Una serie di Visioni Urbane

Questa mattina ho partecipato, insieme a tanta altra gente, alla prima riunione del progetto Visioni Urbane. Dando per scontato che la maggior parte di quelli che seguono il mio blog sanno di cosa si tratta (se non lo sapete, no hay problema: vi rimando qui, qui e qui), cercherò di fare una sintesi dei contenuti discussi durante la prima parte dell’incontro (poichè alle 14 ho preso la S.S. 407 Basentana, direzione Matera, per rientrare a casa).

Intanto ho raggiunto un obiettivo: non prendere appunti sul pc ma sulla mia agenda (e questo, per me, è un grosso risultato). Proprio nell’agenda, ho segnato alcuni punti che reputo importanti e nati dalla discussione tra organizzatori e creativi (associazioni in genere):

  1. creare cose (eventi, corsi, laboratori ecc. ecc.) che restino nel territorio lucano - e non creare professionalità e/o capacità da spendere altrove, aggiungo io -;
  2. partire dai laboratori e non dagli spazi - della serie: prima progettiamo cose appetibili per la nostra terra e la popolazione e poi ci poniamo il problema degli spazi, che quelli piano piano escono.. -;
  3. sempre nella progettazione, è fondamentale identificare una serie di opzioni, studiandone la gestione una volta che l’idea/progetto diventa operativa;
  4. chiediamoci tutti fino a che punto le diverse forme di espressione (musica, teatro, letteratura ecc. ecc.) possono diventare elemento di sviluppo in una regione come la nostra. - “Tanto!”, rispondo io, se queste forme si intrecciano fra loro e fra chi le produce e distribuisce: noi lucani abbiamo bisogno innanzi tutto di uno sviluppo culturale che parta dal basso senza sentirci dipendenti da finanziamenti pubblici. Della serie: insieme si può - ;
  5. stabilire un patto tra chi investe denaro e chi investe la propria creatività, al fine di porre obiettivi chiari e a lungo termine;
  6. (il mio preferito, ndr) il mercato non è il male: è il luogo della comunicazione. Sante parole: se io acquisto un cd prodotto e distribuito da un musicista, non faccio altro che dirgli che il suo lavoro mi piace e voglio che lui continui a produrre la sua musica, partecipando alla continuità del suo progetto.

Alberto, da cui ho preso in prestito il sesto punto e l’esempio del cd, ha mostrato anche delle slide riassuntive dei punti di forza e delle debolezze della “scena” creativa lucana. Da questa presentazione è nata una discussione con una giusta dose di polemica e provocazione, ma (almeno fino a quando sono stato presente) penso che nessuno degli interventi abbia colto la vera debolezza della creatività lucana. Mi spiego. Tra le debolezze riassunte nella slide, vi erano due punti che non sono stati oggetti di discussione da parte dei rappresentanti delle diverse associazioni, ossia:

  1. una carenza di analisi della domanda quando si presenta un progetto creativo;
  2. poca tensione alla sostenibilità economica delle attività.

Per quanto riguarda il primo punto, noi “creativi” lucani dobbiamo pensare alle nostre idee in termini di prodotto: se è vero che riusciamo, non di rado, a produrre contenuti di un certo spessore, è anche vero che spesso e volentieri ci innamoriamo a tal punto delle nostre idee da non riuscire a domandarci se sia realmente quello di cui la popolazione residente nel territorio in cui presentiamo l’idea senta l’esigenza.

Non è difficile, all’interno delle associazioni, sentir parlare del marketing come del diavolo e del mercato come fonte di corruzione e impoverimento culturale di un’idea. Bisogna capire, invece, che una buona pianificazione del progetto, con relativa analisi su chi e come sosterrà i costi di organizzazione e gestione (e qui arriviamo al secondo punto), oltre ad una analisi accurata di ciò che la gente chiede che venga realizzato, consente un rischio minore non solo in termini di investimento ma anche di successo dell’iniziativa.

Sono del parere che il vero successo di un’associazione o comunque di un soggetto creativo dipenda da quanto quello che produce sia distribuito (radicato) nel territorio in cui il soggetto opera e dalla indipendenza economica dagli enti pubblici, anche facendo pagare il biglietto per usufruire di uno spettacolo/prodotto. Questioni di cultura e abitudini, lo so. Ma da qualche parte bisogna pure incominciare.

Fuori dalla rete

Quando?

Il 13 ottobre, a Potenza, i blogger lucani sostengono la protesta non violenta del popolo birmano.

Maggiori informazioni le trovate nel post di Alfredo (sperando di poterci essere).

Blogger lucani in red

Sempre per la Birmania, i blogger lucani continuano ad indossare il rosso.

Questa volta anche grazie al bravo Giulio:

Visioni Urbane atto II

Ricordate? Ne avevo parlato un po’ di tempo fa.

Bene, il progetto inizia a prendere se non forma perlomeno spunti.

Clarita, la coordinatrice dei bloggers lucani che intendono partecipare al progetto (tra cui me medesimo) nonchè gestore del blog inerente il progetto, ha riassunto quello che c’è da fare in questa fase iniziale e ne è nata una discussione sulle idee da proporre.

Seguite la serie di suggerimenti e proposte nei commenti al suo post. Io, intanto, dico la mia.

L’idea che covo da un po’ è quella di dare spazio alle cosiddette culture urbane e suburbane. Sto parlando di writers, gruppi musicali, artisti di strada o che della strada (e degli spazi aperti in genere) fanno i loro studi e le loro sale espositive.

Dare colore e voce alle periferie, alle strade delle zone industriali, alle biblioteche e ai parchi (funzionanti o no), agli anfiteatri nel Paip2 (chi è di Matera e dintorni sa di cosa parlo).

Tradurre tutto questo in installazioni audiovisive in strada, sui muri grigi di città; in installazioni di opere d’arte contemporanea e urbana, che rivitalizzi i colori smorti di palazzi e periferie.

Concedere spazi alla creatività dei writers e renderli attori di quello che la città e le sue persone intendono comunicare all’autista distratto, al pedone che va di fretta, all’anziano seduto su di una panchina, al ragazzo appena uscito da scuola.

Far divenire la nostra città e la nostra regione incubatori di idee per giovani di tutto il mondo, per respirare così quell’aria multiculturale di cui la nostra lucanità ha spesso bisogno.

Il tutto, poi, renderlo disponibile on line tramite streaming, foto, video e podcast in un unico portale o in tanti spazi web dedicati a ogni singola attività (qualcuno ha detto blog network?)

Il V-Day anche a Matera

Come molti di voi già sanno, il giorno 8 settembre verrà “celebrato” il V-Day, ossia la possibilità di dire no ai parlamentari condannati, a quelli di professione (i plurieletti, come li chiamo io..) e a quelli scelti dai segretari di partito.

Io, questo evento, l’avrei chiamato in un altro modo. Tipo L-Day (Levatevidallepalle-Day). Resta il fatto che si tratta di una forma di democrazia diretta, per dare un segno forte di legalità e partecipazione.

A Matera sarà possibile aderire (e quindi firmare) all’iniziativa di legge popolare in tre punti diversi della città, grazie ai due meetup materani, Sassi Parlanti e S@ssi e-migranti:

mattina - Via Trabaci (area antistante edicola Schiuma);

pomeriggio - Piazza Vittorio Veneto (area antistante il Cinema Comunale);

intera giornata - Piazza Sedile (area antistante Auditorium del Conservatorio).

Anche i materani, così, potranno contribuire al raggiungimento delle cinquantamila firme necessarie all’approvazione del referendum.

N.B. 1: a me Beppe Grillo non è mai stato simpatico ma i meetup nati dall’esperienza del suo blog sono utili alla partecipazione, a fare informazione, a comunicare servizi e disservizi e a conoscere tanta gente in gamba.

N.B. 2: i meetupers Parlanti si dimostrano sempre meno provinciali e indicano entrambi i meetup materani nel volantino, nel totem, nel comunicato stampa e nei propri blog personali.

Sempre polemico ’sto Luachan, mamma mèj…

Mercatino del libro

Alzi la mano chi di voi non ha mai passato un pomeriggio di fine agosto o di inizio settembre presso un mercatino del libro.

A Matera, i mercatini del libro usato sono spesso allestiti nelle parrocchie o in altri luoghi di ritrovo come associazioni di volontariato. I costi dei testi scolastici, ormai, sono diventati esosi per molte famiglie e così la necessità di trovare testi usati per risparmiare è diventata comune a un bel po’ di gente.

Bene. Agli studenti materani moderni (non noi che, durante l’ora di informatica, si studiava il Turbo Pascal..), viene in aiuto una tipografia locale: è possibile collegarsi a questo sito, andare nella sezione Libri Usati Matera e dintorni , compilare il form che si trova nella sezione per registrare il libro che si vuol vendere o rovistare nella lista dei testi usati disponibili per l’acquisto.

D’accordo, non c’è la suspance che ti crea il mettere le mani fra tanti libri di scuola con la speranza di trovarci quello che ti serve; non c’è la speranza di incontrare la bionda di 3°B che tanto ti fa sospirare ma it’s the technology, baby.

Il cliente non ha sempre ragione

..soprattutto se i toni della sua polemica sono accesi e rischiano di infangare il lavoro di gente che offre un servizio senza grosse pretese ad un prezzo più che onesto rispetto a competitors dai nomi altisonanti quanto alcuni loro disservizi.

Sto parlando della querelle d’agosto che riguarda TopHost, servizio di hosting che io uso - felicemente - da circa 3 anni e non solo per questo blog.

In molti si sono sorpresi delle due newsletter inviate (la prima alcuni giorni fa e la seconda in data odierna) dall’azienda ai propri clienti, in cui viene fatta una recensione-raccolta dei pareri negativi di alcuni clienti (esseri blogganti, per l’esattezza) rimasti insoddisfatti.

Sarà che la mia educazione mi porta a non polemizzare quasi mai sulle cose e quando non sono contento di una cosa che acquisto, pago e me ne vado (mettendo una pietra sopra sul servizio da me acquistato e soprattutto sull’azienda che me l’ha venduto); sarà che io con TopHost mi trovo benissimo e non ho pretese da blog star che fa 100.000 accessi al mese; sarà che altri servizi hosting - con le stesse specifiche di TopHost - da me provati hanno sempre creato problemi per l’installazione di software (cosa che non ho riscontrato, invece, con TopHost); sarà che quando non ero per niente esperto di WordPress, i signori della succitata azienda mi hanno perfino installato il software; sarà che su questo blog parlo spesso di volere una partecipazione più umana delle aziende alle conversazioni, ma trovo che l’iniziativa di TopHost sia coraggiosa ed esemplare rispetto ai commenti non proprio gentili di alcuni clienti rimasti delusi.

La discussione è interessante e lascio alcuni link per farvi un’idea di quello che sta avvenendo:

la discussione su Hosting Talk;

il post illuminato (come sempre) di [mini]marketing;

la discussione su ProZone

Lucania Blogger Dinner: si mangia!

Prendo e copio da Giovanni (fa caldo, non m’ingozza di scrivere..):

…la cena dei blogger lucani di fine estate si terrà presso La tavernetta del Baronea Scanzano jonico sabato 8 settembre 2007.

La data ed il posto sono stati stabiliti dopo un breve consulto con Alfredo. Eviterei Matera e Potenza (per ora) semplicemente per poter sfruttare le ultime serate estive e godere di un po’ di aria di mare (cencedetemelo…quest’anno il mare non l’ho ancora visto), ma anche per poter mangiare un po’ di pesce fresco (che non guasta mai). Il giorno è stato deciso perchè si trova di Venerdì e perchè non si sovrappone con la festa di eurogeneration 2007 che si terrà il week-end precedente a metaponto.

Faccio quindi un ufficiale appello a tutti i blogger lucani in ascolto: Spargete la voce e cercate di esserci!

Per iscriversi, inserite il vostro nome nell’apposito wiki. Se non sapete come si usa il wiki state messi male. Ghghgh, scherzo: contattatemi via mail o via skype (luachan).

Bradipo, ovviamente tu sei obbligato a venire!

Patrimoni umani e comunicazione turistica: il caso Matera

Matera ha da sempre problemi nel comunicare il proprio patrimonio. Culturale e paesaggistico che sia.

Veicoli promozionali della città e delle sue risorse sono state le grandi produzioni cinematografiche come The Passion, importanti mostre riprese da testate nazionali e documentari vari sulla struttura architettonica e urbanistica dei suoi antichi insediamenti. Patrimoni, quindi, dell’umano ingegno .

Verso la fine di luglio è stato presentato il progetto vincitore del bando per la comunicazione e la promozione turistica: 1.500.000 euro che le agenzie di comunicazione vincitrici (nessuna di Matera) hanno a disposizione per le attività promozionali da svolgere.

Leggendo questo dossier di SassiKult viene da pensare - oltre ad alcuni brividi di terrore sulla schiena - su quella che è l’effettiva conoscenza delle problematiche comunicative di un territorio da parte di alcuni soggetti che si occupano di comunicazione. Un esempio su tutti? Guardate questa foto:

Il campanile della cattedrale, da sempre simbolo della nostra città, mozzato? Cosa direbbero i pisani se vedessero la torre pendente, simbolo della loro città, improvvisamente addrizzata?  Cosa penserebbero i romani del Colosseo con infissi e persiane?

Non era meglio affidare il lavoro a varie agenzie e soggetti che a Matera operano, che Matera la conoscono e la vivono quotidianamente? E, soprattutto, che con quel patrimonio di umanità  - di cui il progetto intende farsi promotore -  sono in continuo contatto?

Questa è un’altra eredità della vecchia amministrazione di cui avremmo fatto volentieri a meno. Speriamo che la nuova amministrazione sia sensibile all’appello lanciato da SassiKult e indirizzato al sindaco.

Poi ci si lamenta che la gente se ne va, ba’….

Chiuditi nel cesso

E no, Elton, stai toppando alla grande. Mi spieghi che vuol dire

Penso che sarebbe un grande esperimento spegnere Internet per cinque anni e vedere che sorta di arte viene prodotta in quel lasso di tempo. Il punto è che c’è troppa tecnologia disponibile: scommetto che se si riuscisse a fare questa prova, verrebbe fuori musica molto più interessante di quella che si ascolta al giorno d’oggi

??????

Mi spiace, caro Elton. Non ho mai comprato un tuo cd ma ho scaricato da eMule tutta la tua discografia. In compenso ho tutta la discografia originale dei tuoi conterranei Paradise Lost.

E no, non venirmi a dire che la musica di merda che dobbiamo sorbirci oggigiorno è colpa di internet. Forse il vero problema è che voi musicisti, a braccetto con le case discografiche, avete rotto un po’ i maroni con i prezzi esorbitanti dei cd e che l’unica fonte di indipendenza dalla musica spazzatura è proprio internet.

Non dirmi che la gente non socializza perchè sta sempre piegata sui propri computer per scrivere quattro righe sul blog che non ci credo.

No, Elton, noi il pop spazzatura non lo vogliamo. Preferiamo isolarci ascoltando altro.

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