che legge , recita le opere letterarie. I lettori, con il libro alla mano, si ritrovano così improvvisamente dentro la storia, la loro immaginazione diventa immagine, e la videonarrazione rappresenta quindi la proiezione della loro fantasia.</p>
<p>Saranno individuate le location inerenti all’opera e nello specifico agli estratti selezionati, cercando di ricreare le ambientazioni del libro nella maniera più fedele possibile, utilizzando eventuali oggetti funzionali alla messa in scena visiva del testo.</p>
<p><strong>COME SI REALIZZA</strong><br />
Il ReadActing si compone di due momenti:<br />
- la ripresa audiovisiva: i videomaker, con le attrezzature necessarie, filmeranno i lettori che, opportunamente selezionati dall’organizzazione, interpreteranno, con il libro alla mano, i brano scelti precedentemente dall’autore.<br />
- Il montaggio e la post produzione: il materiale acquisito durante le riprese  verrà elaborato, in post produzione, dal videomaker che realizzerà un prodotto finito che rispecchi l’identità dell’opera.</p>
<p><strong>TEMPI DI PRODUZIONE</strong><br />
Il ReadActing sarà realizzato all’interno delle 4 giornate del LFF (10- 13 Agosto), pertanto il prodotto audiovisivo, di proprietà dell’autore e del videomaker, sarà proiettato all’interno dello stesso Festival nelle due giornate conclusive.</p>
<p><strong>CHE COSA CHIEDIAMO E CHE COSA OFFRIAMO ALL’AUTORE</strong><br />
Tra tutti le opere pervenute ne saranno selezionate solo quattro a cui sarà garantita la realizzazione del ReadActing.</p>
<p>Il concorso è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri.</p>
<p>L’autore che vuole partecipare al presente Concorso dovrà inviare 1 copia della propria opera (in caso di selezione ne sarà richiesta una seconda, necessaria per la realizzazione dell’audiovisivo) con i propri riferimenti(mail, cellulare, telefono). Inoltre dovrà inviare, insieme all’opera, una liberatoria della propria casa editrice, che autorizzi l’Associazione Tiaso all’utilizzo del libro per la realizzazione del ReadActing.</p>
<p>Le copie inviate non saranno restituite.</p>
<p>Ogni autore, insieme alla copia, dovrà indicare i brani scelti per la realizzazione del ReadActing, in modo da rendere il videomaker completamente autonomo nella realizzazione dell’audiovisivo.</p>
<p>Nel caso di selezione del testo l’organizzazione contatterà direttamente l’autore, la cui presenza all’interno del Festival è facoltativa.</p>
<p>Le opere saranno selezionate da un Comitato Tecnico di esperti, il cui giudizio sarà insindacabile.</p>
<p>L’Associazione Tiaso si riserva il diritto di utilizzare i prodotti audiovisi realizzati all’interno del Festival per eventuali eventi di promozione letteraria.</p>
<p>Per tutte le opere pervenute, indipendentemente dalla selezione finale sarà garantito:<br />
- promozione sul sito internet www.tiasomatera.com<br />
- promozione all’interno del Festival (stand pubblicitario, video promozionali, etc.)<br />
- sconto del 50% sulla eventuale richiesta di realizzazione del ReadActing della propria opera.</p>
<p>Per le 4 opere selezionate:</p>
<p>- realizzazione del prodotto audiovisivo (che sarà consegnato/inviato all’autore gratuitamente e che potrà liberamente utilizzare)<br />
- promozione (stand pubblicitario, video promozionali, etc.) e proiezione ufficiale all’interno del Festival<br />
- inserimento dell’audiovisivo sul sito dell’Associazione Tiaso al fine promozionale</p>
<p>I 4 ReadActing realizzati all’interno del Festival saranno giudicati da una giuria presieduta da Arnoldo Mondadori che aprirà la sezione con il ReadActing del suo libro.</p>
<p>Spese di segreteria:<br />
- Tutti i partecipanti alla selezione dovranno versare una quota partecipativa di 10 euro<br />
- I 4 autori selezionati dovranno versare un quota di 100 euro entro il 2 Luglio per le spese minime di realizzazione dell’audiovisivo.</p>
<p>Tutti gli autori interessati a partecipare dovranno contattare l’associazione Tiaso ( staff@tiasomatera.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) per ricevere gli estremi di pagamento.</p>
<p>Le opere dovranno pervenire c/o Associazione Tiaso, Via S. Stefano, 29, 75100, Matera.</p>
<p>Per visionare alcuni dei ReadActing realizzati nelle scorse edizioni consultare il sito www.tiasomatera.com nella sezione Videogallery</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
staff@tiasomatera.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.<br />
Presidente Dott.ssa Nancy Citro 3477006332<br />
Vicepresidente Dott.ssa Brunella Miglio 3899694487</p></blockquote>
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		<title>Io non faccio l&#8217;amore con il sapore</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana ho partecipato, per la prima volta, al contest letterario BluSuBianco (organizzato dalla Muller, l&#8217;azienda produttrice del cremoso e gustoso yogurt, in collaborazione con la Scuola Holden). Il contest prevede lo sviluppo di un racconto da un incipit della giovane scrittrice Giusi Marchetta. Beccatevi il mio Cibo per gatti: E’ il suo segreto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana ho partecipato, per la prima volta, al contest letterario <a rel="nofollow" href="http://www.blusubianco.it/blusubianco.aspx" target="_blank">BluSuBianco</a> (organizzato dalla Muller, l&#8217;azienda produttrice del cremoso e gustoso yogurt, in collaborazione con la Scuola Holden). Il contest prevede lo sviluppo di un racconto da un incipit della giovane scrittrice Giusi Marchetta.</p>
<p>Beccatevi il mio <em>Cibo per gatti</em>:</p>
<blockquote><p><em>E’ il suo segreto, questa forma di terapia.<br />
Alle cinque, quando ha finito, non vede l’ora di tornare a casa, di togliersi le scarpe e di mettersi in poltrona.<br />
Di solito ha un giornale e una bibita già pronti sul tavolino perché a Paola piace coccolarlo.<br />
Lui beve, legge, si riposa, poi va a fumare una sigaretta sul balcone e aspetta.<br />
Verso le sei e mezzo spunta il gatto sul terrazzo di fronte.<br />
E’ un persiano bianco, di quelli di razza.<br />
Si guarda intorno, poi con un salto raggiunge il cornicione più in basso e fa quella cosa.*</em></p>
<p>Enrico resta impassibile. Dovrebbe turbarlo, quella cosa.<br />
La cosa.<br />
Sa di avere un legame con il felino impudente, ormai. L’animale, dal canto suo, capisce che gli occhi che lo scrutano ogni giorno non sono di un predatore, ma di una bestia più grossa e molto meno agile di lui. Il micio, però, si sente sicuro, sulla inarrivabile altezza del cornicione. Sicuro e appagato delle laute cene che la bestia grande, grossa e lontana gli ha concesso una volta e per chissà quanti altri giorni ancora.<br />
Il gatto lo sa che quello è un regalo di Enrico. Ne sente l’odore e non può fare a meno di guardarlo mentre si lecca quei baffi ingordi e soddisfatti. L’uomo, dal canto suo, continua a osservare il gatto e quando l’animale svanisce fra le tegole rosse dei tetti di fronte, può rientrare a casa, soddisfatto di aver cibato il regno animale anche questa volta.<br />
Enrico lo sa, comunque, che la terapia deve continuare. Si sente più buono quando sfama cani e gatti randagi, quando dà da mangiare alle papere del parco e quando elargisce cibo ai piccioni della piazzetta sotto casa, pur di non vedersi trasformare il suo balcone in un merdaio a pois. D’altronde, la realtà che lo circonda è piena di cibo da preparare e cucinare per i suoi amici animali. Proprio come Paola fa per lui.<br />
Dolce Paola.<br />
Premurosa Paola.<br />
E’ l’unica persona che non merita di finire nelle ciotole dei suoi amici, Enrico lo sa. Per questo motivo, puro e semplice, esce di casa ogni volta che sente la necessità di dare da mangiare ai suoi animali.<br />
E’ il suo segreto, la sua terapia vincente contro la brutta realtà che lo circonda. Il gatto bianco del terrazzo di fronte l’ha capito e condivide con lui questo segreto.<br />
Che animale intelligente, quel persiano.<br />
Mangia a poco a poco il cibo che Enrico gli ha gentilmente offerto. Non importa che l’odore di quel ben di dio sotto forma di carne sia identico a quello del suo padrone, tanto sono cinque giorni che non si fa vivo e il suo nuovo amico è lì, a sincerarsi che lui mangi tutto il cibo a disposizione.<br />
Per averne ancora. E ancora.<br />
Proprio come le papere del parco o i piccioni della piazzetta o i cani e i gatti randagi del quartiere.<br />
E’ una terapia. E funziona.</p></blockquote>
<p><em>*Incipit di Giusi Marchetta</em></p>
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		<title>La Nota Storta del web</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo in cui fonti interne il New York Times parlano di un imminente annuncio, da parte del quotidiano americano, dell’introduzione di news a pagamento sul proprio sito, viene spontaneo domandarsi quanto spazio possano ritagliarsi idee e i progetti che partono dal basso, con budgets modesti, per creare interessanti contenuti, gratuitamente disponibili in rete. Ne parliamo con Donato Mola, un blogger materano che – in collaborazione con una società di produzioni multimediali e un blogger fuorisede &#8211; conduce “La Nota Storta”, un programma in onda esclusivamente sul web e focalizzato su fatti e avvenimenti locali.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quando e come è nata l’idea di creare un programma come La Nota Storta?</strong></p>
<p>L&#8217;idea non è altro che l&#8217;evoluzione naturale di un blog urbano (www.hyperbros.com) che negli ultimi anni ha visto crescere col numero dei visitatori, anche la qualità dei commenti che vi arrivavano. E&#8217; cresciuta anche l&#8217;internet, la rete di relazioni con altri che in rete propongono dei contenuti interessanti e dunque abbiamo messo insieme le forze per colmare un vuoto. Quello di una “piazza” che a Matera ha perso di recente la funzione primaria dell&#8217;incontro. Con <em>La Nota</em><em> Storta</em> proviamo a rimettere in circolo alcune idee, opinioni e fatti, valorizzando i testimoni e i protagonisti della vita pubblica, per il momento materana (ma il progetto prevede di allargare l&#8217;interesse alla regione). Lo scopo è quello di portare avanti la ricerca dell&#8217;identità perduta, o forse solo dimenticata, del nostro territorio.</p>
<p><strong>Il vostro team è variegato: un blogger materano stanziale, un blogger materano fuorisede, un giornalista e un’azienda che si occupa di produzioni multimediali. Come siete riusciti a far incontrare le vostre idee?</strong></p>
<p>E&#8217; stato possibile grazie alla frequentazione quotidiana e al confronto sui vari temi che i nostri rispettivi blog o testate giornalistiche hanno fatto scaturire. Ma non è solo una questione di contenuti, pure importante. Molto forte è l&#8217;elemento “stilistico” che ci accomuna. Ci piace l&#8217;ironia e il taglio leggero che diamo ai nostri contenuti.</p>
<p><span id="more-625"></span><strong>Pensi che il tipo di format de “La Nota Storta” sia trasferibile in contesti metropolitani o sia più efficace in realtà come la provincia italiana?</strong></p>
<p>Mi piace descrivere <em>La  Nota Storta</em> come un prodotto di “artigianato digitale”, nel solco delle più gloriose imprese della tradizione di provincia, dove ogni cosa è fatta “a mano”, curata in maniera certosina e senza lasciare spazio all&#8217;improvvisazione (certo è un modo di dire perché c&#8217;è anche l&#8217;elemento dell&#8217;imprevedibilità in scaletta, ossia gli interventi in chat dei nostri visitatori).</p>
<p>Per venire quindi alla domanda, penso che il format sia replicabile. <em>La Nota</em><em> Storta</em> nasce come un esperimento che, in prospettiva, vorrei che avesse uno sviluppo maggiore, sino a diventare una rubrica nell&#8217;ambito di un vero e proprio palinsesto web: l’intento è quello e chi non lo ha capito, per parafrasare Negroponte, riferendosi a quei paesi che continuano a investire in telefonini e televisione, “è un paese destinato a morire”. Noi crediamo nella convergenza: basta vedere gli ultimi passi di YouTube o della Sony. Ancora una volta, l&#8217;Italia dimostra &#8211; con tante altre piccole realtà come la nostra &#8211; di avere il suo punto di forza nel tessuto della micro impresa e dell&#8217;artigianato riattualizzato in chiave digitale.</p>
<p><strong>Essendo nata nel web e per il web, La Nota Storta ingloba diverse qualità che rendono i suoi contenuti “open source”, nel senso che tutti possono – gratuitamente – vedere ogni singola puntata del programma e intervenire in diretta: quanto è coraggiosa una scelta simile per un editore interessato ad acquistare un format come questo, in un periodo in cui la discussione sulla gratuità dei contenuti online si sta orientando verso una soluzione “premium”?</strong></p>
<p>Bella domanda, a cui non è facile rispondere con sicurezza. Siamo ancora in un momento di sperimentazione. Sono convinto che l&#8217;open source sia uno strumento utile anche per fare business.</p>
<p>Lavoro in un&#8217;azienda che utilizza l&#8217;open source per offrire servizi e contenuti ai propri clienti. Con il team de <em>La Nota Storta</em> stiamo ultimando un piano di sponsorizzazione per coprire i costi del nostro lavoro. Se allarghiamo il discorso all&#8217;editoria, sia quella dei grandi gruppi italiani che quella delle piccole case editrici che vengono dall’informazione tradizionale (televisiva e cartacea),  è facile accorgersi come essa risulti, in genere, inadeguata al compito che è chiamata a svolgere. Molti gruppi editoriali mancano di apertura mentale, onestà intellettuale, sono analfabeti in tema di tecnologie, leggono e parlano poco, guardano troppa tv, si gingillano troppo con i telefonini per accorgersi che dovrebbero farsi da parte e lasciare spazio a persone e idee non nuove, ma diverse dalle loro. Il concetto di “premium” deriva da quella cultura del “nulla imbellettato” che ci hanno propinato fino ad ora. Ogni contenuto deve essere sì “premium”, ma aperto e libero a tutti. Invece si continua, nella maggior parte dei casi, a produrre razzumaglia televisiva e cartacea per “costringere” l&#8217;utente a pagare per “i contenuti migliori”. Questa deriva fa arrabbiare tante persone, non solo il sottoscritto. Ma ancora una volta la risposta non tarderà ad arrivare. Ormai gli strumenti sono a disposizione di chiunque. Quindi è più facile produrre e diffondere contenuti. Le menti e le idee che abbiamo a disposizione in Italia, la nostra antichissima cultura e la nostra storia giocheranno un ruolo sempre più importante adesso che non abbiamo più bisogno del supporto dei grandi gruppi editoriali per mostrare agli altri utenti cosa siamo in grado di fare. E&#8217; questa la novità. Ed è per questo che in tanti temono la rete e cercano, più o meno subdolamente, di limitarne la diffusione. Questo gioco perverso, comunque, è destinato a terminare poiché la gente inizia ad accorgersi che in futuro non saremo in grado di ricordare nessuno dei nomi degli attuali editori.</p>
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		<title>Intervista a Costantino Dilillo, autore di &#8220;Un greto di ciottoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Un greto di ciottoli”, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo, puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Un greto di ciottoli”</strong><strong>, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo,</strong><strong> </strong>puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.</p>
<p>La trama ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti. Ne parliamo con l’autore</p>
<p><strong>Pur se tinto di atmosfere piacevolmente retrò, “Un greto di ciottoli” affronta tematiche molto attuali. Da dove hai tratto l’ispirazione per scrivere questa storia?</strong></p>
<p>Dalla realtà, dalla vita quotidiana, dalla cronaca. Le “storie” sono le rappresentazioni della realtà nella mente. Penso che il raccontare sia di per sé “ricerca”; ricerca di nessi, di concatenazioni fra gli eventi, di cause e di effetti. Il racconto giallo, poi è la ricerca per antonomasia, è ricostruzione, è cercare le ragioni dei fatti. Leonardo Sciascia diceva che gli scrittori sono degli sbirri mancati, sembra una provocazione ma aveva ragione, il processo della conoscenza e il raccontare si svolgono proprio come un’indagine. Questa è la scommessa “teorica” da cui è partito il mio romanzo giallo in cui a quella che Gadda chiamava la “ricostruzione del passato” si affianca lo scavo della natura umana, delle passioni che portano a delinquere. Il crimine non è appannaggio dei “professionisti” iscritti all’albo ma si presenta come sfondo sociale; piccoli abusi, la cresta, la mancia, il regalino, “il caffè”, la seconda attività in nero &#8211; che criminologicamente invece si chiama frode &#8211; corruzione, concussione, comparaggio, truffa sono appunto come lo sfondo della vita reale di ogni giorno, una serie di piccole attività devianti che non richiamano il conclamato delitto e rispetto alle quali si è rinunciato allo “scandalo”, in una sorta di tolleranza che in realtà è assuefazione.</p>
<p><span id="more-622"></span><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Il personaggio principale del romanzo, Pasquale Scanzano, veste i panni laceri di un eroe disilluso, con la fame di verità dettata non solo dal denaro che percepisce per indagare sui casi che gli vengono assegnati, ma anche – soprattutto, forse – dal desiderio di estirpare almeno un po’ delle tante ingiustizie quotidiane, comuni e non comuni. Chi o cosa potrebbe essere Pasquale Scanzano, nella vita reale?</strong></p>
<p>Be’, opponendosi alle prepotenze, di questi tempi potrebbe essere additato come un pericoloso giustizialista di quelli che una volta non hanno pagato il biglietto nel tram e quindi non si devono permettere di fare la morale ai grassatori abituali. Nel romanzo c’è davvero l’episodio di Scanzano che viaggia in autobus senza biglietto e un vecchio lo guarda male, tanto che Pasquale si sente a disagio e chiede di comprare un biglietto a bordo. La mitologia ha sempre personificato nelle figure degli eroi la sete di giustizia che anima gli oppressi di ogni epoca: Nembo Kid, Zorro, Gesù, Spartacus, Robin Hood, “eroi senza macchia e senza paura” le cui gesta, tramandate di generazione in generazione, hanno contribuito a tenere alta la speranza di poter vivere tempi migliori in un mondo che non si ha la forza di cambiare. Ma gli eroi individualisti sono simboli per la mitologia e per i romanzi; nella vita reale mi auspico un eroismo collettivo, che ci siano sempre più vecchietti che rimproverano Scanzano di non aver acquistato il biglietto, anziché cercare di non pagarlo a propria volta, e sempre più persone che, come Scanzano nel romanzo, si vergognano dell’abuso e vi pongono riparo. Scanzano nella vita reale potrebbe essere la società civile, l’opinione pubblica informata, saggia, vigile e gelosa delle regole della convivenza.</p>
<p>Scanzano è disilluso perché invece vede che la gente chiamata a decidere, da millenni continua a scegliere Barabba.</p>
<p><strong>In “Un greto di ciottoli” le donne, come in ogni giallo che si rispetti, rivestono ruoli fondamentali, negativa o positiva che sia la loro influenza sulla storia. L’unico che non si lascia distrarre dai sentimenti sembra proprio Scanzano: c’è un disegno preciso, dietro questa decisione?</strong></p>
<p>Scanzano adora Lucrezia, questa è la verità, ama profondamente le sue ricette e non è geloso che ella viva con Francuccio. Le altre donne in fondo hanno in questo romanzo il ruolo classico della letteratura poliziesca, la inquietante committente, la badante, la splendida tisaniera. La figura di donna descritta con maggior sentimento forse è quella che compare solo in un racconto del passato, fra una pietanza e l’altra, avvolta in una intensa nostalgia.</p>
<p><strong>Il tuo romanzo sembra essere un omaggio a un’intera città e alla varia umanità che la abita. Quanto dei luoghi descritti all’interno del romanzo c’è in Costantino Dilillo?</strong></p>
<p>Tutto. Non sono nato a Matera, ci venni a vivere da Irsina nel ’67 e ho avuto tuttavia la ventura di risiedere in zone diversissime della città, a Borgo Venusio sino al 1970 e poi nel centro cittadino, per cui ho avuto modo di “sentire” le diverse anime di questa complessa cittadina, frequentando ambienti tra i più diversi. Questa conoscenza ampia e trasversale degli ambienti cittadini mi ha molto aiutato nelle descrizioni e l’omaggio a una realtà complessa come quella di Matera è profondo e sincero. Una città non è solo le sue mura.</p>
<p><strong>Attualmente stai lavorando a un nuovo romanzo o intendi continuare a creare storie che si adattino al personaggio Pasquale Scanzano?</strong></p>
<p>Scrivo sempre. Appunti, annotazioni, descrizioni che se non annotate subito vanno perdute nei palinsesti della mente. Scrivo racconti per una nuova antologia che sarà completa fra qualche tempo. Pasquale Scanzano sta lavorando a una nuova ricerca; quando l’avrà completata, me la racconterà a modo suo e io forse la scriverò.</p>
<p><strong>Un greto di ciottoli</strong><br />
di Costantino Dilillo<br />
140 pagine<br />
Euro 9,00<br />
BMG Editrice</p>
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		<title>La nota storta, qualcosa di nuovo nella tv materana</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 13:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il buon Donato non smette mai di stupirmi e oggi ha presentato la nuova trasmissione che condurrà in streaming e con la collaborazione di Materatown, nella quale verrà dato spazio a voci diverse della città di Matera e non solo. Il formato della trasmissione prevede l&#8217;incontro dal tono informale, tra un blogger e un protagonista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="La Nota Storta" src="http://www.hyperbros.com/images/stories/notastorta.jpg" alt="" /></p>
<p>Il buon <a rel="nofollow" href="http://www.hyperbros.com/" target="_blank">Donato</a> non smette mai di stupirmi e oggi ha presentato la nuova trasmissione che condurrà in streaming e con la collaborazione di <a href="http://www.materatown.net/" target="_blank" rel="nofollow">Materatown</a>, nella quale verrà dato spazio a voci diverse della città di Matera e non solo.</p>
<blockquote><p>Il formato della trasmissione prevede l&#8217;incontro dal tono informale, tra un blogger e un protagonista della vita pubblica, politica, culturale del territorio di riferimento (materano e lucano). In circa 30 minuti il blogger materano HB (www.hyperbros.com) intervista e commenta, insieme all&#8217;ospite in studio ed ai commentatori collegati via Skype (www.skype.it), i fatti di stringente attualità ripresi dalla rete internet nei vari blog, social network e siti di informazione consentendo agli utenti connessi di interagire col personaggio ospitato.</p>
<p>Per seguire il programma, basta collegarsi all&#8217;indirizzo del sito <a title="La nota storta" rel="nofollow" href="http://www.lanotastorta.info/" target="_blank">www.lanotastorta.info</a> alle ore 21.00 di ogni lunedì. Col passare delle settimane, in una apposita sezione dello stesso, saranno archiviate le varie puntate del programma, per una fruizione in modalità on-demand, consentendo ai visitatori di inviare commenti in formato testuale.</p></blockquote>
<p>Links:</p>
<p>Sito Web -  <a title="La nota storta" rel="nofollow" href="http://www.lanotastorta.info/" target="_blank">www.lanotastorta.info</a></p>
<p>Gruppo Facebook &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=217010113138&amp;ref=mf" target="_blank">La Nota Storta</a></p>
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		<title>A present for me, da Wired Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 13:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella via in cui vivo, a Matera, verso le 14:00 appare &#8211; come una figura onirica &#8211; il postino di giallo semivestito (non nel senso che è mezzo nudo, ma che indossa il giubottino istituzionale delle Poste) e, con il suo magico tocco, suona i nostri citofoni come fossero tasti di pianoforte. Succede però, spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_581" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><img class="size-medium wp-image-581" title="wired-tshirt" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/12/wired-tshirt-300x225.jpg" alt="Quasi quasi abbono anche Carlotta" width="247" height="186" /><p class="wp-caption-text">Quasi quasi abbono anche Carlotta</p></div>
<p>Nella via in cui vivo, a Matera, verso le 14:00 appare &#8211; come una figura onirica &#8211; il postino di giallo semivestito (non nel senso che è mezzo nudo, ma che indossa il giubottino istituzionale delle Poste) e, con il suo magico tocco, suona i nostri citofoni come fossero tasti di pianoforte.</p>
<p>Succede però, spesso e volentieri, che non sia il leggiadro figuro (a volte anche leggiadra) il portatore di buone novelle ma un corriere dalla tuta blu. Così, quest&#8217;altro messaggero di pace e amore, moderno re magio, è giunto presso la mia umile dimora portando in dono una <strong>t-shirt proveniente da <a rel="nofollow" href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a></strong>, magazine al quale sono fedelmente abbonato e di cui ringrazio giornalisti, impaginatori, grafici e chi più ne ha più ne metta per il bellissimo e apprezzatissimo regalo che mi hanno fatto (non solo a me, si intende).</p>
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		<title>Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 18:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea e l&#8217;ispirazione me le date i ragazzi di Scheletri.com, attraverso la partecipazione al concorso &#8220;300 parole per un incubo&#8221;, dedicato alla letteratura horror. Casa vostra fa paura, quando siete soli? La mia sì, ogni tanto ( soprattutto quando la mia gatta resta pietrificata e fissa il vuoto della stanza: una sorta de &#8220;Il sesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea e l&#8217;ispirazione me le date i ragazzi di Scheletri.com, attraverso la partecipazione al concorso <strong>&#8220;300 parole per un incubo&#8221;</strong>, dedicato alla letteratura horror.</p>
<p>Casa vostra fa paura, quando siete soli? La mia sì, ogni tanto ( soprattutto quando la mia gatta resta pietrificata e fissa il vuoto della stanza: una sorta de &#8220;Il sesto senso&#8221; animalesco&#8230;). Spero di farvi accaponare la pelle, bbrrrrr :-)</p>
<blockquote><p>La sua     immagine riflessa in quel quadro orrendo non era più sola. Sembrava una fotografia in     bianco e nero. Testa e spalle anticipavano di pochi centimetri quei lunghi capelli neri     sorretti da un volto di cui non si scorgevano i lineamenti.<br />
Luke non aveva la minima intenzione di voltarsi. In quei lunghi attimi, il quadro gli     stava facendo la rivelazione più sconvolgente da quando viveva in quella vecchia casa del     centro storico.<br />
Quei sogni incomprensibili, di oscuri profili che di notte si accovacciavano sul suo     letto, iniziavano ad avere un senso. Il sentirsi costantemente osservato, pur essendo     l’unica persona in casa, aveva una illogica conclusione.<br />
I secondi aumentavano e la distanza tra Luke e quella nera figura dalle fattezze femminili     si accorciava inesorabilmente. Iniziava a sentire freddo, Luke, come quando nel bus     cittadino che lo accompagnava al lavoro qualcuno, dietro di lui, respira affannosamente     nelle fredde giornate invernali colpendo il suo collo con aria gelida. Il freddo era lo     stesso, ma il fastidio si era tramutato in paura.<br />
Semplice e inarrestabile paura.<br />
Il silenzio sembrava una coperta di piombo caduta sul suo appartamento e avrebbe dato     tutto l’oro del mondo, Luke, pur di ascoltare le voci dei passanti. Invece a fargli     compagnia era il nulla di una presenza tangibile ma eterea, che per nessuna ragione al     mondo avrebbe voluto vedere in faccia.<br />
Adesso Luke sentiva i capelli gelati della presunta donna sulle sue spalle e fu in quel     preciso istante che sentì un alito di vento sulla pelle del suo viso. Scrutò nuovamente     il quadro, rimasto l’unico e silenzioso testimone di quell’inspiegabile     avvenimento, e l’unica cosa che vide, oltre la tela, fu il proprio volto. Comprese     che da quel momento avrebbe avuto un motivo in più per temere quella casa.</p></blockquote>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.scheletri.com/racconto2638.htm" target="_blank">Link al racconto su Scheletri.com</a></p>
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		<title>Il cielo in un barattolo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo di racconti, su questo blog. Oggi è il turno della mia prima &#8211; e credo ultima &#8211; creazione letteraria fantascientifica. Il cielo in un barattolo nasce da un&#8217;ispirazione quanto mai bizzarra: uno spot televisivo &#8211; di cui non ricordo praticamente nulla &#8211; che finiva con due alieni che giocavano a biglie con l&#8217;universo. Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di racconti, su questo blog. Oggi è il turno della mia prima &#8211; e credo ultima &#8211; creazione letteraria fantascientifica.</p>
<p><em>Il cielo in un barattolo</em> nasce da un&#8217;ispirazione quanto mai bizzarra: uno spot televisivo &#8211; di cui non ricordo praticamente nulla &#8211; che finiva con due alieni che giocavano a biglie con l&#8217;universo. Ho deciso di partecipare all&#8217;<a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/12/02/trincee-di-g-b-shock-vincitore-ultimo-round/" target="_blank">Ultimo Round di Novembre</a> con questo racconto più che altro perché penso che la scrittura sia uno sport per mani e menti attive e quindi ho pensato bene di allenarmi con un genere non mio.</p>
<p>Ecco cosa ne è uscito fuori:</p>
<blockquote><p>“Papà, perché le lune sono due, stamattina?”<br />
“Perché te le inventi, Zeta Alfa.”<br />
“Ma papà, guarda in cielo…”<br />
Beta Gamma alzò lo sguardo scettico da scienziato della Star System Service qual era: un vortice di stupore si formò al posto della sua bocca quando, incredulo, vide una luna in più rispetto al solito butterato, pallido satellite che da milioni di anni faceva compagnia alla Terra.<br />
Aveva studiato ogni centimetro di universo conosciuto, Beta Gamma, e poteva scommettere tutta la sua conoscenza sul fatto che non esistesse nessun satellite simile alla Luna nell’arco di settantasette minuti luce. La presenza di quella sorella gemella del satellite caro a tutto il genere umano, venuta fuori dal nulla, era però evidente e non poté fare a meno di fermare la sua autonave sopra il Palazzo delle Esposizioni Extraterrestri. Beta Gamma poggiò la mano destra sotto il mento e iniziò a formulare le ipotesi più strane, nessuna delle quali aveva un fondamento scientifico supportabile da studi e ricerche effettuate sul campo, in tutta la storia dell’astronomia.<br />
Passarono una decina di minuti e quando il suo cervello cessò di immaginare cosa potesse aver generato un satellite uguale alla luna, sorrise e si rivolse a suo figlio: “E’ colpa dell’azoto: il livello di presenza del gas nell’atmosfera è troppo alto, in questi giorni, e questo può essere causa di allucinazioni.”<br />
Zeta Alfa, non del tutto convinto della spiegazione ricevuta dal papà, scrutò nuovamente la luna in più nel cielo e – senza batter ciglio – decise che era molto più comodo pensare che Beta Gamma avesse ragione piuttosto che porsi domande senza una risposta certa.</p>
<p>Hantol stava tirando verso di sé la comoda sedia in titanio, girandola di 60° per mettersi comodo. La tavola era già imbandita e pronta affinché la mostruosa divinità consumasse il suo pranzo quotidiano. Vi erano poggiate pietanze di ogni dove: specialità dell’universo Uno, dell’universo Due e cibi vari provenienti direttamente dall’universo Quattro. Improvvisamente, la divinità si accorse di aver dimenticato la pietanza principe della sua dieta: la luna dell’universo Tre. Ricordava di averla recuperata dalla costellazione dell’Ottante ma non dove l’avesse poggiata temporaneamente. Girò, quindi, tre volte intorno al tavolo, sperando che questo rito gli ricordasse dove aveva poggiato la luna e – come sempre – al compimento del terzo giro, rimembrò di aver lasciato la luna vicino le provviste per il mese successivo. Aprì il barattolo in cui custodiva l’universo Uno e diresse le sue dita verso quella luna che, da lì a pochi minuti, gli avrebbe fatto da dessert.</p></blockquote>
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		<title>Battere un calcio d&#8217;angolo a Matera è semplice</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_553" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img class="size-full wp-image-553" title="Calcio d'angolo, segnaletica Matera" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/11/DSCN4910.JPG" alt="Foto di Luigi Mazzoccoli" width="120" height="160" /><p class="wp-caption-text">Foto di Luigi Mazzoccoli</p></div>
<p>Detta così, potrebbe sembrare la passione infrasettimanale di un tifoso di calcio che aspetta con ansia la domenica pomeriggio per recarsi allo stadio.</p>
<p>Se però siete materani e/o avete percorso alcune vie del centro storico, avrete notato <strong>la strana segnaletica stradale alternativa</strong> presente alla base di alcuni cartelli. Quella sicuramente più evidente si trova a metà di Via del Corso (vicino la Docksteps, tanto per fare pubblicità occulta).</p>
<p>Ora, il giornalista Luigi Mazzoccoli (mio amico e penna tagliente del settimanale &#8220;Il Resto&#8221; ) ha dedicato un articolo a questi corners, chiedendosi quale funzione possano avere. Lui ha accostato i calci d&#8217;angolo stradali all&#8217;espressione <em>&#8220;Salvarsi in calcio d&#8217;angolo&#8221;</em>, riferita probabilmente alla situazione del consiglio comunale materano ormai sciolto &#8211; con tanto di Comune commissariato -.</p>
<p>Io, da amante dello<strong> street marketing</strong>, ho visto in questa segnaletica calcistica adattata al paesaggio urbano una campagna pubblicitaria di un qualcosa che non saprei. Oppure le rimanenze del <strong>gioco urbano A|Maze</strong>, che si è tenuto a Matera il <span style="text-decoration: line-through;">31</span> 30 ottobre scorso.</p>
<p>Questo post sarà letto anche dai miei contatti su Facebook: riuscirà uno di loro a svlerare l&#8217;arcano?</p>
<p><strong>Update del 05.11.2009</strong><br />
Svelato l&#8217;arcano: si tratta, come ipotizzato da me e altre persone, di un&#8217;<strong>azione di guerrilla marketing</strong> da parte di un&#8217;agenzia scommesse che ha anche aggiunto delle bandierine &#8211; subito sparite &#8211; a tutti i pali della segnaletica con alla base il nastro adesivo bianco grazie al quale sono stati riprodotti i calci d&#8217;angolo.</p>
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		<title>L&#8217;ultima curva dell&#8217;Ultimo Round</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa volta non ho meritato menzioni speciali e &#8211; occorre dirlo &#8211; non mi sono impegnato a sufficienza, visto che il tema proposto questo mese dai ragazzi della casa editrice Round Robin era davvero arduo da affrontare. Il racconto vincitore, con le motivazioni e le menzioni ad altri racconti partecipanti, lo trovate cliccando qui. Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta non ho meritato menzioni speciali e &#8211; occorre dirlo &#8211; non mi sono impegnato a sufficienza, visto che il <a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/26/ultimo-round-%E2%80%93-ottobre-2009-%E2%80%93-%E2%80%9Cvita-morte-e-miracoli-di-steaven-breadbury/" target="_blank">tema proposto questo mese</a> dai ragazzi della <strong>casa editrice Round Robin</strong> era davvero arduo da affrontare.</p>
<p>Il racconto vincitore, con le motivazioni e le menzioni ad altri racconti partecipanti, lo trovate <a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/catechismo-di-marco-vezzoli-vincitore-ultimo-round/" target="_blank">cliccando qui</a>.</p>
<p>Qui sotto, invece, posto <em>L&#8217;ultima curva</em> (il racconto con cui ho partecipanto a <strong>Ultimo Round</strong> di Ottobre):</p>
<blockquote><p>Fragoroso.<br />
Debordante.<br />
Adiposo.<br />
Sfacciato culo.<br />
Va bene che stavo morendo dissanguato, ma quella coppia carnale di chiappe &#8211; così bonariamente descritte &#8211; ha ripagato i centoundici punti di sutura e i mesi di inferno che ho passato. Tutto per colpa di un fottuto pattino italiano.<br />
Centoundici ticchettii da un capo all’altro della pista. Ogni punto un metro, ogni metro un sussulto.<br />
Ora sono in debito con la fortuna, lo so. Quella mica si accontenta di quattro litri di sangue lasciati a indurirsi sul ghiaccio ormai sciolto di Montreal. No, infima e sboccata sorte: vuoi di più, ti conosco.<br />
Uno strozzino travestito da medaglia d’oro che sta per chiedermi il conto. Abbastanza salato, direi.<br />
Due piste, due emozioni. Due vite che durano attimi, si stravolgono e capovolgono a loro piacimento. Io mica posso farci qualcosa. Continuo a correre, distratto da quel culo emozionante, più di quella rotondità femminile che indossava mutande bianche, su quel manifesto gigante a Torino. Avevo già appeso i pattini al chiodo della buona sorte, in quel periodo. Quanto vorrei staccarlo e portarlo via con me. Il chiodo, intendo. Mica il sedere stampato su quel manifesto.<br />
Manca una curva al traguardo e il culo mi dice bye bye con una delle sue ridenti chiappe. Non importa quale. Ho finito la mia razione di fortuna e ora ne ho la certezza, all’ultima curva di quest’ultimo Gran Prix del Queensland. L’auto (lo sottolineo un&#039;<a href="http://napoli.olx.it/auto-cat-378">auto presa a Napoli</a> di contrabando) mi ha abbandonato, la fortuna pure. Non resta che ricambiare il suo saluto.</p>
<p>“Benvenuto, sig. Bradbury. La stavamo aspettando…”<br />
Una bionda che ha più curve del circuito di Montecarlo mi si presenta verticalmente. Forse sono steso in un letto. Forse ho fatto incidente.<br />
“Buongiorno, infermiera…dove sono?”<br />
“Ah ah, vedo che non ha perso il senso dell’umorismo, signor Bradbury”<br />
“Eh?”<br />
“Ricorda quella curva qualche centinaio di metri prima del traguardo?”<br />
“Ah, sì: ricordo solo di aver perso il controllo dell’auto. Fortuna che posso raccontarlo.”<br />
L’infermiera ritrae le labbra, distendendo la bocca in un’espressione dubbiosa:”Arcangelo, adesso tocca a te”. Al mio capezzale si presenta un mastodontico essere biondo vestito anch’egli di bianco. Un altro infermiere. Forse.<br />
“Signor Bradbury, la mia collega non è stata abbastanza chiara, ma è il suo ruolo a imporglielo. Sa, non è semplice comunicare il passaggio.”<br />
“Ho capito di aver fatto incidente, ho capito di aver perso il controllo dell’auto mentre effettuavo l’ultima curva, ma non ho capito dove cazzo mi trovo.”<br />
“Signor Bradbury, lei si trova lontano da casa. Molto lontano, direi. Io sono Arcangelo…Gabriele Arcangelo.”<br />
“Bel senso dell’umorismo, i suoi…”<br />
“Vedo che non ha ancora compreso…”<br />
“No, infatti: mi vuole spiegare cosa succede? Chiami un dottore…il primario…voglio capire se posso tornare a correre.”<br />
“Mettiamola così: non è in ospedale e l’unica corsa a cui potrà partecipare, d’ora in poi, sarà la Paradiso-Purgatorio-Paradiso. Rigorosamente a piedi. Sa, da queste parti teniamo alla limpidezza dell’aria.”<br />
“Cazzo, mi è finito il culo!”<br />
“Appunto.”</p></blockquote>
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