Per internet più accessibile (in tutti i sensi)
Se internet fosse paragonata a un telecomando con pochi, fondamentali bottoni per la visione della tv si griderebbe allo scandalo o potrebbe essere la via d’accesso al mondo del web per quelle persone che dichiarano di percepire la rete come uno strumento inutile, nelle loro vite?
E’ la riflessione che ho fatto, con conseguenti voli pindarici di marketing, dopo aver letto un articolo di Roberto Venturini su Apogeonline (il link lo trovate alla fine del post). In particolare, riporto alcuni passaggi che mi sembrano fondamentali per avviare un ragionamento su come e quanto internet possa essere plasmata per attirare anche i più scettici (anziani, nella maggior parte dei casi):
Come ho già scritto più volte, il fatto che in Italia sia più o meno il 50% della popolazione ad usare Internet va interpretato; per capire se sia un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Certo, all’estero sono di più (non ovunque), ma il nostro è un paese di anziani e anche un po’ vecchio di testa. Se poi andiamo a spaccare questo macrodato che dice tutto e dice niente, si vede chiaramente come il digital divide esista, come in parte sia geografico (le penetrazioni a Milano e a Roccaraso non sono certamente comparabili), ma sia soprattuto di testa. Insomma uno scenario variegato.
Aggiungiamo a questo un altro dato. Secondo l’Osservatorio Italia Digitale 2.0 di Confindustria il 73% della popolazione che non possiede un personal computer ritiene inutile dotarsi dei servizi della rete e di un collegamento a banda larga. Internet. Inutile.
Ora è ovvio a chiunque di noi quanto Internet sia invece utilissimo per qualsiasi cosa uno debba o voglia fare.
L’articolo è interessante, a parere mio, poiché nella discussione che ne segue si accenna – spesso indirettamente e con esempi pratici – al web design e alla mole di informazioni reperibili sul web, all’usabilità dei siti internet e al digital divide.
Personalmente, mi convinco sempre di più che a essere rese “stupide” e semplici debbano essere le interfacce e non i contenuti, perché occorre facilitare l’uso di uno strumento che è nato da geeks e programmatori ma vuole presentarsi a tutti, con una veste molto meno formale. Fra i commenti che seguono l’articolo ce n’è uno in particolare nel quale viene fatta una riflessione che può sembrare provocatoria ma che riassume il pensiero di una internet meno dispersiva, più usabile e usata.
Link all’articolo di Roberto Venturini su Apogeonline
Ah, i voli pindarici a cui accennavo prima riguardavano una di quelle idee malsane che balzano in testa mentre si legge qualcosa di interessante: un internet provider dedicato agli over 60 che intendono navigare ma non sanno da dove partire. Fornitura a basso costo di una connessione, un laptot dai servizi essenziali, un sito web semplicissimo e una guida on e off line che accompagna – passo dopo passo – l’utente nei meandri del web, con annessa un’applicazione in grado di semplificare i contenuti di qualsiasi sito web.
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Per chi non lo sapesse, prima di Messenger e ancora prima di Facebook e social network vari, uno dei pochi modi di conoscere gente e comunicare con il mondo intero era il protocollo di rete IRC. Per dirla in soldoni, la prima chat esistente sul web. Ma come connettersi a questo fantastico mondo, fatto di schermate nere e nick fantasiosi (è solo con l’avvento di Facebook, infatti, che le persone hanno iniziato a usare i propri nomi anziché pseudonimi per farsi conoscere nella rete)? Semplice: bastava scaricare un programma (più esattamente, un client) per IRC. Il più famoso e più semplice da usare era, verso la fine degli anni ‘90, il mIRC. Evito di raccontarvi la storia di quella che viene considerata una delle dieci applicazioni più scaricate, da quando internet esiste, visto che ci sono migliaia di pagine dedicate a questo client.
Voglio venire incontro a tutti voi che giungete sul mio blog cercando su Google la combinazione di keywords “cedolino asl 4 matera”.
La procedura è semplicissima: digitate l’indirizzo https://intranet.aslmt4.it/, inserite nome utente e password. A questo punto, accederete in una pagina contenente testo informatio a sinistra e un box, in alto a destra, contenente alcuni vostri dati (cognome e nome, nome utente, codice fiscale e matricola personale) oltre al campo in cui inserire il PIN. Una volta inserito il PIN, cliccate su Accedi (è proprio sotto il campo dove avete inserito il PIN): accederete a una pagina in cui sono presenti tre box. Partendo da sinistra, il primo è quello in cui sono presenti i cedolini: dovrete selezionare con un semplice click di mouse il mese che vi interessa e cliccare su Salva cedolino (si trova proprio sotto il box). Apparirà, a questo punto, un pop up per il salvataggio del cedolino in formato .PDF: salvatelo e il gioco è fatto.