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	<title> &#187; Matera, dintorni e altro</title>
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		<title>Pistole che uccidono e panini che uniscono</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
		<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
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		<description><![CDATA[Si torna a sparare, in città. Una pistola fumante la cui brama di vendetta ha causato la morte di due giovani. Sembra l’inizio di uno dei racconti noir che, a volte, mi diletto a scrivere. Sembra, per l’appunto. Perché un duplice omicidio c’è stato, qui a Matera. Perché due famiglie piangono le vite spezzate di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si torna a sparare, in città.<br />
Una pistola fumante la cui brama di vendetta ha causato la morte di due giovani.<br />
Sembra l’inizio di uno dei racconti noir che, a volte, mi diletto a scrivere. Sembra, per l’appunto. Perché un duplice omicidio c’è stato, qui a Matera.<br />
Perché due famiglie piangono le vite spezzate di due ragazzi troppo giovani per morire e troppo grandi per scherzare con il destino.<br />
E mentre la città festeggiava, qualcuno versava lacrime. Ciò che è successo assumerebbe connotati di sprezzante quotidianità, se non fosse Matera il teatro inconsapevole – e manco tanto – di questo avvenimento inserito nelle pagine di cronaca dei giornali e dei siti web locali.<br />
Qualche ripresa al luogo del duplice delitto, una cronaca partecipata ma senza tanta enfasi dei fatti come sono avvenuti, secondo le ricostruzioni di forze dell’ordine e testimoni, piccole biografie di vite che non si consumeranno più (quelle dei due assassinati) o di quella che si consumerà lentamente in carcere (quella dell’assassino, chiunque esso sia).<br />
Sindaco e consiglieri preoccupati per questi sintomi di degrado di cui la città sembra soffrire, senza mai mettersi una mano sulla coscienza e lasciar perdere – almeno per una volta – giochi di potere e poltrona che stanno sbattendo questo patrimonio mondiale nella <em>monnezza</em>, letteralmente.<br />
Il pensiero è per chi è dovuto sopravvivere alla morte di un figlio, nel baccano di un luna park cittadino &#8211; per fortuna temporaneo &#8211; e nel silenzio rispettoso della gente, presa troppo dalla festa e troppo poco dalla civilizzazione al contrario che la città e i suoi cittadini stanno percorrendo.<br />
In pochi lanciano SOS disperati ai materani, troppo intenti – i materani, appunto – a godersi l’ultimo cocktail al chiaro di luna, prima di tornare sotto le lenzuola dell’anonimato.<br />
C’è la giovane scrittrice che, attraverso le pagine del mio quotidiano locale preferito, critica la merda di cavallo sulle strade, le solite bancarelle con la solita mercanzia e il panino alla “<em>chit è murt</em>“, rimasto invece l’unico prodotto sul mercato capace di accomunare l’operaio al libero professionista, lo studente universitario al cassaintegrato con la terza media. L’oggetto da consumo che unisce una città divisa, con i suoi ranghi sociali e i suoi movimenti, i suoi locali e i suoi momenti di incontro. D’altronde, lo snobismo è diventato uno sport abbastanza praticato, in questa città.</p>
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		<title>La Festa della Bruna in diretta streaming</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno, il blog risponde all&#8217;invito di VideoUno e il IlMioTg.it per la diffusione delle immagini in diretta streaming della Festa della Bruna, edizione 2010. Materani fuori sede, turisti e semplici curiosi, godetevi lo spettacolo: STREAMING ELIMINATO Update &#8211; 03.07.2010 Spero vi siate divertiti, voi che non potevate essere a Matera. Articoli correlatiDiretta tv Festa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno, il blog risponde all&#8217;invito di VideoUno e il IlMioTg.it per la diffusione delle immagini in diretta streaming della Festa della Bruna, edizione 2010.<br />
Materani fuori sede, turisti e semplici curiosi, godetevi lo spettacolo:</p>
<p>STREAMING ELIMINATO</p>
<p><em>Update &#8211; 03.07.2010</em><br />
Spero vi siate divertiti, voi che non potevate essere a Matera.</p>
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		<title>Io ce l&#8217;ho più grande del tuo. Apologia dei grandi eventi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre a Matera si discute di grandi eventi e finanziamenti che interessano un evento anziché l&#8217;altro, alcuni cittadini si interrogano su cosa sia, effettivamente, un grande evento. Cosa intendiamo quando si parla di grande evento? Una forma di intrattenimento che vede protagonista un artista di fama mondiale? Un evento la cui location ha una valenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Patti Smith - Peace &amp; Noise" src="http://lyrics.smashits.com/artwork/e3/e3302a4984083529b83cd155ff7192df.jpg" alt="Patti Smith - Peace &amp; Noise" width="250" height="229" />Mentre a Matera si discute di grandi eventi e finanziamenti che interessano un evento anziché l&#8217;altro, alcuni cittadini si interrogano su cosa sia, effettivamente, un grande evento.</p>
<p>Cosa intendiamo quando si parla di <strong>grande evento</strong>? Una forma di intrattenimento che vede protagonista un artista di fama mondiale? Un evento la cui location ha una valenza storica e artistica di maggior rilievo rispetto a tanti altri luoghi? Oppure un evento la cui l&#8217;organizzazione comporta una spesa non indifferente per soggetti pubblici e privati? Forse tutte queste caratteristiche fanno di un evento un grande evento. Ma anche no, forse.</p>
<p>Ho una mia idea riguardo i grandi eventi. Penso che, per una città come Matera, assopita dalla e nella sonnolenza perenne di amministratori poco lungimiranti (non si capisce se per un mero limite creativo o per mancanza di dialogo tra le parti), occorra rivedere l&#8217;idea che dei grandi eventi ci si è fatta negli anni.</p>
<p><span id="more-672"></span></p>
<p>Per stabilire cosa sia un grande evento occorre partire dalle <strong>necessità di un territorio come quello materano</strong>. Di cos&#8217;è che abbiamo, fondamentalmente, bisogno qui a Matera per muovere flussi turistici degni delle peculiarità artistiche e storiche che possediamo? Di gente, tanta gente. Persone che animino le piazze del centro, che occupino le strutture ricettive della città, che <strong>consumino la loro vita da turisti nel territorio urbano</strong>, che diventino <strong>testimoni oculari dell&#8217;accoglienza</strong> e del paesaggio e suggeriscano ad altri di vistare la città con i suoi Sassi, magari proprio in occasione di una due giorni dedicata alla letteratura pulp o al concerto di quel famoso gruppo rock.</p>
<p>Alberobello, per esempio, condivide con Matera il fatto di essere uno dei <strong>siti Unesco del Meridione</strong>. Ad Alberobello, però, lo scorso anno organizzatori forse solo più rock dei nostri, hanno pensato bene di ospitare una delle quattro date italiane di una certa Patti Smith, evento che ha richiamato gente da tutto il centro-sud e che andava a inaugurare la terza edizione del festival <em>“Primitivo, la  provincia dei suoni”, </em>promosso e organizzato dalla Provincia di Bari per  la promozione turistica e culturale del territorio provinciale.</p>
<p>Altro esempio: in occasione del <em>Pistoia Blues Festival</em> (occhio alla parola <em>blues</em>), che si aprirà il 14.07.2010, le prime due giornate della manifestazione vedranno salire sul palco band che con il blues hanno poco o nulla a che fare: Anathema, Porcupine Tree e Hammerfall, solo per fare alcuni nomi, sono bands che richiamano appassionati da tutta Italia. Io stesso mi sto facendo in quattro per cercare di essere presente alla prima serata. Raggiungere Pistoia non è che sia tanto semplice (certo, il coefficente di difficoltà è mooolto minore rispetto a quello per Matera).</p>
<p>Allora, diciamocelo chiaro e tondo: <strong>noi materani siamo o snob o ciucci o presuntuosi</strong>. Pensiamo che un Gigi D&#8217;Alessio &#8211; tanto per fare un esempio, quindi non offendetevi &#8211; possa richiamare una massa oceanica di persone. Può anche darsi, ma verrebbe mai un romano a vedere Gigi D&#8217;Alessio a Matera? Magari flotte di altamurani, gravinesi e ginosini si aggiungerebbero a tanti materani. Ma che turismo è se sono i nostri vicini di casa a farci una gradita visita di poche ore, per poi tornare nella vicina Puglia? So che la mia posizione può sembrare impopolare e in effetti lo è. Possono delle sculture attirare persone, esclusivamente interessate a quel tipo di evento culturale, da molto lontano e per consumare il tutto in due-tre ore?</p>
<p>E&#8217; il caso di ripensare ai grandi eventi, magari anche storcendo il naso, se vogliamo campare di turismo. L&#8217;alta cultura non può e non deve essere la soluzione ai nostri mali, ma un piacevole contorno e/o una interessante alternativa. Gli eventi di massa vanno benissimo se attirano persone con residenza almeno oltre la Murgia e oltre l&#8217;appennino lucano, altrimenti siamo punto e a capo.</p>
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		<title>La logica del padrone</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 15:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di spararvi il pippone filosofico, quindi se non ve la sentite, meglio cambiare aria (solo per oggi, eh). Non lo so se si tratta di un’usanza tutta italiana o se sia tutta materana, fatto sta che ogni volta ci si presenta come movimento di qualcosa o associazione di qualcos’altro, l’interlocutore – nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di spararvi il pippone filosofico, quindi se non ve la sentite, meglio cambiare aria (solo per oggi, eh).</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Foto:athinakisdimitris.wordpress.com" src="http://athinakisdimitris.files.wordpress.com/2009/09/burattino.jpg" alt="" width="138" height="185" />Non lo so se si tratta di un’usanza tutta italiana o se sia tutta materana, fatto sta che ogni volta ci si presenta come movimento di qualcosa o associazione di qualcos’altro, l’interlocutore – nella stragrande maggioranza dei casi – chiederà chi ne è il leader e, quindi, il nome della persona a cui rivolgersi per parlare delle varie proposte di collaborazione.<br />
Un po’ come quando qualcuno telefona a casa mia, tua o sua, chiedendo chi si occupa della bolletta del telefono o dell’acquisto dei detersivi.<br />
Un po’ come questo blog (gestito, aggiornato e devastato dallo scrivente).<br />
Se qualcuno vuole avere informazioni dettagliate circa uno dei post presenti sul mio blog, molto probabilmente si rivolgerà al sottoscritto, attraverso un commento o la compilazione del form presente nella pagina Contatti.</p>
<p><span id="more-666"></span>Il blog, quando ospita gli articoli di una sola persona, è la coscienza collettiva delle idee, dei sentimenti, delle conoscenze e delle sensazioni di una persona, magari ampliata da frammenti di coscienze altrui (attraverso i commenti, per esempio). Logico, quindi, pensare al blog come espressione del padrone di una determinata coscienza. Quando, però, il blog è scritto da più mani – come nel caso del blog dell’amico Donato – quella stessa coscienza diviene collettiva in quanto formata da più coscienze e idee, che trovano parecchi punti di incontro ma anche spunti per ribadire le loro diversità.</p>
<p>Il mio punto di vista è questo: siamo stati abituati, chi più e chi meno, a rivendicare la libertà di ogni singola coscienza, a discapito della coscienza collettiva che anima una formazione politica, per esempio. L’esempio del blog è calzante solo se paragoniamo gli articoli scritti da una singola persona alla sua coscienza e la forma di espressione alla sua capacità tecnica di comunicare. Ben vengano, allora, i blog scritti a più mani, soggetti politici e associativi senza leader ma solo portavoce di quelle coscienze collettive che realities e gossip vari stanno pian piano livellando, a immagine e somiglianza di un modello che non crea coscienza critica ma omologazione.</p>
<p>La logica del padrone è subdola. Ti fa credere che ognuno di noi debba avere un qualcuno da riverire e ringraziare per quello che abbiamo o da adulare per quello che vorremmo avere. Fa pensare a chi ti sta di fronte che quello che dici non è frutto della tua coscienza, ma di un deus ex machina che fa e disfa di te quello che gli pare. E’ la logica del cosiddetto italiano medio, costretto a credere – anche a ragione – che per essere liberi occorre essere proprietà intellettuale di qualcuno. La maggior parte di noi è un blog scritto da una sola mano che, spesso, non è manco la nostra.</p>
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		<title>Bando di Concorso “ReadActing: il libro va in scena”</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 09:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrittori e autori vari, su segnalazione del presidente dell&#8217;associazione Tìaso, Nancy Citro, pubblico il bando di concorso di “ReadActing: il libro va in scena”. Avete in mente di promuovere la vostra opera letteraria con un video? Eccovi il bando: L’Associazione Culturale Tiaso bandisce il Concorso “ReadActing: il libro va in scena” all’interno dell’ XI edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrittori e autori vari, su segnalazione del presidente dell&#8217;associazione <em>Tìaso</em>, Nancy Citro, pubblico il bando di concorso  di “ReadActing: il libro va in scena”.<br />
Avete in mente di <strong>promuovere la vostra opera letteraria</strong> con un video? Eccovi il bando:</p>
<blockquote><p>L’Associazione Culturale Tiaso bandisce il Concorso “ReadActing: il libro va in scena” all’interno dell’ XI edizione del Festival Internazionale di Cortometraggi “Lucania Film Festival” rivolto a tutti gli autori di opere letterarie edite (senza limitazione di genere)</p>
<p>Per il terzo anno consecutivo l’associazione Tiaso collabora con l’Associazione Alelammie, organizzatrice del LFF, nella realizzazione di una sezione “ReadActing” che vede un’interessante ed innovativa commistione tra letteratura e audio visivo.</p>
<p><strong>CHE COS’E’ IL READACTING</strong><br />
“ReadActing” è un format che nasce dalla volontà di far convergere due linguaggi, quello letterario e quello audiovisivo, in un unico prodotto. Per il format si è scelto una parola composta che  letteralmente significa “lettura in azione”.</p>
<p>Il ReadActing ha come prodotto finale un audiovisivo, utilizzabile dall’autore come materiale promozionale della propria opera.</p>
<p>Il prodotto audiovisivo nasce dall’incontro di un videomaker e di un autore che, insieme, animeranno il libro attraverso una sceneggiatura nata dagli estratti cruciali dell’opera.</p>
<p>L’autore indica dei brani significativi  che verranno interpretati in maniera spontanea e naturale dal pubblico presente all’interno del LFF che legge , recita le opere letterarie. I lettori, con il libro alla mano, si ritrovano così improvvisamente dentro la storia, la loro immaginazione diventa immagine, e la videonarrazione rappresenta quindi la proiezione della loro fantasia.</p>
<p>Saranno individuate le location inerenti all’opera e nello specifico agli estratti selezionati, cercando di ricreare le ambientazioni del libro nella maniera più fedele possibile, utilizzando eventuali oggetti funzionali alla messa in scena visiva del testo.</p>
<p><strong>COME SI REALIZZA</strong><br />
Il ReadActing si compone di due momenti:<br />
- la ripresa audiovisiva: i videomaker, con le attrezzature necessarie, filmeranno i lettori che, opportunamente selezionati dall’organizzazione, interpreteranno, con il libro alla mano, i brano scelti precedentemente dall’autore.<br />
- Il montaggio e la post produzione: il materiale acquisito durante le riprese  verrà elaborato, in post produzione, dal videomaker che realizzerà un prodotto finito che rispecchi l’identità dell’opera.</p>
<p><strong>TEMPI DI PRODUZIONE</strong><br />
Il ReadActing sarà realizzato all’interno delle 4 giornate del LFF (10- 13 Agosto), pertanto il prodotto audiovisivo, di proprietà dell’autore e del videomaker, sarà proiettato all’interno dello stesso Festival nelle due giornate conclusive.</p>
<p><strong>CHE COSA CHIEDIAMO E CHE COSA OFFRIAMO ALL’AUTORE</strong><br />
Tra tutti le opere pervenute ne saranno selezionate solo quattro a cui sarà garantita la realizzazione del ReadActing.</p>
<p>Il concorso è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri.</p>
<p>L’autore che vuole partecipare al presente Concorso dovrà inviare 1 copia della propria opera (in caso di selezione ne sarà richiesta una seconda, necessaria per la realizzazione dell’audiovisivo) con i propri riferimenti(mail, cellulare, telefono). Inoltre dovrà inviare, insieme all’opera, una liberatoria della propria casa editrice, che autorizzi l’Associazione Tiaso all’utilizzo del libro per la realizzazione del ReadActing.</p>
<p>Le copie inviate non saranno restituite.</p>
<p>Ogni autore, insieme alla copia, dovrà indicare i brani scelti per la realizzazione del ReadActing, in modo da rendere il videomaker completamente autonomo nella realizzazione dell’audiovisivo.</p>
<p>Nel caso di selezione del testo l’organizzazione contatterà direttamente l’autore, la cui presenza all’interno del Festival è facoltativa.</p>
<p>Le opere saranno selezionate da un Comitato Tecnico di esperti, il cui giudizio sarà insindacabile.</p>
<p>L’Associazione Tiaso si riserva il diritto di utilizzare i prodotti audiovisi realizzati all’interno del Festival per eventuali eventi di promozione letteraria.</p>
<p>Per tutte le opere pervenute, indipendentemente dalla selezione finale sarà garantito:<br />
- promozione sul sito internet www.tiasomatera.com<br />
- promozione all’interno del Festival (stand pubblicitario, video promozionali, etc.)<br />
- sconto del 50% sulla eventuale richiesta di realizzazione del ReadActing della propria opera.</p>
<p>Per le 4 opere selezionate:</p>
<p>- realizzazione del prodotto audiovisivo (che sarà consegnato/inviato all’autore gratuitamente e che potrà liberamente utilizzare)<br />
- promozione (stand pubblicitario, video promozionali, etc.) e proiezione ufficiale all’interno del Festival<br />
- inserimento dell’audiovisivo sul sito dell’Associazione Tiaso al fine promozionale</p>
<p>I 4 ReadActing realizzati all’interno del Festival saranno giudicati da una giuria presieduta da Arnoldo Mondadori che aprirà la sezione con il ReadActing del suo libro.</p>
<p>Spese di segreteria:<br />
- Tutti i partecipanti alla selezione dovranno versare una quota partecipativa di 10 euro<br />
- I 4 autori selezionati dovranno versare un quota di 100 euro entro il 2 Luglio per le spese minime di realizzazione dell’audiovisivo.</p>
<p>Tutti gli autori interessati a partecipare dovranno contattare l’associazione Tiaso ( staff@tiasomatera.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) per ricevere gli estremi di pagamento.</p>
<p>Le opere dovranno pervenire c/o Associazione Tiaso, Via S. Stefano, 29, 75100, Matera.</p>
<p>Per visionare alcuni dei ReadActing realizzati nelle scorse edizioni consultare il sito www.tiasomatera.com nella sezione Videogallery</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
staff@tiasomatera.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.<br />
Presidente Dott.ssa Nancy Citro 3477006332<br />
Vicepresidente Dott.ssa Brunella Miglio 3899694487</p></blockquote>
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		<title>Due annunci di lavoro a Matera, belli freschi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spero di fare cosa gradita a quanti sono in cerca di occupazione. Due società del gruppo per il quale lavoro sono alla ricerca di personale . Le due offerte di lavoro per Matera e/o Bari riguardano varie figure. Ecco i due annunci: Cercasi, per prossima apertura centro acquatico a Matera, figure professionali qualificate quali istruttori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di fare cosa gradita a quanti sono in cerca di occupazione. Due società del gruppo per il quale lavoro sono alla ricerca di personale . Le due <strong>offerte di lavoro per Matera</strong> e/o Bari riguardano varie figure. Ecco i due annunci:</p>
<blockquote><p>Cercasi, per prossima apertura centro acquatico a Matera, figure professionali qualificate quali istruttori di nuoto, istruttori acquagym, idrobike, acqua fitness, assistenti bagnanti, personale commerciale e di front-office.<br />
Inviare curriculum vitae all’indirizzo email info@aqvaworld.it</p></blockquote>
<blockquote><p>MEDIAMIX srl, ricerca operatori “Customer satisfaction interview”.<br />
La mansione prevede attività di inbound, somministrazione di un questionario di soddisfazione e/o attività di telemarketing nel campo<br />
Business to Business e Business to Consumer in vari settori.<br />
Sede di lavoro: Matera e/o Bari.<br />
Sono richieste serietà, ottima dialettica, propensione ai contatti telefonici, familiarità con il pc. Disponibilità a lavorare part-time<br />
o full-time.<br />
Presentarsi con curriculum vitae presso gli uffici MEDIAMIX  s.r.l., Via I Maggio n. 9 a Matera (Zona PAIP), oppure inviare c.v. via email<br />
all&#8217;indirizzo info@mediamix-adv.com.</p></blockquote>
<p>Per qualsiasi informazione, scrivete agli indirizzi email indicati nei due annunci di lavoro o lasciate un commento a questo post: girerò le vostre richieste ai colleghi che si occupano delle selezioni.</p>
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		<title>Tra dire e il fare c&#8217;è di mezzo la politica del dare</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 08:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo turno elettorale, nella città dei Sassi, è alle spalle e si è proiettati al ballottaggio che decreterà chi, tra Salvatore Adduce e Angelo Tosto, occuperà la poltrona più ambita del sesto piano del palazzo comunale.</p>
<p>Lascio ad altri, ben più preparati di me, analisi politiche approfondite e commenti sui possibili scenari che animeranno &#8211; si spera in positivo &#8211; la vita amministrativa della città.<br />
Quella che vorrei analizzare è la strategia comunicativa della Lista Matera a 5 Stelle, facente capo al movimento nazionale messo in piedi da Beppe Grillo. Arriviamo subito al dunque: la Lista non è riuscita a conquistare alcun seggio e sui motivi di questo risultato possiamo stare a discuterne per giorni interi.<br />
Mimmo Savino, il candidato sindaco sostenuto dalla lista, ha ottenuto un incoraggiante 4,6%, frutto delle oltre 1700 preferenze guadagnate. La lista, ahimé, non è riuscita a raggiungere la soglia del 3%, risultato che avrebbe consentito a Savino e la sua lista di rappresentare i propri elettori al governo cittadino. Il tutto per una manciata di voti.</p>
<p><span id="more-632"></span></p>
<p>Chi mi conosce sa che ho seguito e supportato la Lista Matera a 5 Stelle sin dalla sua nascita, ma la mia obiettività spero non sia messa in discussione. Mimmo e gli altri ventinove componenti della lista hanno, secondo il mio punto di vista, ottenuto un risultato politico incoraggiante, quasi meravigliosamente inaspettato, se si considera la scelta &#8211; fuori dagli schemi &#8211; di effettuare una campagna elettorale senza il supporto del consueto e tradizionale materiale informativo elettorale: manifesti, santini, locandine e via dicendo.<br />
Dire quanto questa scelta &#8211; coerente, ricordiamolo, con il programma presentato &#8211; abbia penalizzato la lista, non permettendo l&#8217;elezione di alcun consigliere, non è cosa semplice. Da cittadino ed elettore &#8211; ma è opinione abbastanza diffusa &#8211; non voglio credere che la massiccia presenza di questo o quel mezzo busto sui muri della città possa influenzare totalmente il voto. Certo è che la Lista Matera a 5 Stelle è quella che più di tutti ha fatto un uso informale e diretto del web, rendendo palese quale fetta di popolazione si voleva (e si vuole, perché il progetto prosegue) sensibilizzare e avvicinare al movimento: persone avvezze al mezzo internet che si informano quotidianamente tramite il web e/o attraverso canali informativi alternativi. Attenzione, però: la scelta di mirare a una tipologia di elettori non è stata, secondo me, voluta o decisa a tavolino. Ricordiamoci, infatti, che la Lista nasce da un gruppo di persone conosciutesi sul web e che attraverso il web si sono rese promotrici di iniziative grazie alle quali hanno convinto, nel tempo, l&#8217;elettorato (memore, quest&#8217;ultimo, delle varie incursioni fatte in occasione di consigli comunali o conferenze varie). Questo grazie &#8211; o per colpa, dipende da come si guarda l&#8217;intera faccenda &#8211; al fatto che movimenti come la lista hanno poco spazio nei canali di informazione tradizionali e quindi, vuoi per necessità e vuoi per diletto, occorre imparare prima degli altri l&#8217;uso e le dinamiche che stanno dietro alla comunicazione sul web.</p>
<p>Certo, le cose da fare sono tante: occorre più presenza fra la gente, innanzi tutto, senza autoelevarsi a portatori sani di giustizia e libertà. In questa città c&#8217;è gente che sa analizzare lucidamente lo stato delle cose e va avvicinata, sentita e compresa. Occorre avvicinare la gente comune, scendere nelle piazze e chiedere alle persone quali sono i problemi che quotidianamente affrontano e quali, secondo loro, devono essere risolti per il bene di tutta la comunità. I partiti hanno perso questo ruolo da tempo ed è giusto che siano gli stessi cittadini a farsi carico di istanze e soluzioni che, altrimenti, non verrebbero prese seriamente in considerazione.</p>
<p>Utopia, idealismo, fantascienza? Non lo so. Penso solo che Matera possa rappresentare un laboratorio urbano in cui attivare esempi di buona amministrazione diretta e partecipata. Ma penso, anche, che noi materani dobbiamo essere educati a una coscienza civile e pratica del dare che &#8211; vuoi per i reali problemi con cui dobbiamo scontrarci e vuoi per la sfiducia allarmante che ha colpito un po&#8217; tutti &#8211; attualmente manca. Dare significa contribuire al benessere della città con idee e suggerimenti che  devono però essere ascoltati, soprattutto da chi avrà l&#8217;onore e l&#8217;onere di amministrare questa città. Ma anche da chi sarà all&#8217;opposizione.</p>
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		<title>La Nota Storta del web</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo in cui fonti interne il New York Times parlano di un imminente annuncio, da parte del quotidiano americano, dell’introduzione di news a pagamento sul proprio sito, viene spontaneo domandarsi quanto spazio possano ritagliarsi idee e i progetti che partono dal basso, con budgets modesti, per creare interessanti contenuti, gratuitamente disponibili in rete. Ne parliamo con Donato Mola, un blogger materano che – in collaborazione con una società di produzioni multimediali e un blogger fuorisede &#8211; conduce “La Nota Storta”, un programma in onda esclusivamente sul web e focalizzato su fatti e avvenimenti locali.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quando e come è nata l’idea di creare un programma come La Nota Storta?</strong></p>
<p>L&#8217;idea non è altro che l&#8217;evoluzione naturale di un blog urbano (www.hyperbros.com) che negli ultimi anni ha visto crescere col numero dei visitatori, anche la qualità dei commenti che vi arrivavano. E&#8217; cresciuta anche l&#8217;internet, la rete di relazioni con altri che in rete propongono dei contenuti interessanti e dunque abbiamo messo insieme le forze per colmare un vuoto. Quello di una “piazza” che a Matera ha perso di recente la funzione primaria dell&#8217;incontro. Con <em>La Nota</em><em> Storta</em> proviamo a rimettere in circolo alcune idee, opinioni e fatti, valorizzando i testimoni e i protagonisti della vita pubblica, per il momento materana (ma il progetto prevede di allargare l&#8217;interesse alla regione). Lo scopo è quello di portare avanti la ricerca dell&#8217;identità perduta, o forse solo dimenticata, del nostro territorio.</p>
<p><strong>Il vostro team è variegato: un blogger materano stanziale, un blogger materano fuorisede, un giornalista e un’azienda che si occupa di produzioni multimediali. Come siete riusciti a far incontrare le vostre idee?</strong></p>
<p>E&#8217; stato possibile grazie alla frequentazione quotidiana e al confronto sui vari temi che i nostri rispettivi blog o testate giornalistiche hanno fatto scaturire. Ma non è solo una questione di contenuti, pure importante. Molto forte è l&#8217;elemento “stilistico” che ci accomuna. Ci piace l&#8217;ironia e il taglio leggero che diamo ai nostri contenuti.</p>
<p><span id="more-625"></span><strong>Pensi che il tipo di format de “La Nota Storta” sia trasferibile in contesti metropolitani o sia più efficace in realtà come la provincia italiana?</strong></p>
<p>Mi piace descrivere <em>La  Nota Storta</em> come un prodotto di “artigianato digitale”, nel solco delle più gloriose imprese della tradizione di provincia, dove ogni cosa è fatta “a mano”, curata in maniera certosina e senza lasciare spazio all&#8217;improvvisazione (certo è un modo di dire perché c&#8217;è anche l&#8217;elemento dell&#8217;imprevedibilità in scaletta, ossia gli interventi in chat dei nostri visitatori).</p>
<p>Per venire quindi alla domanda, penso che il format sia replicabile. <em>La Nota</em><em> Storta</em> nasce come un esperimento che, in prospettiva, vorrei che avesse uno sviluppo maggiore, sino a diventare una rubrica nell&#8217;ambito di un vero e proprio palinsesto web: l’intento è quello e chi non lo ha capito, per parafrasare Negroponte, riferendosi a quei paesi che continuano a investire in telefonini e televisione, “è un paese destinato a morire”. Noi crediamo nella convergenza: basta vedere gli ultimi passi di YouTube o della Sony. Ancora una volta, l&#8217;Italia dimostra &#8211; con tante altre piccole realtà come la nostra &#8211; di avere il suo punto di forza nel tessuto della micro impresa e dell&#8217;artigianato riattualizzato in chiave digitale.</p>
<p><strong>Essendo nata nel web e per il web, La Nota Storta ingloba diverse qualità che rendono i suoi contenuti “open source”, nel senso che tutti possono – gratuitamente – vedere ogni singola puntata del programma e intervenire in diretta: quanto è coraggiosa una scelta simile per un editore interessato ad acquistare un format come questo, in un periodo in cui la discussione sulla gratuità dei contenuti online si sta orientando verso una soluzione “premium”?</strong></p>
<p>Bella domanda, a cui non è facile rispondere con sicurezza. Siamo ancora in un momento di sperimentazione. Sono convinto che l&#8217;open source sia uno strumento utile anche per fare business.</p>
<p>Lavoro in un&#8217;azienda che utilizza l&#8217;open source per offrire servizi e contenuti ai propri clienti. Con il team de <em>La Nota Storta</em> stiamo ultimando un piano di sponsorizzazione per coprire i costi del nostro lavoro. Se allarghiamo il discorso all&#8217;editoria, sia quella dei grandi gruppi italiani che quella delle piccole case editrici che vengono dall’informazione tradizionale (televisiva e cartacea),  è facile accorgersi come essa risulti, in genere, inadeguata al compito che è chiamata a svolgere. Molti gruppi editoriali mancano di apertura mentale, onestà intellettuale, sono analfabeti in tema di tecnologie, leggono e parlano poco, guardano troppa tv, si gingillano troppo con i telefonini per accorgersi che dovrebbero farsi da parte e lasciare spazio a persone e idee non nuove, ma diverse dalle loro. Il concetto di “premium” deriva da quella cultura del “nulla imbellettato” che ci hanno propinato fino ad ora. Ogni contenuto deve essere sì “premium”, ma aperto e libero a tutti. Invece si continua, nella maggior parte dei casi, a produrre razzumaglia televisiva e cartacea per “costringere” l&#8217;utente a pagare per “i contenuti migliori”. Questa deriva fa arrabbiare tante persone, non solo il sottoscritto. Ma ancora una volta la risposta non tarderà ad arrivare. Ormai gli strumenti sono a disposizione di chiunque. Quindi è più facile produrre e diffondere contenuti. Le menti e le idee che abbiamo a disposizione in Italia, la nostra antichissima cultura e la nostra storia giocheranno un ruolo sempre più importante adesso che non abbiamo più bisogno del supporto dei grandi gruppi editoriali per mostrare agli altri utenti cosa siamo in grado di fare. E&#8217; questa la novità. Ed è per questo che in tanti temono la rete e cercano, più o meno subdolamente, di limitarne la diffusione. Questo gioco perverso, comunque, è destinato a terminare poiché la gente inizia ad accorgersi che in futuro non saremo in grado di ricordare nessuno dei nomi degli attuali editori.</p>
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		<title>Intervista a Costantino Dilillo, autore di &#8220;Un greto di ciottoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Un greto di ciottoli”, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo, puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Un greto di ciottoli”</strong><strong>, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo,</strong><strong> </strong>puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.</p>
<p>La trama ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti. Ne parliamo con l’autore</p>
<p><strong>Pur se tinto di atmosfere piacevolmente retrò, “Un greto di ciottoli” affronta tematiche molto attuali. Da dove hai tratto l’ispirazione per scrivere questa storia?</strong></p>
<p>Dalla realtà, dalla vita quotidiana, dalla cronaca. Le “storie” sono le rappresentazioni della realtà nella mente. Penso che il raccontare sia di per sé “ricerca”; ricerca di nessi, di concatenazioni fra gli eventi, di cause e di effetti. Il racconto giallo, poi è la ricerca per antonomasia, è ricostruzione, è cercare le ragioni dei fatti. Leonardo Sciascia diceva che gli scrittori sono degli sbirri mancati, sembra una provocazione ma aveva ragione, il processo della conoscenza e il raccontare si svolgono proprio come un’indagine. Questa è la scommessa “teorica” da cui è partito il mio romanzo giallo in cui a quella che Gadda chiamava la “ricostruzione del passato” si affianca lo scavo della natura umana, delle passioni che portano a delinquere. Il crimine non è appannaggio dei “professionisti” iscritti all’albo ma si presenta come sfondo sociale; piccoli abusi, la cresta, la mancia, il regalino, “il caffè”, la seconda attività in nero &#8211; che criminologicamente invece si chiama frode &#8211; corruzione, concussione, comparaggio, truffa sono appunto come lo sfondo della vita reale di ogni giorno, una serie di piccole attività devianti che non richiamano il conclamato delitto e rispetto alle quali si è rinunciato allo “scandalo”, in una sorta di tolleranza che in realtà è assuefazione.</p>
<p><span id="more-622"></span><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Il personaggio principale del romanzo, Pasquale Scanzano, veste i panni laceri di un eroe disilluso, con la fame di verità dettata non solo dal denaro che percepisce per indagare sui casi che gli vengono assegnati, ma anche – soprattutto, forse – dal desiderio di estirpare almeno un po’ delle tante ingiustizie quotidiane, comuni e non comuni. Chi o cosa potrebbe essere Pasquale Scanzano, nella vita reale?</strong></p>
<p>Be’, opponendosi alle prepotenze, di questi tempi potrebbe essere additato come un pericoloso giustizialista di quelli che una volta non hanno pagato il biglietto nel tram e quindi non si devono permettere di fare la morale ai grassatori abituali. Nel romanzo c’è davvero l’episodio di Scanzano che viaggia in autobus senza biglietto e un vecchio lo guarda male, tanto che Pasquale si sente a disagio e chiede di comprare un biglietto a bordo. La mitologia ha sempre personificato nelle figure degli eroi la sete di giustizia che anima gli oppressi di ogni epoca: Nembo Kid, Zorro, Gesù, Spartacus, Robin Hood, “eroi senza macchia e senza paura” le cui gesta, tramandate di generazione in generazione, hanno contribuito a tenere alta la speranza di poter vivere tempi migliori in un mondo che non si ha la forza di cambiare. Ma gli eroi individualisti sono simboli per la mitologia e per i romanzi; nella vita reale mi auspico un eroismo collettivo, che ci siano sempre più vecchietti che rimproverano Scanzano di non aver acquistato il biglietto, anziché cercare di non pagarlo a propria volta, e sempre più persone che, come Scanzano nel romanzo, si vergognano dell’abuso e vi pongono riparo. Scanzano nella vita reale potrebbe essere la società civile, l’opinione pubblica informata, saggia, vigile e gelosa delle regole della convivenza.</p>
<p>Scanzano è disilluso perché invece vede che la gente chiamata a decidere, da millenni continua a scegliere Barabba.</p>
<p><strong>In “Un greto di ciottoli” le donne, come in ogni giallo che si rispetti, rivestono ruoli fondamentali, negativa o positiva che sia la loro influenza sulla storia. L’unico che non si lascia distrarre dai sentimenti sembra proprio Scanzano: c’è un disegno preciso, dietro questa decisione?</strong></p>
<p>Scanzano adora Lucrezia, questa è la verità, ama profondamente le sue ricette e non è geloso che ella viva con Francuccio. Le altre donne in fondo hanno in questo romanzo il ruolo classico della letteratura poliziesca, la inquietante committente, la badante, la splendida tisaniera. La figura di donna descritta con maggior sentimento forse è quella che compare solo in un racconto del passato, fra una pietanza e l’altra, avvolta in una intensa nostalgia.</p>
<p><strong>Il tuo romanzo sembra essere un omaggio a un’intera città e alla varia umanità che la abita. Quanto dei luoghi descritti all’interno del romanzo c’è in Costantino Dilillo?</strong></p>
<p>Tutto. Non sono nato a Matera, ci venni a vivere da Irsina nel ’67 e ho avuto tuttavia la ventura di risiedere in zone diversissime della città, a Borgo Venusio sino al 1970 e poi nel centro cittadino, per cui ho avuto modo di “sentire” le diverse anime di questa complessa cittadina, frequentando ambienti tra i più diversi. Questa conoscenza ampia e trasversale degli ambienti cittadini mi ha molto aiutato nelle descrizioni e l’omaggio a una realtà complessa come quella di Matera è profondo e sincero. Una città non è solo le sue mura.</p>
<p><strong>Attualmente stai lavorando a un nuovo romanzo o intendi continuare a creare storie che si adattino al personaggio Pasquale Scanzano?</strong></p>
<p>Scrivo sempre. Appunti, annotazioni, descrizioni che se non annotate subito vanno perdute nei palinsesti della mente. Scrivo racconti per una nuova antologia che sarà completa fra qualche tempo. Pasquale Scanzano sta lavorando a una nuova ricerca; quando l’avrà completata, me la racconterà a modo suo e io forse la scriverò.</p>
<p><strong>Un greto di ciottoli</strong><br />
di Costantino Dilillo<br />
140 pagine<br />
Euro 9,00<br />
BMG Editrice</p>
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		<title>Il tarlo del 2019 nelle teste materane</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 18:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi introduco nella discussione che a Matera vede protagonisti, più o meno, produttori di cultura e non che dicono la loro sulla <strong>candidatura di Matera a capitale europea della cultura</strong> per l&#8217;anno 2019.</p>
<p>Non voglio porre l&#8217;attenzione su quanto sia opportuna o meno la candidatura, quanto sul fatto che la stessa <strong>abbia svegliato le menti pensanti della città dei Sassi</strong>, soffermandosi sul livello culturale della popolazione materana. In tal senso, sono state illuminanti e coraggiose le parole di Antonio Andrisani che &#8211; nel video dell&#8217;ultima puntata de<em> La Nota Storta</em> (quella con Angelo Tosto come ospite), programma dell&#8217;amico <a title="Donato Mola" href="http://www.hyperbros.com" target="_blank">Donato</a> &#8211; fa un quadro condivisibile ma scoraggiante del livello culturale a Matera, bocciando praticamente la candidatura. La posizione di Andrisani non è l&#8217;unica di questo genere ed è questo che mi ha portato a scrivere il post.</p>
<p>Io penso che  il fine perseguibile da noi materani, attraverso la candidatura della città a capitale europea della cultura, non deve essere altro che l&#8217;inizio di una discussione seria e ragionata sullo stato della cultura a Matera, sulle <strong>effettive potenzialità e le reali difficoltà che quotidianamente chi produce cultura incontra</strong>. E&#8217; da questo punto di vista che vedo l&#8217;utilità della candidatura, ma solo se realmente iniziamo a ragionare sulle soluzioni da adottare per innalzare il livello culturale di Matera, indice che non si misura solo attraverso le presenze nei cinema cittadini o nelle librerie, ma anche attraverso la partecipazione delle persone alle cose che interessano l&#8217;intera comunità. Di questo stimolo alla discussione, permettetemi, occorre dare atto a chi nella candidatura crede.</p>
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