<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title> &#187; Pensieri, letture e letterature</title>
	<atom:link href="http://www.luachanblog.com/category/pensieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.luachanblog.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Jul 2010 13:57:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Vatican City, Middle Age</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/07/15/vatican-city-middle-age/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/07/15/vatican-city-middle-age/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[alcamo]]></category>
		<category><![CDATA[bigottismo chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[festival metal]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[metal]]></category>
		<category><![CDATA[metal sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[oscurantismo chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sikelian hell festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=686</guid>
		<description><![CDATA[Brutta cosa, la censura. Brutta, soprattutto quando ti accorgi di vivere in uno dei paesi culla dell&#8217;arte, che ha dato i natali al genio di Vinci e al Buonarroti. Quello stesso paese, oggi, è divenuto schiavo dell&#8217;oscurantismo politico di pochi che tendono a chiudere i cervelli di molti. Oscurantismo che, sempre più palese, giunge anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brutta cosa, la <strong>censura</strong>.<br />
Brutta, soprattutto quando ti accorgi di vivere in uno dei paesi culla dell&#8217;arte, che ha dato i natali al genio di Vinci e al Buonarroti.<br />
Quello stesso paese, oggi, è divenuto schiavo dell&#8217;<strong>oscurantismo</strong> politico di pochi che tendono a chiudere i cervelli di molti. Oscurantismo che, sempre più palese, giunge anche dalle dorate sale del Vaticano.</p>
<p>E&#8217; notizia di ieri che un importante <strong>festival metal</strong> &#8211; organizzato in terra siciliana da ragazzi che fanno parlare della Sicilia non come la terra da cui si va via, ma in cui si approda per un evento che non divide nè terrorizza ma unisce nel nome della musica &#8211; è stato annullato dall&#8217;amministrazione comunale di Alcamo, dopo le pressanti richieste della Chiesa locale, la quale considera il <strong>Sikelian Hell</strong> (previsto per il 22, 23 e 24 luglio) una &#8220;manifestazione satanica&#8221;, andando a organizzare addirittura una raccolta firme affinché il festival non si svolgesse.</p>
<p>Pare che a causare le ire dei prelati siculi sia stata la parola &#8220;Hell&#8221;, presente nella denominazione del festival. Sapeste, cari i miei porporati, quanto fanno girare le scatole a me e ad altre milioni di persone parole come pedofilia, omofobia e via discorrendo.<br />
Non immaginate nemmeno, prelati cari, quanto ci nauseino le vostre crociate contro l&#8217;eutanasia, contro i profilattici, contro la pillola del giorno dopo e contro la RU486.</p>
<p><span id="more-686"></span>Ecco il comunicato degli organizzatori del Sikelian Hell Festival:</p>
<blockquote><p>Il festival metal Sikelian Hell, previsto per il 22, 23 e 24 luglio allo stadio comunale Catella di Alcamo, non si farà più.</p>
<p>Gli organizzatori della manifestazione, infatti, fanno sapere che a causa delle pressioni esercitate dalla Chiesa locale l&#8217;amministrazione comunale di Alcamo è stata costretta ad annullare il festival.<br />
Secondo gli organizzatori la Chiesa locale avrebbe organizzato una raccolta di firme e minacciato un corteo contro &#8220;una manifestazione satanica&#8221;.<br />
Nei giorni scorsi, a causa di queste pressioni, era stata depennata dalla scaletta del festival la band Necrodeath per il contenuto dei brani reputati anti cristiani.</p>
<p>&#8220;A tre giorni dall&#8217;allestimento &#8211; ha detto Manfredi Pellitteri, uno degli organizzatori &#8211; l&#8217;amministrazione comunale ci ha lasciati da soli nonostante ci avessero autorizzato all&#8217;utilizzo dell&#8217;impianto averci dato l&#8217;ok al patrocinio. Con tutti i problemi legati allo scandalo pedofilia la Chiesa si accanisce contro una manifestazione musicale laica. Spero che i giovani siciliani reagiscano a questa ingiustizia. La nostra cooperativa Officine Festival è formata da giovani che hanno deciso di non andarsene da questa terra per cercare di fare qualcosa di buono qui. Questi giovani rischiano ora il fallimento perché la Chiesa è stata più forte della politica. Noi però avevamo tutto in regola&#8221;.</p>
<p>Per ulteriori informazioni:</p>
<p>Manfredi Pellitteri<br />
3208969995<br />
www.sikelianhell.com<br />
www.myspace.com/sikelianhell<br />
info@officinefestival.com</p></blockquote>
<p>L&#8217;imbrattatore di questo blog, appassionato di musica metal da tempo immemore, non poteva restare indifferente di fronte all&#8217;ennesimo<strong> atto arrogante e sprezzante della Chiesa cattolica</strong>, sempre pronta a colpire &#8211; in un modo o nell&#8217;altro &#8211; qualsiasi <strong>espressione di natura laica</strong>, additandola ora come satanica, ora come relativista.<br />
Basta con questo accanimento verso un genere di musica che tutto è, fuorché nocivo e pericoloso.<br />
&#8220;Sì, ma le Bestie di Satana&#8230;&#8221; era un branco di poveri coglioni, stop. Non hanno nulla a che fare con il metal. Il loro era un morboso gioco fatto di violenza e droghe che ha causato la morte di troppa gente. Marciscano pure in carcere.<br />
&#8220;&#8230;però Marylin Manson&#8230;&#8221; è uno che ha fatto e continua &#8211; meno del passato &#8211; a fare il ruolo del cattivo perché così piace ai ragazzini e alla sua casa discografica. Musicalmente non mi dispiace, ma il suo creatore è Trent Reznor dei grandi Nine Inch Nails, stop. Per restare in tema, Marylin Manson non è manco un&#8217;unghia di Reznor&#8230;</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/06/02/basilicata-on-the-road-sul-tir/" title="Basilicata on the road sul Tir">Basilicata on the road sul Tir</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/10/11/quando-uno-vuol-rinnovare-un-po/" title="Quando uno vuol rinnovare un po&#8217;..">Quando uno vuol rinnovare un po&#8217;..</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/07/11/page-wiev-cosa/" title="Page Wiev cosa?">Page Wiev cosa?</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/10/06/tu-come-la-vuoi/" title="Tu come la vuoi?">Tu come la vuoi?</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/12/15/quadro-doblio-un-racconto-breve-horror/" title="Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror">Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/07/15/vatican-city-middle-age/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pistole che uccidono e panini che uniscono</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/07/06/pistole-che-uccidono-e-panini-che-uniscono/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/07/06/pistole-che-uccidono-e-panini-che-uniscono/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
		<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[matera]]></category>
		<category><![CDATA[omicidi matera]]></category>
		<category><![CDATA[panino chit è murt]]></category>
		<category><![CDATA[snobismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=683</guid>
		<description><![CDATA[Si torna a sparare, in città. Una pistola fumante la cui brama di vendetta ha causato la morte di due giovani. Sembra l’inizio di uno dei racconti noir che, a volte, mi diletto a scrivere. Sembra, per l’appunto. Perché un duplice omicidio c’è stato, qui a Matera. Perché due famiglie piangono le vite spezzate di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si torna a sparare, in città.<br />
Una pistola fumante la cui brama di vendetta ha causato la morte di due giovani.<br />
Sembra l’inizio di uno dei racconti noir che, a volte, mi diletto a scrivere. Sembra, per l’appunto. Perché un duplice omicidio c’è stato, qui a Matera.<br />
Perché due famiglie piangono le vite spezzate di due ragazzi troppo giovani per morire e troppo grandi per scherzare con il destino.<br />
E mentre la città festeggiava, qualcuno versava lacrime. Ciò che è successo assumerebbe connotati di sprezzante quotidianità, se non fosse Matera il teatro inconsapevole – e manco tanto – di questo avvenimento inserito nelle pagine di cronaca dei giornali e dei siti web locali.<br />
Qualche ripresa al luogo del duplice delitto, una cronaca partecipata ma senza tanta enfasi dei fatti come sono avvenuti, secondo le ricostruzioni di forze dell’ordine e testimoni, piccole biografie di vite che non si consumeranno più (quelle dei due assassinati) o di quella che si consumerà lentamente in carcere (quella dell’assassino, chiunque esso sia).<br />
Sindaco e consiglieri preoccupati per questi sintomi di degrado di cui la città sembra soffrire, senza mai mettersi una mano sulla coscienza e lasciar perdere – almeno per una volta – giochi di potere e poltrona che stanno sbattendo questo patrimonio mondiale nella <em>monnezza</em>, letteralmente.<br />
Il pensiero è per chi è dovuto sopravvivere alla morte di un figlio, nel baccano di un luna park cittadino &#8211; per fortuna temporaneo &#8211; e nel silenzio rispettoso della gente, presa troppo dalla festa e troppo poco dalla civilizzazione al contrario che la città e i suoi cittadini stanno percorrendo.<br />
In pochi lanciano SOS disperati ai materani, troppo intenti – i materani, appunto – a godersi l’ultimo cocktail al chiaro di luna, prima di tornare sotto le lenzuola dell’anonimato.<br />
C’è la giovane scrittrice che, attraverso le pagine del mio quotidiano locale preferito, critica la merda di cavallo sulle strade, le solite bancarelle con la solita mercanzia e il panino alla “<em>chit è murt</em>“, rimasto invece l’unico prodotto sul mercato capace di accomunare l’operaio al libero professionista, lo studente universitario al cassaintegrato con la terza media. L’oggetto da consumo che unisce una città divisa, con i suoi ranghi sociali e i suoi movimenti, i suoi locali e i suoi momenti di incontro. D’altronde, lo snobismo è diventato uno sport abbastanza praticato, in questa città.</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2010/04/08/tra-dire-e-il-fare-ce-di-mezzo-la-politica-del-dare/" title="Tra dire e il fare c&#8217;è di mezzo la politica del dare">Tra dire e il fare c&#8217;è di mezzo la politica del dare</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2010/02/24/il-tarlo-del-2019-nelle-teste-materane/" title="Il tarlo del 2019 nelle teste materane">Il tarlo del 2019 nelle teste materane</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/12/22/la-nota-storta-qualcosa-di-nuovo-nella-tv-materana/" title="La nota storta, qualcosa di nuovo nella tv materana">La nota storta, qualcosa di nuovo nella tv materana</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/08/07/ferie-materane-tra-letture-e-guide-abusive/" title="Ferie materane tra letture e guide abusive">Ferie materane tra letture e guide abusive</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/07/02/diretta-tv-festa-della-bruna/" title="Diretta tv Festa della Bruna">Diretta tv Festa della Bruna</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/07/06/pistole-che-uccidono-e-panini-che-uniscono/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Io ce l&#8217;ho più grande del tuo. Apologia dei grandi eventi</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/06/22/io-ce-lho-piu-grande-del-tuo-apologia-dei-grandi-eventi/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/06/22/io-ce-lho-piu-grande-del-tuo-apologia-dei-grandi-eventi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[cultura matera]]></category>
		<category><![CDATA[grandi eventi matera]]></category>
		<category><![CDATA[turismo matera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=672</guid>
		<description><![CDATA[Mentre a Matera si discute di grandi eventi e finanziamenti che interessano un evento anziché l&#8217;altro, alcuni cittadini si interrogano su cosa sia, effettivamente, un grande evento. Cosa intendiamo quando si parla di grande evento? Una forma di intrattenimento che vede protagonista un artista di fama mondiale? Un evento la cui location ha una valenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Patti Smith - Peace &amp; Noise" src="http://lyrics.smashits.com/artwork/e3/e3302a4984083529b83cd155ff7192df.jpg" alt="Patti Smith - Peace &amp; Noise" width="250" height="229" />Mentre a Matera si discute di grandi eventi e finanziamenti che interessano un evento anziché l&#8217;altro, alcuni cittadini si interrogano su cosa sia, effettivamente, un grande evento.</p>
<p>Cosa intendiamo quando si parla di <strong>grande evento</strong>? Una forma di intrattenimento che vede protagonista un artista di fama mondiale? Un evento la cui location ha una valenza storica e artistica di maggior rilievo rispetto a tanti altri luoghi? Oppure un evento la cui l&#8217;organizzazione comporta una spesa non indifferente per soggetti pubblici e privati? Forse tutte queste caratteristiche fanno di un evento un grande evento. Ma anche no, forse.</p>
<p>Ho una mia idea riguardo i grandi eventi. Penso che, per una città come Matera, assopita dalla e nella sonnolenza perenne di amministratori poco lungimiranti (non si capisce se per un mero limite creativo o per mancanza di dialogo tra le parti), occorra rivedere l&#8217;idea che dei grandi eventi ci si è fatta negli anni.</p>
<p><span id="more-672"></span></p>
<p>Per stabilire cosa sia un grande evento occorre partire dalle <strong>necessità di un territorio come quello materano</strong>. Di cos&#8217;è che abbiamo, fondamentalmente, bisogno qui a Matera per muovere flussi turistici degni delle peculiarità artistiche e storiche che possediamo? Di gente, tanta gente. Persone che animino le piazze del centro, che occupino le strutture ricettive della città, che <strong>consumino la loro vita da turisti nel territorio urbano</strong>, che diventino <strong>testimoni oculari dell&#8217;accoglienza</strong> e del paesaggio e suggeriscano ad altri di vistare la città con i suoi Sassi, magari proprio in occasione di una due giorni dedicata alla letteratura pulp o al concerto di quel famoso gruppo rock.</p>
<p>Alberobello, per esempio, condivide con Matera il fatto di essere uno dei <strong>siti Unesco del Meridione</strong>. Ad Alberobello, però, lo scorso anno organizzatori forse solo più rock dei nostri, hanno pensato bene di ospitare una delle quattro date italiane di una certa Patti Smith, evento che ha richiamato gente da tutto il centro-sud e che andava a inaugurare la terza edizione del festival <em>“Primitivo, la  provincia dei suoni”, </em>promosso e organizzato dalla Provincia di Bari per  la promozione turistica e culturale del territorio provinciale.</p>
<p>Altro esempio: in occasione del <em>Pistoia Blues Festival</em> (occhio alla parola <em>blues</em>), che si aprirà il 14.07.2010, le prime due giornate della manifestazione vedranno salire sul palco band che con il blues hanno poco o nulla a che fare: Anathema, Porcupine Tree e Hammerfall, solo per fare alcuni nomi, sono bands che richiamano appassionati da tutta Italia. Io stesso mi sto facendo in quattro per cercare di essere presente alla prima serata. Raggiungere Pistoia non è che sia tanto semplice (certo, il coefficente di difficoltà è mooolto minore rispetto a quello per Matera).</p>
<p>Allora, diciamocelo chiaro e tondo: <strong>noi materani siamo o snob o ciucci o presuntuosi</strong>. Pensiamo che un Gigi D&#8217;Alessio &#8211; tanto per fare un esempio, quindi non offendetevi &#8211; possa richiamare una massa oceanica di persone. Può anche darsi, ma verrebbe mai un romano a vedere Gigi D&#8217;Alessio a Matera? Magari flotte di altamurani, gravinesi e ginosini si aggiungerebbero a tanti materani. Ma che turismo è se sono i nostri vicini di casa a farci una gradita visita di poche ore, per poi tornare nella vicina Puglia? So che la mia posizione può sembrare impopolare e in effetti lo è. Possono delle sculture attirare persone, esclusivamente interessate a quel tipo di evento culturale, da molto lontano e per consumare il tutto in due-tre ore?</p>
<p>E&#8217; il caso di ripensare ai grandi eventi, magari anche storcendo il naso, se vogliamo campare di turismo. L&#8217;alta cultura non può e non deve essere la soluzione ai nostri mali, ma un piacevole contorno e/o una interessante alternativa. Gli eventi di massa vanno benissimo se attirano persone con residenza almeno oltre la Murgia e oltre l&#8217;appennino lucano, altrimenti siamo punto e a capo.</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2010/02/24/il-tarlo-del-2019-nelle-teste-materane/" title="Il tarlo del 2019 nelle teste materane">Il tarlo del 2019 nelle teste materane</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2008/12/12/matera-su-corriereit/" title="Matera su Corriere.it">Matera su Corriere.it</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/06/22/io-ce-lho-piu-grande-del-tuo-apologia-dei-grandi-eventi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La logica del padrone</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/06/15/la-logica-del-padrone/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/06/15/la-logica-del-padrone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 15:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[logica del padrone]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=666</guid>
		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di spararvi il pippone filosofico, quindi se non ve la sentite, meglio cambiare aria (solo per oggi, eh). Non lo so se si tratta di un’usanza tutta italiana o se sia tutta materana, fatto sta che ogni volta ci si presenta come movimento di qualcosa o associazione di qualcos’altro, l’interlocutore – nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di spararvi il pippone filosofico, quindi se non ve la sentite, meglio cambiare aria (solo per oggi, eh).</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Foto:athinakisdimitris.wordpress.com" src="http://athinakisdimitris.files.wordpress.com/2009/09/burattino.jpg" alt="" width="138" height="185" />Non lo so se si tratta di un’usanza tutta italiana o se sia tutta materana, fatto sta che ogni volta ci si presenta come movimento di qualcosa o associazione di qualcos’altro, l’interlocutore – nella stragrande maggioranza dei casi – chiederà chi ne è il leader e, quindi, il nome della persona a cui rivolgersi per parlare delle varie proposte di collaborazione.<br />
Un po’ come quando qualcuno telefona a casa mia, tua o sua, chiedendo chi si occupa della bolletta del telefono o dell’acquisto dei detersivi.<br />
Un po’ come questo blog (gestito, aggiornato e devastato dallo scrivente).<br />
Se qualcuno vuole avere informazioni dettagliate circa uno dei post presenti sul mio blog, molto probabilmente si rivolgerà al sottoscritto, attraverso un commento o la compilazione del form presente nella pagina Contatti.</p>
<p><span id="more-666"></span>Il blog, quando ospita gli articoli di una sola persona, è la coscienza collettiva delle idee, dei sentimenti, delle conoscenze e delle sensazioni di una persona, magari ampliata da frammenti di coscienze altrui (attraverso i commenti, per esempio). Logico, quindi, pensare al blog come espressione del padrone di una determinata coscienza. Quando, però, il blog è scritto da più mani – come nel caso del blog dell’amico Donato – quella stessa coscienza diviene collettiva in quanto formata da più coscienze e idee, che trovano parecchi punti di incontro ma anche spunti per ribadire le loro diversità.</p>
<p>Il mio punto di vista è questo: siamo stati abituati, chi più e chi meno, a rivendicare la libertà di ogni singola coscienza, a discapito della coscienza collettiva che anima una formazione politica, per esempio. L’esempio del blog è calzante solo se paragoniamo gli articoli scritti da una singola persona alla sua coscienza e la forma di espressione alla sua capacità tecnica di comunicare. Ben vengano, allora, i blog scritti a più mani, soggetti politici e associativi senza leader ma solo portavoce di quelle coscienze collettive che realities e gossip vari stanno pian piano livellando, a immagine e somiglianza di un modello che non crea coscienza critica ma omologazione.</p>
<p>La logica del padrone è subdola. Ti fa credere che ognuno di noi debba avere un qualcuno da riverire e ringraziare per quello che abbiamo o da adulare per quello che vorremmo avere. Fa pensare a chi ti sta di fronte che quello che dici non è frutto della tua coscienza, ma di un deus ex machina che fa e disfa di te quello che gli pare. E’ la logica del cosiddetto italiano medio, costretto a credere – anche a ragione – che per essere liberi occorre essere proprietà intellettuale di qualcuno. La maggior parte di noi è un blog scritto da una sola mano che, spesso, non è manco la nostra.</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2008/11/19/alla-fine-ho-ceduto/" title="Alla fine ho ceduto">Alla fine ho ceduto</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/06/15/la-logica-del-padrone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apriamo la bocca, non solo ai blogger</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/05/30/apriamo-la-bocca-non-solo-ai-blogger/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/05/30/apriamo-la-bocca-non-solo-ai-blogger/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 May 2010 17:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[apriamo la bocca ai blogger]]></category>
		<category><![CDATA[blog beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[pay per read]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=650</guid>
		<description><![CDATA[Beppe Grillo sta sulle scatole a molti, è indubbio. I motivi di tale astio nei confronti del comico genovese sono i più disparati e variano a seconda della corrente partitica e/o ideologica da cui provengono i commenti negativi legati alla sua figura e al movimento di cui lo stesso Grillo si è fatto promotore, ossia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 242px"><img style="border: 2px solid black; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Apriamo la bocca ai blogger" src="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/copertina-messora.jpg" alt="Apriamo la bocca ai blogger" width="232" height="141" /><p class="wp-caption-text">(Foto: beppegrillo.it)</p></div>
<p>Beppe Grillo sta sulle scatole a molti, è indubbio. I motivi di tale astio nei confronti del comico genovese sono i più disparati e variano a seconda della corrente partitica e/o ideologica da cui provengono i commenti negativi legati alla sua figura e al movimento di cui lo stesso Grillo si è fatto promotore, ossia il moVimento 5 Stelle.<br />
E’ altresì indubbio, comunque, che la lotta per un’informazione libera e indipendente di cui il blog dello stesso Grillo &#8211; assieme a poche altre grandi entità on line e su carta – si fa portavoce, susciti in migliaia di persone un fascino tale da far confluire nel nel moVimento 5 Stelle individualità di diversa estrazione sociale e ideologica.<br />
In un periodo in cui <strong>venti sinistri di censura</strong>, celati da una ingiustificata necessità di razionalizzare le intercettazioni – con tutto ciò che ne potrebbe conseguire per l’informazione – il blog di Beppe Grillo avvia una campagna per l’informazione libera.</p>
<p><span id="more-650"></span>Nel post che presenta l’iniziativa <a title="Apriamo la bocca ai blogger" href="http://www.beppegrillo.it/2010/05/apriamo_la_bocca_ai_blogger/index.html" target="_blank">Apriamo la bocca ai blogger</a>, viene riassunto quello che è un vero e proprio incontro tra la domanda e l’offerta di informazione:</p>
<blockquote><p>Il meccanismo è semplice. I <strong>lettori del blog propongono l&#8217;inchiesta desiderata</strong> in un commento al post. La più votata, attraverso la funzione &#8220;vota il commento&#8221;, sarà valutata economicamente da un giornalista/blogger freelance. Il <strong>costo verrà coperto da microdonazioni direttamente al blogger</strong>, fino al raggiungimento della cifra richiesta. L&#8217;inchiesta sarà in seguito pubblicata su questo blog e replicabile ovunque in Rete con licenza Creative Commons.</p></blockquote>
<p>L’iniziativa mi pare valida per alcuni semplici motivi. Il mondo dell’editoria internazionale sta conoscendo una crisi per cui anche testate storiche come <em>Le Monde</em> rischiano di chiudere baracca. L’eventualità, quindi, che <strong>molti editori entrino prima del previsto nella cosiddetta “era del pay per read”</strong> duro e puro – chi disporrà di denaro sarà in grado di scegliere la qualità e la quantità delle informazioni che si intendono acquisire &#8211; è quanto mai attuale.<br />
Proiettando il tutto nella realtà dell’informazione italiana, già duramente provata da un <strong>appiattimento preoccupante di giornali e tv</strong> e da un ddl che intende imbavagliare l’editoria nazionale, risulta evidente come fonti di informazione libere (giornalisti e blogger free lance, siti di informazione non legati a grandi gruppi editoriali) che non dispongono di somme sufficienti per coprire i costi pure onerosi di inchieste approfondite e veritiere, verrebbero penalizzate, sfavorendo anche i cittadini/lettori che non potrebbero contare su informazioni e inchieste approfondite, ma sempre legate alle logiche e ai dettami di questo o quel grande gruppo editoriale.</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/01/04/24/" title="Pensieri sul tazzone">Pensieri sul tazzone</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/07/10/campioni-del-mondo-criiibbioooo/" title="Campioni del mondo, criiibbioooo!">Campioni del mondo, criiibbioooo!</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/09/28/free-burma/" title="Free Burma">Free Burma</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/01/28/blog-vs-forum-dite-la-vostra/" title="Blog VS Forum: dici la tua!">Blog VS Forum: dici la tua!</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/08/07/ferie-materane-tra-letture-e-guide-abusive/" title="Ferie materane tra letture e guide abusive">Ferie materane tra letture e guide abusive</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/05/30/apriamo-la-bocca-non-solo-ai-blogger/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Io non faccio l&#8217;amore con il sapore</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/05/26/io-non-faccio-lamore-con-il-sapore/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/05/26/io-non-faccio-lamore-con-il-sapore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[contest blusubianco]]></category>
		<category><![CDATA[giusi marchetta]]></category>
		<category><![CDATA[racconti brevi]]></category>
		<category><![CDATA[racconti carlo magni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=646</guid>
		<description><![CDATA[La scorsa settimana ho partecipato, per la prima volta, al contest letterario BluSuBianco (organizzato dalla Muller, l&#8217;azienda produttrice del cremoso e gustoso yogurt, in collaborazione con la Scuola Holden). Il contest prevede lo sviluppo di un racconto da un incipit della giovane scrittrice Giusi Marchetta. Beccatevi il mio Cibo per gatti: E’ il suo segreto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana ho partecipato, per la prima volta, al contest letterario <a rel="nofollow" href="http://www.blusubianco.it/blusubianco.aspx" target="_blank">BluSuBianco</a> (organizzato dalla Muller, l&#8217;azienda produttrice del cremoso e gustoso yogurt, in collaborazione con la Scuola Holden). Il contest prevede lo sviluppo di un racconto da un incipit della giovane scrittrice Giusi Marchetta.</p>
<p>Beccatevi il mio <em>Cibo per gatti</em>:</p>
<blockquote><p><em>E’ il suo segreto, questa forma di terapia.<br />
Alle cinque, quando ha finito, non vede l’ora di tornare a casa, di togliersi le scarpe e di mettersi in poltrona.<br />
Di solito ha un giornale e una bibita già pronti sul tavolino perché a Paola piace coccolarlo.<br />
Lui beve, legge, si riposa, poi va a fumare una sigaretta sul balcone e aspetta.<br />
Verso le sei e mezzo spunta il gatto sul terrazzo di fronte.<br />
E’ un persiano bianco, di quelli di razza.<br />
Si guarda intorno, poi con un salto raggiunge il cornicione più in basso e fa quella cosa.*</em></p>
<p>Enrico resta impassibile. Dovrebbe turbarlo, quella cosa.<br />
La cosa.<br />
Sa di avere un legame con il felino impudente, ormai. L’animale, dal canto suo, capisce che gli occhi che lo scrutano ogni giorno non sono di un predatore, ma di una bestia più grossa e molto meno agile di lui. Il micio, però, si sente sicuro, sulla inarrivabile altezza del cornicione. Sicuro e appagato delle laute cene che la bestia grande, grossa e lontana gli ha concesso una volta e per chissà quanti altri giorni ancora.<br />
Il gatto lo sa che quello è un regalo di Enrico. Ne sente l’odore e non può fare a meno di guardarlo mentre si lecca quei baffi ingordi e soddisfatti. L’uomo, dal canto suo, continua a osservare il gatto e quando l’animale svanisce fra le tegole rosse dei tetti di fronte, può rientrare a casa, soddisfatto di aver cibato il regno animale anche questa volta.<br />
Enrico lo sa, comunque, che la terapia deve continuare. Si sente più buono quando sfama cani e gatti randagi, quando dà da mangiare alle papere del parco e quando elargisce cibo ai piccioni della piazzetta sotto casa, pur di non vedersi trasformare il suo balcone in un merdaio a pois. D’altronde, la realtà che lo circonda è piena di cibo da preparare e cucinare per i suoi amici animali. Proprio come Paola fa per lui.<br />
Dolce Paola.<br />
Premurosa Paola.<br />
E’ l’unica persona che non merita di finire nelle ciotole dei suoi amici, Enrico lo sa. Per questo motivo, puro e semplice, esce di casa ogni volta che sente la necessità di dare da mangiare ai suoi animali.<br />
E’ il suo segreto, la sua terapia vincente contro la brutta realtà che lo circonda. Il gatto bianco del terrazzo di fronte l’ha capito e condivide con lui questo segreto.<br />
Che animale intelligente, quel persiano.<br />
Mangia a poco a poco il cibo che Enrico gli ha gentilmente offerto. Non importa che l’odore di quel ben di dio sotto forma di carne sia identico a quello del suo padrone, tanto sono cinque giorni che non si fa vivo e il suo nuovo amico è lì, a sincerarsi che lui mangi tutto il cibo a disposizione.<br />
Per averne ancora. E ancora.<br />
Proprio come le papere del parco o i piccioni della piazzetta o i cani e i gatti randagi del quartiere.<br />
E’ una terapia. E funziona.</p></blockquote>
<p><em>*Incipit di Giusi Marchetta</em></p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/12/15/quadro-doblio-un-racconto-breve-horror/" title="Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror">Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/09/25/ultimo-round-alla-prese-con-il-chinotto/" title="Ultimo Round alla prese con il chinotto">Ultimo Round alla prese con il chinotto</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/08/29/un-taglio-netto/" title="Un taglio netto">Un taglio netto</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/05/28/non-e-stato-un-martedi-qualunque/" title="Non è stato &#8220;Un martedi qualunque&#8221;">Non è stato &#8220;Un martedi qualunque&#8221;</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/12/03/il-cielo-in-un-barattolo/" title="Il cielo in un barattolo">Il cielo in un barattolo</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/05/26/io-non-faccio-lamore-con-il-sapore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Follow the tears, Ronnie James</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/05/17/follow-the-tears-ronnie-james/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/05/17/follow-the-tears-ronnie-james/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[dio metal]]></category>
		<category><![CDATA[morte ronnie james dio]]></category>
		<category><![CDATA[musica metal]]></category>
		<category><![CDATA[ronnie james dio black sabbath]]></category>
		<category><![CDATA[ronnie james dio rainbow]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=641</guid>
		<description><![CDATA[Quando la morte decide di dare il cinque a un&#8217;icona del metal mondiale, tu metallaro inside vieni sorpreso dalla notizia della sua morte e per alcuni attimi senti la mancanza di una certezza che, fino a qualche mese prima, si materializzava sui palchi di mezzo mondo. Quando poi questa icona si chiama Ronnie James Dio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Ronnie James Dio still live" src="http://powerlinead.files.wordpress.com/2009/11/ronniediophoto.jpg" alt="" width="179" height="238" />Quando la morte decide di dare il cinque a un&#8217;icona del metal mondiale, tu metallaro <em>inside</em> vieni sorpreso dalla notizia della sua morte e per alcuni attimi senti la mancanza di una certezza che, fino a qualche mese prima, si materializzava sui palchi di mezzo mondo. Quando poi questa icona si chiama Ronnie James Dio, allora capisci che il crepuscolo degli dei è pressoché completato. Il vuoto che la morte di Ronnie James lascia nel cuore di ogni metallaro e rocker di questo mondo è pari alla felicità nel pensare che, nonostante tutto, la sua arte continuerà a deliziare noi che lo abbiamo apprezzato fino all&#8217;ultimo giorno della sua vita.</p>
<p><span id="more-641"></span>Ma chi è stato Ronnie James Dio e perché mai nome d&#8217;arte, che lo rende riconoscibile alle numerose e metalliche legioni del rock, fu più appropriato per un cantante che ha vissuto una vita per la musica, venendo ricambiato con folle oceaniche, vendite superlative di album dei gruppi nei quali ha militato durante la sua carriera, e osannato per la sua fantastica voce e la sua? Cercate, cercate sul web la storia di Ronnie James; visitate i più importanti siti metal d&#8217;Italia e del mondo intero: troverete non uno, ma una miriade di articoli dedicati alla memoria della versione rock di quel Dio che Ronnie James impersonificava, con la sensibilità e la disponibilità che lo hanno reso una rock star lontana dagli atteggiamenti da vip e dai capricci dei suoi &#8220;colleghi&#8221; più giovani, oltre alle numerosissime e sentite attestazioni di stima da parte di tanti artisti che di pane e metal vivono.</p>
<p>Volete conoscere l&#8217;arte della persona che ieri ha lasciato un popolo, quello metallaro, con un pezzo di cuore in meno? Beccatevi questo video, alzate il volume, mignoli e indici puntati verso l&#8217;alto: il giusto tributo del tuo popolo, Ronnie.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.luachanblog.com/2010/05/17/follow-the-tears-ronnie-james/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>P.S. <em>Follow The Tears</em> è il titolo di una delle canzoni presenti nell&#8217;album <em>The Devil You Know</em> degli Heaven And Hell (ossia gli ex Black Sabbath nella formazione che ha dato vita a uno degli album più belli della storia del metal: Heaven and Hell, appunto)</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/11/04/battere-un-calcio-dangolo-a-matera-e-semplice/" title="Battere un calcio d&#8217;angolo a Matera è semplice">Battere un calcio d&#8217;angolo a Matera è semplice</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/10/23/united-we-stand-la-prima-graphic-net-novel-italiana/" title="United We Stand, la prima graphic (net) novel italiana">United We Stand, la prima graphic (net) novel italiana</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/08/24/il-cliente-non-ha-sempre-ragione/" title="Il cliente non ha sempre ragione">Il cliente non ha sempre ragione</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/10/16/amaze-gioco-evento-della-citta-di-matera/" title="A|Maze &#8211; Gioco evento della città di Matera">A|Maze &#8211; Gioco evento della città di Matera</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/10/24/avi-sconosciuti-e-parcheggi-indesiderati/" title="Avi sconosciuti e parcheggi indesiderati">Avi sconosciuti e parcheggi indesiderati</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/05/17/follow-the-tears-ronnie-james/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ipazia,  l&#8217;agorà e la libertà di pensiero</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/05/12/ipazia-lagora-e-la-liberta-di-pensiero/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/05/12/ipazia-lagora-e-la-liberta-di-pensiero/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 15:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni varie]]></category>
		<category><![CDATA[agora]]></category>
		<category><![CDATA[alessandria d'egitto]]></category>
		<category><![CDATA[ipazia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[martire pagana]]></category>
		<category><![CDATA[rachel weisz]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=635</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sera, finalmente, sono riuscito a vedere Agorà, il film spagnolo giunto nelle sale cinematografiche italiane con circa un anno di ritardo. Ritardo dovuto non si sa ancora bene a cosa: alcuni sostengono per via dell&#8217;ingerenza della Chiesa cattolica, altri per gli esosi costi di distribuzione richiesti dalla produzione. Il film ruota attorno alla figura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 184px"><img style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="agora_film" src="http://www.onecinema.it/wp-content/onecinema.it_uploads/gallery/20-04-2010_12-22-32/c447b6ba134e2e29cededb3d66789115.jpg" alt="" width="174" height="248" /><p class="wp-caption-text">Foto: onecinema.it</p></div>
<p>Ieri sera, finalmente, sono riuscito a vedere <strong>Agorà</strong>, il film spagnolo giunto nelle sale cinematografiche italiane con circa un anno di ritardo. Ritardo dovuto non si sa ancora bene a cosa: alcuni sostengono per via dell&#8217;ingerenza della Chiesa cattolica, altri per gli esosi costi di distribuzione richiesti dalla produzione.</p>
<p>Il film ruota attorno alla figura della <strong>filosofa Ipazia</strong>, considerata la prima <strong>martire  laica del pensiero scientifico</strong> e vittima del fondamentalismo religioso, e narra le vicende che portano &#8211; nella antica Alessandria d&#8217;Egitto &#8211; a un conflitto fra la comunità cristiana, fino a poco tempo prima perseguitata,  e quella pagana, che passa da carnefice a vittima. Vi risparmio nozioni di storia e riassunti delle vicende che hanno visto protagonista Ipazia, dato che sul web c&#8217;è un bel po&#8217; di roba e di libri sulla filosofa-scienziata-matematica alessandrina non mancano.</p>
<p><span id="more-635"></span>Il film colpisce al cuore e nella coscienza di credenti e non credenti, risaltando la cinicità e i giochi di interesse politico messi in atto dai rappresentanti del clero e dell&#8217;impero romano di quel periodo in quella città, considerata all&#8217;epoca la nuova culla della civiltà ellenistica. In questi giochi di potere, attraverso cui popoli e credenze vengono strumentalizzati per gli interessi di pochi &#8211; clero e politici &#8211; un ruolo fondamentale lo gioca una donna, Ipazia appunto, che nonstante il periodo e la chiusura di certi ambienti a figure femminili, viene considerata al pari di un uomo (anche di più) per la sua sapienza e le conoscenze acquisite grazie alle continue ricerche scientifiche.</p>
<p>Ora, una domanda rode la mia mente: voi, a scuola, avete mai sentito parlare di Ipazia? Io no. In tv avete sentito parlare di Agorà? Io una volta, sulla RAI. Ma qui la mancanza è mia, dato che accendo la televisione solo per i film di terza serata, eheheh. Ammesso e non concesso che la distribuzione del film sia stata &#8220;ostacolata&#8221; da non meglio specificate forze del male, <strong>Ipazia mi ha colpito per la tremenda attualità che mostra la sua figura e la sua vicenda</strong>. Non tanto per la condizione di donna emancipata e libera di cui Ipazia godeva, quanto per la sua <strong>ricerca estenuante della verità</strong>, sola in mezzo a tanti uomini che ne ammiravano la sapienza, un po&#8217; gelosi e un po&#8217; invidiosi al tempo stesso. Attuale è la sua posizione intermedia tra due grandi poteri, quasi a rappresentare l&#8217;impossibilità della scienza di competere con politica e religione, facendo la sua parte in nome della libertà e del sapere. Quella stessa posizione intermedia, la scienza odierna la condivide con la satira e con l&#8217;informazione.</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2008/12/10/se-ne-accorge-anche-il-pulitzer/" title="Se ne accorge anche il Pulitzer&#8230;">Se ne accorge anche il Pulitzer&#8230;</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/09/22/scoperte/" title="Scoperte">Scoperte</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/10/22/linux-day-2007/" title="Linux Day 2007">Linux Day 2007</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2008/11/19/alla-fine-ho-ceduto/" title="Alla fine ho ceduto">Alla fine ho ceduto</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/04/26/santinilucaninet-raccolta-di-santini-elettorali-e-non-solo/" title="Santinilucani.net: raccolta di santini elettorali&#8230; e non solo">Santinilucani.net: raccolta di santini elettorali&#8230; e non solo</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/05/12/ipazia-lagora-e-la-liberta-di-pensiero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Nota Storta del web</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/03/11/la-nota-storta-del-web/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/03/11/la-nota-storta-del-web/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici di bits]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Magni per Wake Up]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[avvenimenti e fatti matera]]></category>
		<category><![CDATA[nota storta matera]]></category>
		<category><![CDATA[programma blogger]]></category>
		<category><![CDATA[programma streaming matera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=625</guid>
		<description><![CDATA[Nel periodo in cui fonti interne il New York Times parlano di un imminente annuncio, da parte del quotidiano americano, dell’introduzione di news a pagamento sul proprio sito, viene spontaneo domandarsi quanto spazio possano ritagliarsi idee e i progetti che partono dal basso, con budgets modesti, per creare interessanti contenuti, gratuitamente disponibili in rete. Ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo in cui fonti interne il New York Times parlano di un imminente annuncio, da parte del quotidiano americano, dell’introduzione di news a pagamento sul proprio sito, viene spontaneo domandarsi quanto spazio possano ritagliarsi idee e i progetti che partono dal basso, con budgets modesti, per creare interessanti contenuti, gratuitamente disponibili in rete. Ne parliamo con Donato Mola, un blogger materano che – in collaborazione con una società di produzioni multimediali e un blogger fuorisede &#8211; conduce “La Nota Storta”, un programma in onda esclusivamente sul web e focalizzato su fatti e avvenimenti locali.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quando e come è nata l’idea di creare un programma come La Nota Storta?</strong></p>
<p>L&#8217;idea non è altro che l&#8217;evoluzione naturale di un blog urbano (www.hyperbros.com) che negli ultimi anni ha visto crescere col numero dei visitatori, anche la qualità dei commenti che vi arrivavano. E&#8217; cresciuta anche l&#8217;internet, la rete di relazioni con altri che in rete propongono dei contenuti interessanti e dunque abbiamo messo insieme le forze per colmare un vuoto. Quello di una “piazza” che a Matera ha perso di recente la funzione primaria dell&#8217;incontro. Con <em>La Nota</em><em> Storta</em> proviamo a rimettere in circolo alcune idee, opinioni e fatti, valorizzando i testimoni e i protagonisti della vita pubblica, per il momento materana (ma il progetto prevede di allargare l&#8217;interesse alla regione). Lo scopo è quello di portare avanti la ricerca dell&#8217;identità perduta, o forse solo dimenticata, del nostro territorio.</p>
<p><strong>Il vostro team è variegato: un blogger materano stanziale, un blogger materano fuorisede, un giornalista e un’azienda che si occupa di produzioni multimediali. Come siete riusciti a far incontrare le vostre idee?</strong></p>
<p>E&#8217; stato possibile grazie alla frequentazione quotidiana e al confronto sui vari temi che i nostri rispettivi blog o testate giornalistiche hanno fatto scaturire. Ma non è solo una questione di contenuti, pure importante. Molto forte è l&#8217;elemento “stilistico” che ci accomuna. Ci piace l&#8217;ironia e il taglio leggero che diamo ai nostri contenuti.</p>
<p><span id="more-625"></span><strong>Pensi che il tipo di format de “La Nota Storta” sia trasferibile in contesti metropolitani o sia più efficace in realtà come la provincia italiana?</strong></p>
<p>Mi piace descrivere <em>La  Nota Storta</em> come un prodotto di “artigianato digitale”, nel solco delle più gloriose imprese della tradizione di provincia, dove ogni cosa è fatta “a mano”, curata in maniera certosina e senza lasciare spazio all&#8217;improvvisazione (certo è un modo di dire perché c&#8217;è anche l&#8217;elemento dell&#8217;imprevedibilità in scaletta, ossia gli interventi in chat dei nostri visitatori).</p>
<p>Per venire quindi alla domanda, penso che il format sia replicabile. <em>La Nota</em><em> Storta</em> nasce come un esperimento che, in prospettiva, vorrei che avesse uno sviluppo maggiore, sino a diventare una rubrica nell&#8217;ambito di un vero e proprio palinsesto web: l’intento è quello e chi non lo ha capito, per parafrasare Negroponte, riferendosi a quei paesi che continuano a investire in telefonini e televisione, “è un paese destinato a morire”. Noi crediamo nella convergenza: basta vedere gli ultimi passi di YouTube o della Sony. Ancora una volta, l&#8217;Italia dimostra &#8211; con tante altre piccole realtà come la nostra &#8211; di avere il suo punto di forza nel tessuto della micro impresa e dell&#8217;artigianato riattualizzato in chiave digitale.</p>
<p><strong>Essendo nata nel web e per il web, La Nota Storta ingloba diverse qualità che rendono i suoi contenuti “open source”, nel senso che tutti possono – gratuitamente – vedere ogni singola puntata del programma e intervenire in diretta: quanto è coraggiosa una scelta simile per un editore interessato ad acquistare un format come questo, in un periodo in cui la discussione sulla gratuità dei contenuti online si sta orientando verso una soluzione “premium”?</strong></p>
<p>Bella domanda, a cui non è facile rispondere con sicurezza. Siamo ancora in un momento di sperimentazione. Sono convinto che l&#8217;open source sia uno strumento utile anche per fare business.</p>
<p>Lavoro in un&#8217;azienda che utilizza l&#8217;open source per offrire servizi e contenuti ai propri clienti. Con il team de <em>La Nota Storta</em> stiamo ultimando un piano di sponsorizzazione per coprire i costi del nostro lavoro. Se allarghiamo il discorso all&#8217;editoria, sia quella dei grandi gruppi italiani che quella delle piccole case editrici che vengono dall’informazione tradizionale (televisiva e cartacea),  è facile accorgersi come essa risulti, in genere, inadeguata al compito che è chiamata a svolgere. Molti gruppi editoriali mancano di apertura mentale, onestà intellettuale, sono analfabeti in tema di tecnologie, leggono e parlano poco, guardano troppa tv, si gingillano troppo con i telefonini per accorgersi che dovrebbero farsi da parte e lasciare spazio a persone e idee non nuove, ma diverse dalle loro. Il concetto di “premium” deriva da quella cultura del “nulla imbellettato” che ci hanno propinato fino ad ora. Ogni contenuto deve essere sì “premium”, ma aperto e libero a tutti. Invece si continua, nella maggior parte dei casi, a produrre razzumaglia televisiva e cartacea per “costringere” l&#8217;utente a pagare per “i contenuti migliori”. Questa deriva fa arrabbiare tante persone, non solo il sottoscritto. Ma ancora una volta la risposta non tarderà ad arrivare. Ormai gli strumenti sono a disposizione di chiunque. Quindi è più facile produrre e diffondere contenuti. Le menti e le idee che abbiamo a disposizione in Italia, la nostra antichissima cultura e la nostra storia giocheranno un ruolo sempre più importante adesso che non abbiamo più bisogno del supporto dei grandi gruppi editoriali per mostrare agli altri utenti cosa siamo in grado di fare. E&#8217; questa la novità. Ed è per questo che in tanti temono la rete e cercano, più o meno subdolamente, di limitarne la diffusione. Questo gioco perverso, comunque, è destinato a terminare poiché la gente inizia ad accorgersi che in futuro non saremo in grado di ricordare nessuno dei nomi degli attuali editori.</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/11/24/matera-01-alpha/" title="Matera 0.1 (alpha)">Matera 0.1 (alpha)</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/01/11/28/" title="Penso dunque muoio">Penso dunque muoio</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/05/12/live-from-barcamp/" title="Live from BarCamp">Live from BarCamp</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/05/19/valori-di-una-rete-sociale-in-provincia/" title="Valori di una rete sociale in provincia">Valori di una rete sociale in provincia</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/09/19/visioni-urbane-atto-ii/" title="Visioni Urbane atto II">Visioni Urbane atto II</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/03/11/la-nota-storta-del-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Costantino Dilillo, autore di &#8220;Un greto di ciottoli&#8221;</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2010/03/11/intervista-a-costantino-dilillo-autore-di-un-greto-di-ciottoli/</link>
		<comments>http://www.luachanblog.com/2010/03/11/intervista-a-costantino-dilillo-autore-di-un-greto-di-ciottoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici di bits]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Magni per Wake Up]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni varie]]></category>
		<category><![CDATA[costantino dilillo]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libri matera]]></category>
		<category><![CDATA[recensione un greto di ciottoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luachanblog.com/?p=622</guid>
		<description><![CDATA[“Un greto di ciottoli”, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo, puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Un greto di ciottoli”</strong><strong>, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo,</strong><strong> </strong>puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.</p>
<p>La trama ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti. Ne parliamo con l’autore</p>
<p><strong>Pur se tinto di atmosfere piacevolmente retrò, “Un greto di ciottoli” affronta tematiche molto attuali. Da dove hai tratto l’ispirazione per scrivere questa storia?</strong></p>
<p>Dalla realtà, dalla vita quotidiana, dalla cronaca. Le “storie” sono le rappresentazioni della realtà nella mente. Penso che il raccontare sia di per sé “ricerca”; ricerca di nessi, di concatenazioni fra gli eventi, di cause e di effetti. Il racconto giallo, poi è la ricerca per antonomasia, è ricostruzione, è cercare le ragioni dei fatti. Leonardo Sciascia diceva che gli scrittori sono degli sbirri mancati, sembra una provocazione ma aveva ragione, il processo della conoscenza e il raccontare si svolgono proprio come un’indagine. Questa è la scommessa “teorica” da cui è partito il mio romanzo giallo in cui a quella che Gadda chiamava la “ricostruzione del passato” si affianca lo scavo della natura umana, delle passioni che portano a delinquere. Il crimine non è appannaggio dei “professionisti” iscritti all’albo ma si presenta come sfondo sociale; piccoli abusi, la cresta, la mancia, il regalino, “il caffè”, la seconda attività in nero &#8211; che criminologicamente invece si chiama frode &#8211; corruzione, concussione, comparaggio, truffa sono appunto come lo sfondo della vita reale di ogni giorno, una serie di piccole attività devianti che non richiamano il conclamato delitto e rispetto alle quali si è rinunciato allo “scandalo”, in una sorta di tolleranza che in realtà è assuefazione.</p>
<p><span id="more-622"></span><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Il personaggio principale del romanzo, Pasquale Scanzano, veste i panni laceri di un eroe disilluso, con la fame di verità dettata non solo dal denaro che percepisce per indagare sui casi che gli vengono assegnati, ma anche – soprattutto, forse – dal desiderio di estirpare almeno un po’ delle tante ingiustizie quotidiane, comuni e non comuni. Chi o cosa potrebbe essere Pasquale Scanzano, nella vita reale?</strong></p>
<p>Be’, opponendosi alle prepotenze, di questi tempi potrebbe essere additato come un pericoloso giustizialista di quelli che una volta non hanno pagato il biglietto nel tram e quindi non si devono permettere di fare la morale ai grassatori abituali. Nel romanzo c’è davvero l’episodio di Scanzano che viaggia in autobus senza biglietto e un vecchio lo guarda male, tanto che Pasquale si sente a disagio e chiede di comprare un biglietto a bordo. La mitologia ha sempre personificato nelle figure degli eroi la sete di giustizia che anima gli oppressi di ogni epoca: Nembo Kid, Zorro, Gesù, Spartacus, Robin Hood, “eroi senza macchia e senza paura” le cui gesta, tramandate di generazione in generazione, hanno contribuito a tenere alta la speranza di poter vivere tempi migliori in un mondo che non si ha la forza di cambiare. Ma gli eroi individualisti sono simboli per la mitologia e per i romanzi; nella vita reale mi auspico un eroismo collettivo, che ci siano sempre più vecchietti che rimproverano Scanzano di non aver acquistato il biglietto, anziché cercare di non pagarlo a propria volta, e sempre più persone che, come Scanzano nel romanzo, si vergognano dell’abuso e vi pongono riparo. Scanzano nella vita reale potrebbe essere la società civile, l’opinione pubblica informata, saggia, vigile e gelosa delle regole della convivenza.</p>
<p>Scanzano è disilluso perché invece vede che la gente chiamata a decidere, da millenni continua a scegliere Barabba.</p>
<p><strong>In “Un greto di ciottoli” le donne, come in ogni giallo che si rispetti, rivestono ruoli fondamentali, negativa o positiva che sia la loro influenza sulla storia. L’unico che non si lascia distrarre dai sentimenti sembra proprio Scanzano: c’è un disegno preciso, dietro questa decisione?</strong></p>
<p>Scanzano adora Lucrezia, questa è la verità, ama profondamente le sue ricette e non è geloso che ella viva con Francuccio. Le altre donne in fondo hanno in questo romanzo il ruolo classico della letteratura poliziesca, la inquietante committente, la badante, la splendida tisaniera. La figura di donna descritta con maggior sentimento forse è quella che compare solo in un racconto del passato, fra una pietanza e l’altra, avvolta in una intensa nostalgia.</p>
<p><strong>Il tuo romanzo sembra essere un omaggio a un’intera città e alla varia umanità che la abita. Quanto dei luoghi descritti all’interno del romanzo c’è in Costantino Dilillo?</strong></p>
<p>Tutto. Non sono nato a Matera, ci venni a vivere da Irsina nel ’67 e ho avuto tuttavia la ventura di risiedere in zone diversissime della città, a Borgo Venusio sino al 1970 e poi nel centro cittadino, per cui ho avuto modo di “sentire” le diverse anime di questa complessa cittadina, frequentando ambienti tra i più diversi. Questa conoscenza ampia e trasversale degli ambienti cittadini mi ha molto aiutato nelle descrizioni e l’omaggio a una realtà complessa come quella di Matera è profondo e sincero. Una città non è solo le sue mura.</p>
<p><strong>Attualmente stai lavorando a un nuovo romanzo o intendi continuare a creare storie che si adattino al personaggio Pasquale Scanzano?</strong></p>
<p>Scrivo sempre. Appunti, annotazioni, descrizioni che se non annotate subito vanno perdute nei palinsesti della mente. Scrivo racconti per una nuova antologia che sarà completa fra qualche tempo. Pasquale Scanzano sta lavorando a una nuova ricerca; quando l’avrà completata, me la racconterà a modo suo e io forse la scriverò.</p>
<p><strong>Un greto di ciottoli</strong><br />
di Costantino Dilillo<br />
140 pagine<br />
Euro 9,00<br />
BMG Editrice</p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2010/01/06/un-greto-di-ciottoli-che-tinge-di-giallo-matera/" title="Un greto di ciottoli che tinge di giallo Matera">Un greto di ciottoli che tinge di giallo Matera</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luachanblog.com/2010/03/11/intervista-a-costantino-dilillo-autore-di-un-greto-di-ciottoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
