Una serie di Visioni Urbane
Questa mattina ho partecipato, insieme a tanta altra gente, alla prima riunione del progetto Visioni Urbane. Dando per scontato che la maggior parte di quelli che seguono il mio blog sanno di cosa si tratta (se non lo sapete, no hay problema: vi rimando qui, qui e qui), cercherò di fare una sintesi dei contenuti discussi durante la prima parte dell’incontro (poichè alle 14 ho preso la S.S. 407 Basentana, direzione Matera, per rientrare a casa).
Intanto ho raggiunto un obiettivo: non prendere appunti sul pc ma sulla mia agenda (e questo, per me, è un grosso risultato). Proprio nell’agenda, ho segnato alcuni punti che reputo importanti e nati dalla discussione tra organizzatori e creativi (associazioni in genere):
- creare cose (eventi, corsi, laboratori ecc. ecc.) che restino nel territorio lucano - e non creare professionalità e/o capacità da spendere altrove, aggiungo io -;
- partire dai laboratori e non dagli spazi - della serie: prima progettiamo cose appetibili per la nostra terra e la popolazione e poi ci poniamo il problema degli spazi, che quelli piano piano escono.. -;
- sempre nella progettazione, è fondamentale identificare una serie di opzioni, studiandone la gestione una volta che l’idea/progetto diventa operativa;
- chiediamoci tutti fino a che punto le diverse forme di espressione (musica, teatro, letteratura ecc. ecc.) possono diventare elemento di sviluppo in una regione come la nostra. - “Tanto!”, rispondo io, se queste forme si intrecciano fra loro e fra chi le produce e distribuisce: noi lucani abbiamo bisogno innanzi tutto di uno sviluppo culturale che parta dal basso senza sentirci dipendenti da finanziamenti pubblici. Della serie: insieme si può - ;
- stabilire un patto tra chi investe denaro e chi investe la propria creatività, al fine di porre obiettivi chiari e a lungo termine;
- (il mio preferito, ndr) il mercato non è il male: è il luogo della comunicazione. Sante parole: se io acquisto un cd prodotto e distribuito da un musicista, non faccio altro che dirgli che il suo lavoro mi piace e voglio che lui continui a produrre la sua musica, partecipando alla continuità del suo progetto.
Alberto, da cui ho preso in prestito il sesto punto e l’esempio del cd, ha mostrato anche delle slide riassuntive dei punti di forza e delle debolezze della “scena” creativa lucana. Da questa presentazione è nata una discussione con una giusta dose di polemica e provocazione, ma (almeno fino a quando sono stato presente) penso che nessuno degli interventi abbia colto la vera debolezza della creatività lucana. Mi spiego. Tra le debolezze riassunte nella slide, vi erano due punti che non sono stati oggetti di discussione da parte dei rappresentanti delle diverse associazioni, ossia:
- una carenza di analisi della domanda quando si presenta un progetto creativo;
- poca tensione alla sostenibilità economica delle attività.
Per quanto riguarda il primo punto, noi “creativi” lucani dobbiamo pensare alle nostre idee in termini di prodotto: se è vero che riusciamo, non di rado, a produrre contenuti di un certo spessore, è anche vero che spesso e volentieri ci innamoriamo a tal punto delle nostre idee da non riuscire a domandarci se sia realmente quello di cui la popolazione residente nel territorio in cui presentiamo l’idea senta l’esigenza.
Non è difficile, all’interno delle associazioni, sentir parlare del marketing come del diavolo e del mercato come fonte di corruzione e impoverimento culturale di un’idea. Bisogna capire, invece, che una buona pianificazione del progetto, con relativa analisi su chi e come sosterrà i costi di organizzazione e gestione (e qui arriviamo al secondo punto), oltre ad una analisi accurata di ciò che la gente chiede che venga realizzato, consente un rischio minore non solo in termini di investimento ma anche di successo dell’iniziativa.
Sono del parere che il vero successo di un’associazione o comunque di un soggetto creativo dipenda da quanto quello che produce sia distribuito (radicato) nel territorio in cui il soggetto opera e dalla indipendenza economica dagli enti pubblici, anche facendo pagare il biglietto per usufruire di uno spettacolo/prodotto. Questioni di cultura e abitudini, lo so. Ma da qualche parte bisogna pure incominciare.
Qualche riga di azione: Blog Action Day
Non scriverò di difesa ambientale per richiamare la vostra attenzione sull’argomento delle emergenze ambientali: ci pensa il mio amico Astronik con il suo post dedicato al Blog Action Day.
Il mio contributo passa attraverso un’immagine, scattata ieri pomeriggio durante la visita al percorso sensoriale FATA: Fuoco Acqua Terra Aria, allestito presso gli ipogei di Piazza San Francesco a Matera.
Per aver rispetto dell’ambiente dovremmo prima di tutto avere rispetto degli esseri che popolano il nostro pianeta, siano essi uomini o animali. Senza dimenticare le piante.
Ecco perchè il mio contributo passa da qui:

Visioni Urbane atto II
Ricordate? Ne avevo parlato un po’ di tempo fa.
Bene, il progetto inizia a prendere se non forma perlomeno spunti.
Clarita, la coordinatrice dei bloggers lucani che intendono partecipare al progetto (tra cui me medesimo) nonchè gestore del blog inerente il progetto, ha riassunto quello che c’è da fare in questa fase iniziale e ne è nata una discussione sulle idee da proporre.
Seguite la serie di suggerimenti e proposte nei commenti al suo post. Io, intanto, dico la mia.
L’idea che covo da un po’ è quella di dare spazio alle cosiddette culture urbane e suburbane. Sto parlando di writers, gruppi musicali, artisti di strada o che della strada (e degli spazi aperti in genere) fanno i loro studi e le loro sale espositive.
Dare colore e voce alle periferie, alle strade delle zone industriali, alle biblioteche e ai parchi (funzionanti o no), agli anfiteatri nel Paip2 (chi è di Matera e dintorni sa di cosa parlo).
Tradurre tutto questo in installazioni audiovisive in strada, sui muri grigi di città; in installazioni di opere d’arte contemporanea e urbana, che rivitalizzi i colori smorti di palazzi e periferie.
Concedere spazi alla creatività dei writers e renderli attori di quello che la città e le sue persone intendono comunicare all’autista distratto, al pedone che va di fretta, all’anziano seduto su di una panchina, al ragazzo appena uscito da scuola.
Far divenire la nostra città e la nostra regione incubatori di idee per giovani di tutto il mondo, per respirare così quell’aria multiculturale di cui la nostra lucanità ha spesso bisogno.
Il tutto, poi, renderlo disponibile on line tramite streaming, foto, video e podcast in un unico portale o in tanti spazi web dedicati a ogni singola attività (qualcuno ha detto blog network?)
Il V-Day anche a Matera
Come molti di voi già sanno, il giorno 8 settembre verrà “celebrato” il V-Day, ossia la possibilità di dire no ai parlamentari condannati, a quelli di professione (i plurieletti, come li chiamo io..) e a quelli scelti dai segretari di partito.
Io, questo evento, l’avrei chiamato in un altro modo. Tipo L-Day (Levatevidallepalle-Day). Resta il fatto che si tratta di una forma di democrazia diretta, per dare un segno forte di legalità e partecipazione.
A Matera sarà possibile aderire (e quindi firmare) all’iniziativa di legge popolare in tre punti diversi della città, grazie ai due meetup materani, Sassi Parlanti e S@ssi e-migranti:
mattina - Via Trabaci (area antistante edicola Schiuma);
pomeriggio - Piazza Vittorio Veneto (area antistante il Cinema Comunale);
intera giornata - Piazza Sedile (area antistante Auditorium del Conservatorio).
Anche i materani, così, potranno contribuire al raggiungimento delle cinquantamila firme necessarie all’approvazione del referendum.
N.B. 1: a me Beppe Grillo non è mai stato simpatico ma i meetup nati dall’esperienza del suo blog sono utili alla partecipazione, a fare informazione, a comunicare servizi e disservizi e a conoscere tanta gente in gamba.
N.B. 2: i meetupers Parlanti si dimostrano sempre meno provinciali e indicano entrambi i meetup materani nel volantino, nel totem, nel comunicato stampa e nei propri blog personali.
Sempre polemico ’sto Luachan, mamma mèj…
Mercatino del libro
Alzi la mano chi di voi non ha mai passato un pomeriggio di fine agosto o di inizio settembre presso un mercatino del libro.
A Matera, i mercatini del libro usato sono spesso allestiti nelle parrocchie o in altri luoghi di ritrovo come associazioni di volontariato. I costi dei testi scolastici, ormai, sono diventati esosi per molte famiglie e così la necessità di trovare testi usati per risparmiare è diventata comune a un bel po’ di gente.
Bene. Agli studenti materani moderni (non noi che, durante l’ora di informatica, si studiava il Turbo Pascal..), viene in aiuto una tipografia locale: è possibile collegarsi a questo sito, andare nella sezione Libri Usati Matera e dintorni , compilare il form che si trova nella sezione per registrare il libro che si vuol vendere o rovistare nella lista dei testi usati disponibili per l’acquisto.
D’accordo, non c’è la suspance che ti crea il mettere le mani fra tanti libri di scuola con la speranza di trovarci quello che ti serve; non c’è la speranza di incontrare la bionda di 3°B che tanto ti fa sospirare ma it’s the technology, baby.
Patrimoni umani e comunicazione turistica: il caso Matera
Matera ha da sempre problemi nel comunicare il proprio patrimonio. Culturale e paesaggistico che sia.
Veicoli promozionali della città e delle sue risorse sono state le grandi produzioni cinematografiche come The Passion, importanti mostre riprese da testate nazionali e documentari vari sulla struttura architettonica e urbanistica dei suoi antichi insediamenti. Patrimoni, quindi, dell’umano ingegno .
Verso la fine di luglio è stato presentato il progetto vincitore del bando per la comunicazione e la promozione turistica: 1.500.000 euro che le agenzie di comunicazione vincitrici (nessuna di Matera) hanno a disposizione per le attività promozionali da svolgere.
Leggendo questo dossier di SassiKult viene da pensare - oltre ad alcuni brividi di terrore sulla schiena - su quella che è l’effettiva conoscenza delle problematiche comunicative di un territorio da parte di alcuni soggetti che si occupano di comunicazione. Un esempio su tutti? Guardate questa foto:

Il campanile della cattedrale, da sempre simbolo della nostra città, mozzato? Cosa direbbero i pisani se vedessero la torre pendente, simbolo della loro città, improvvisamente addrizzata? Cosa penserebbero i romani del Colosseo con infissi e persiane?
Non era meglio affidare il lavoro a varie agenzie e soggetti che a Matera operano, che Matera la conoscono e la vivono quotidianamente? E, soprattutto, che con quel patrimonio di umanità - di cui il progetto intende farsi promotore - sono in continuo contatto?
Questa è un’altra eredità della vecchia amministrazione di cui avremmo fatto volentieri a meno. Speriamo che la nuova amministrazione sia sensibile all’appello lanciato da SassiKult e indirizzato al sindaco.
Poi ci si lamenta che la gente se ne va, ba’….
Lucani, aggreghiamoci.
Io ho iniziato da un po’ di tempo a questa parte ad “aggregare” nel mio blogroll i blog lucani che leggo. In basso a destra, infatti, trovate non solo la classica lista di blog che ogni bravo blogger linka ma anche una lista che ho chiamato Lucanosfera: ecco, quello è il mio personalissimo aggregatore (che di aggregatore ha solo il fatto che aggrega links e basta).
Succede che Giovanni e Giuseppe decidono di aggregare tutti noi imbrattatori lucani di blog e di dar vita a Lucania Social.
Sei lucano? Hai un blog? Aggregati, dai!
Nota per Giovanni: i Membri Pensanti sono di Matera ![]()
Wi-Max e cittadinanza digitale
Sergio Ragone lancia l’idea: metterci attorno ad un tavolo con i nostri assessori (regionali, provinciali e comunali) e creare un tavolo di competenze tra chi vive di web (bloggers ed esperti), chi dovrebbe viverci (istituzioni) e chi vuole che il digital divide divenga più digital e meno divide.
Sarebbe bello chiedere/suggerire ai nostri assessori come intendono muoversi Regione Basilicata, Provincia di Potenza e Provincia di Matera, oltre a tutti i Comuni lucani, per dare a tutti la possibilità di connettersi prima di tutto al web con la banda larga e, successivamente, di poter usufruire dei servizi pubblici tramite internet.
“Per fare la rete occorre uscire dalla rete”: non mi stancherò mai di riportare questa frase di Stefano Epifani.
Tradizioni? Non meritiamo un cazzo!
Succede che in una città come Matera, dove per tradizione siamo abituati a rompere quello che costruiamo, alcuni giorni dell’anno (tipo il 2 luglio) le regole perdano il loro valore.
Succede a Matera, dicevo. Città di storia, antico melting pot di culture diverse tra loro, dove è forte il richiamo al passato da parte degli edifici e della natura.
E da ieri (o da sempre?) città dei classici ceffi in canottiera capaci di distruggere qualcosa che dovevano difendere (e non parlo solo del carro trionfale di cartapesta ma del nome stesso della città).
Si è incazzato anche il sindaco (il primo, per onor di cronaca, a farlo dopo un episodio simile).
Io idem.
Strascichi creativi del dopo-elezioni comunali
Succede che gli amici di egghia!, forse stanchi di vedere tutti quei santini per terra, decidono di raccoglierne un bel mucchio e di farne un fotomosaico.
Celebrazione di un candidato rispetto all’altro? No, per favore! Ecco i due ballottanti fotomosaicizzati:

Il risultato finale potete vederlo facendovi una passeggiata in Piazza Vittorio Veneto, qui nell’urbe sassaiola.


