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	<title> &#187; Pillole di cultura digitale</title>
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		<title>Per internet più accessibile (in tutti i sensi)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se internet fosse paragonata a un telecomando con pochi, fondamentali bottoni per la visione della tv si griderebbe allo scandalo o potrebbe essere la via d&#8217;accesso al mondo del web per quelle persone che dichiarano di percepire la rete come uno strumento inutile, nelle loro vite? E&#8217; la riflessione che ho fatto, con conseguenti voli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 193px"><a href="http://multimediadidattica.fotoblog.it/archive/2008/04/30/zio-ermes-ed-il-telecomando.html"><img style="border: 1px solid #eee; margin: 5px;" title="Datemi pochi comandi e navigherò anche io" src="http://multimediadidattica.fotoblog.it/photos/medium_zio%20ermes%20e%20telecomando.jpg" alt="" width="183" height="244" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Multimedia Didattica</p></div>
<p>Se internet fosse paragonata a un telecomando con pochi, fondamentali bottoni per la visione della tv si griderebbe allo scandalo o potrebbe essere la via d&#8217;accesso al mondo del web per quelle persone che dichiarano di percepire<strong> la rete come uno strumento inutile</strong>, nelle loro vite?</p>
<p>E&#8217; la riflessione che ho fatto, con conseguenti voli pindarici di marketing, dopo aver letto un articolo di Roberto Venturini su Apogeonline (il link lo trovate alla fine del post). In particolare, riporto alcuni passaggi che mi sembrano fondamentali per avviare un ragionamento su<strong> come e quanto internet possa essere plasmata per attirare anche i più scettici</strong> (anziani, nella maggior parte dei casi):</p>
<blockquote><p>Come ho già scritto più volte, il fatto che in Italia sia più o meno il 50% della popolazione ad usare Internet va interpretato; per capire se sia un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Certo, all’estero sono di più (non ovunque), ma il nostro è un paese di anziani e anche un po’ vecchio di testa. Se poi andiamo a spaccare questo macrodato che dice tutto e dice niente, si vede chiaramente come il digital divide esista, come in parte sia geografico (le penetrazioni a Milano e a Roccaraso non sono certamente comparabili), ma sia soprattuto di testa. Insomma uno <a rel="nofollow" href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/05/eurisko-che-sfata-i-miti-di-internet.html">scenario variegato</a>.</p>
<p>Aggiungiamo a questo un altro dato. Secondo l’<a rel="nofollow" href="http://www.confindustriasi.it/news-671.html">Osservatorio Italia Digitale 2.0</a> di Confindustria il 73% della popolazione che non possiede un personal computer ritiene inutile dotarsi dei servizi della rete e di un collegamento a banda larga. Internet. Inutile.<br />
Ora è ovvio a chiunque di noi quanto Internet sia invece utilissimo per qualsiasi cosa uno debba o voglia fare.</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo è interessante, a parere mio, poiché nella discussione che ne segue si accenna &#8211; spesso  indirettamente e con esempi pratici &#8211; al web design e alla mole di informazioni reperibili sul web, all&#8217;usabilità dei siti internet  e al digital divide.</p>
<p>Personalmente, mi convinco sempre di più che a <strong>essere rese  &#8220;stupide&#8221; e semplici debbano essere le interfacce e non i contenuti</strong>, perché occorre facilitare l&#8217;uso di uno strumento che è nato da geeks e programmatori ma vuole presentarsi a tutti, con una veste molto meno formale. Fra i commenti che seguono l&#8217;articolo <a rel="nofollow" href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/10/30/internet-dovrebbe-essere-piu-stupida#comment-1228" target="_blank">ce n&#8217;è uno in particolare</a> nel quale viene fatta una riflessione che può sembrare provocatoria ma che riassume il pensiero di una internet meno dispersiva, più usabile e usata.</p>
<p><a href="Internet? Dovrebbe essere più stupida" target="_blank">Link all&#8217;articolo di Roberto Venturini su Apogeonline</a></p>
<p>Ah, i voli pindarici a cui accennavo prima riguardavano una di quelle idee malsane che balzano in testa mentre si legge qualcosa di interessante: un internet provider dedicato agli over 60 che intendono navigare ma non sanno da dove partire. Fornitura a basso costo di una connessione, un laptot dai servizi essenziali, un sito web semplicissimo e una guida on e off line che accompagna &#8211; passo dopo passo &#8211; l&#8217;utente nei meandri del web, con annessa un&#8217;applicazione in grado di semplificare i contenuti di qualsiasi sito web.</p>
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		<title>A&#124;Maze &#8211; Gioco evento della città di Matera</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno da Roma e, come al solito, scopro l&#8217;organizzazione di eventi interessanti che si terranno a Matera i giorni 29 e 30 Ottobre. In occasione degli Open Days 2009, infatti, creativi di tutta Italia si daranno appuntamento nella città dei Sassi per presentare, incoraggiare, foraggiare progetti e idee creative grazie al team di Kublai e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno da Roma e, come al solito, scopro l&#8217;organizzazione di <strong>eventi interessanti che si terranno a Matera i giorni 29 e 30 Ottobre</strong>.<br />
In occasione degli<strong> Open Days 2009</strong>, infatti, creativi di tutta Italia si daranno appuntamento nella città dei Sassi per presentare, incoraggiare, foraggiare <strong>progetti e idee creative</strong> grazie al team di Kublai e ad altri soggetti che hanno fatto della creatività e dell&#8217;innovazione il proprio punto di forza.</p>
<p>Il 30 ottobre, in particolare, chi vorrà potrà partecipare <strong>a una sorta di GDR </strong>- non saprei come definirlo altrimenti &#8211; chiamato <strong>A|Maze</strong> e creato dalla Daedalus Corporation. In pratica, penso si tratti di una sorta di gara di orienteering 2.0, con cellulari e il <strong>paesaggio urbano di Matera</strong> a farla da padroni, in cui occorre risolvere enigmi e scovare elementi utili mentre si viene rincorsi da personaggi misteriosi di cui l&#8217;organizzazione non svela alcun particolare.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.luachanblog.com/2009/10/16/amaze-gioco-evento-della-citta-di-matera/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Per i meno allenati, saranno installati dei check point che permetteranno di conoscere e vedere Matera sotto un altro aspetto (anche in questo caso vige il massimo riserbo&#8230;) e discutere sulla<strong> fattibilità di idee e progetti</strong>.</p>
<p>Un&#8217;occasione da non perdere per quanti hanno in mente idee grandiose e non sanno come realizzarle. O anche per scoprire lati nascosti della città dei Sassi</p>
<p>Links utili:</p>
<p><a href="http://www.a-maze.it/cose.lasso" target="_blank" rel="nofollow">A|Maze Matera &#8211; Gioco evento della città di Matera</a></p>
<p><a href="http://www.progettokublai.net/2009/10/07/progetto-in-1-giorno-e-matera-fablab-negli-open-days-di-matera/" target="_blank" rel="nofollow">Open Days 2009 a Matera &#8211; Progetto in 1 giorno e Matera FabLab</a></p>
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		<title>Siti in Flash: il mio (e non solo mio) no</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 10:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualche azienda (soprattutto per la mia attività da free lance) mi propone un lavoro e inizia a chiedermi cose svolazzanti per le pagine del sito, mi impegno seriamente a spiegare le dinamiche relazionali del web odierno, a introdurre concetti come l&#8217;usabilità e l&#8217;indicizzazione, a rendermi promotore della conversazione sui nuovi media e a indicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 249px"><img style="border: 1px solid #eeeeee; margin: 5px;" title="Diamo la giusta collocazione a Flash" src="http://www.zerofractal.com/assets/error-flash.jpg" alt="" width="239" height="179" /><p class="wp-caption-text">Photo credits: ZeroFractal Studio</p></div>
<p>Quando qualche azienda (soprattutto per la mia attività da free lance) mi propone un lavoro e inizia a chiedermi cose svolazzanti per le pagine del sito, mi impegno seriamente a spiegare le <strong>dinamiche relazionali del web odierno</strong>, a introdurre concetti come <strong>l&#8217;usabilità e l&#8217;indicizzazione</strong>, a rendermi promotore della <strong>conversazione sui nuovi media</strong> e a indicare l&#8217;<strong>obiettivo principale di un sito web</strong>, ovvero la presenza di contenuti e informazioni utili all&#8217;utente che è arrivato &#8211; per caso o tramite ricerca &#8211; sul nostro sito. Se ciò non dovesse bastare, declino gentilmente l&#8217;offerta. I motivi sono due:</p>
<p>1. non ho mai imparato a usare Flash (un po&#8217; per pigrizia, lo ammetto, e un po&#8217; per mancanza di qualche docente o corso &#8211; dalle mie parti &#8211; che possa insegnarmi il pur interessante mondo delle animazioni in Flash);</p>
<p>2. reputo (a ragione o a torto, lo vedremo tra un po&#8217;) i siti interamente sviluppati in Flash come qualcosa di superato, poco usabili, difficilmente aggiornabili, poco &#8211; o nulla &#8211; conversazionali, poco indicizzabili, poco utili a perseguire il fine ultimo di un sito web che si rispetti: informare l&#8217;utente e renderlo protagonista di quello di cui si discute.</p>
<p>3. Flash dovrebbe fare quello per cui è nato: <strong>creare animazioni per banners, advergames e animazioni varie</strong>, non interi siti web. Non si tratta di una crociata contro lo straordinario strumento di casa Adobe, ci mancherebbe: voglio solo contribuire all&#8217;esatta collocazione di Flash.</p>
<p>Fortunatamente, riesco a far cambiare idea alla maggior parte delle persone che si rivolgono a me &#8211; anche solo per un consiglio &#8211; ma altre, invece, pensano a internet più come a un quadro che a un libro.</p>
<p>Riporto, di seguito, alcuni links relativi a opinioni &#8211; più o meno rilevanti &#8211; sull&#8217;<strong>utilizzo di Flash nei siti internet</strong>. Buona lettura:</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://blog.semline.it/?p=11" target="_blank">Utilizzare Flash: pro e contro &#8211; Seminline Blog</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.eurogroup.biz/web/canali-tematici/ict-internet/approfondimenti/IL-SITO-E-IL-FLASH-QUANDO-USARLO-E-QUANDO-NO_794_4.jsp" target="_blank">Il sito e il Flash: quando usarlo e quando no &#8211; Eurogroup</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.antezeta.it/blog/problemi-flash" target="_blank">7 motivi per evitare Flash come la peste quando si progetta un sito web &#8211; Antezeta</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.tomstardust.com/archives/flash-motori-di-ricerca/" target="_blank">Flash e i motori di ricerca &#8211; TomStardust</a></p>
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		<title>mIRC, quando Facebook non era nemmeno un&#8217;idea</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 18:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bello del web, per chi non è avvezzo alle materie storiche, è che non bisogna farne risalire l&#8217;origine all&#8217;età della pietra nè ci sono date ante deum che indicano le tappe fondamentali che hanno segnato &#8211; nel bene e nel male &#8211; la breve cronologia storica di internet. Io ho fatto la conoscenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello del web, per chi non è avvezzo alle materie storiche, è che non bisogna farne risalire l&#8217;origine all&#8217;età della pietra nè ci sono date <em>ante deum</em> che indicano le tappe fondamentali che hanno segnato &#8211; nel bene e nel male &#8211; la breve <strong>cronologia storica di internet</strong>.</p>
<p>Io ho fatto la conoscenza di internet grazie a un amico smanettone che mi fece conoscere un programma molto usato in quel periodo (si parla del 1998), quando ADSL e banda larga erano cose di cui discutevano in pochi. Uno dei ricordi più belli, che conservo con piacere e un po&#8217; di nostalgia, è quello che mi vede balzare indietro di undici anni, nella mia vecchia casa dell&#8217;estrema periferia nord di Matera, con lo stereo appena acceso che suona le graffianti melodie degli Alice In Chains (Youtube, LastFm e compagnia bella erano mere illusioni di un futuro che vedevamo ancora troppo lontano eppure si sarebbe rivelato molto vicino) e la speranza che il modem 56k non faccia i capricci e mi connetta al mondo, grazie soprattutto al programma di cui parlavo prima: il mIRC.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid #eee; margin: 5px;" title="Schermata connessione MIRC" src="http://dgt.glowie.com/images/mirc.gif" alt="Schermata connessione MIRC" width="332" height="248" /> Per chi non lo sapesse, prima di Messenger e ancora prima di Facebook e social network vari, uno dei pochi modi di conoscere gente e comunicare con il mondo intero era il <strong>protocollo di rete IRC</strong>. Per dirla in soldoni, la prima chat esistente sul web. Ma come connettersi a questo fantastico mondo, fatto di schermate nere e nick fantasiosi (è solo con l&#8217;avvento di  Facebook, infatti, che le persone hanno iniziato a usare i propri nomi anziché pseudonimi per farsi conoscere nella rete)? Semplice: bastava scaricare un programma (più esattamente, un client) per IRC. Il più famoso e più semplice da usare era, verso la fine degli anni &#8217;90,<strong> il mIRC</strong>. Evito di raccontarvi la storia di quella che viene considerata una delle dieci applicazioni più scaricate, da quando internet esiste, visto che ci sono migliaia di pagine dedicate a questo client.</p>
<p>Anche io, che non ero affatto uno smanettone, iniziai ad amare internet e i nuovi media proprio grazie al mIRC ed è tramite il canale #matera (la chat in cui si connettevano quasi tutti i materani che in quel periodo possedevano un pc e avevano a disposizione una connessione a internet) che ho conosciuto i miei migliori e attuali amici.</p>
<p>Una volta imparato i vari termini informatici inerenti la rete IRC, osservata quotidianamente come fosse un testo di legge la Netiquette della chat, anche io mi sono evoluto e da mIRC sono passato al <strong>Venom Script</strong>, un potente client per IRC con una miriade di funzioni. Con il Venom, ma anche con altri script (ricordo il Diavoletto Script) era possibile fare tante cose simpatiche, tipo far cadere (disconnettere) gli amici e i nemici che popolavano la chat semplicemente inviando una serie continua di ping al loro computer (non provateci adesso: era uno dei difetti del modem 56k, oltre la lentezza&#8230;). Oppure, inviare stupendi <strong>disegni in codice ASCII</strong>, con il forte rischio di essere kickati (cacciati ma subito riammessi) o bannati (in questo caso, occorreva entrare nelle grazie di qualche operatore per essere riammessi) dal canale.</p>
<p>Ci si conosceva, ci si scambiava il numero di telefono con persone che non avevi ancora conosciuto personalmente nè avevi visto in foto. Era il bello e il brutto di quel mondo fatto di parole e suoni che oggi possono risultare superati. Ma quanto darei per risentire il ronzio del modem che tenta &#8211; affannosamente &#8211; di connettersi a internet&#8230;</p>
<p>Ah, all&#8217;epoca mica mi chiamavo Carlo: per tutti ero pepper^. Anche in giro ci si salutava &#8211; un po&#8217; cocciutamente &#8211; con il nick e con il vero nome. Ancora oggi, giuro, ho nella mia rubrica telefonica i numeri di amici registrati con il nick storico dei tempi del mIRC.</p>
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		<title>Cedolino stipendi dipendenti della ASL 4 Matera</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 09:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio venire incontro a tutti voi che giungete  sul mio blog cercando su Google la combinazione di keywords &#8220;cedolino asl 4 matera&#8221;. Immagino che non sappiate come accedere al vostro cedolino, pur avendo ricevuo &#8211; tramite documento cartaceo &#8211; i dati di accesso e il link alla intranet aziendale, vero? Non vi preoccupate, mia madre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-382" style="border: 1px solid #eeeeee; margin: 10px;" title="cedolino-for-dummies" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/05/cedolino-for-dummies.png" alt="cedolino-for-dummies" width="177" height="224" />Voglio venire incontro a tutti voi che giungete  sul mio blog cercando su Google la combinazione di keywords <strong>&#8220;cedolino asl 4 matera&#8221;</strong>.</p>
<p>Immagino che non sappiate come accedere al vostro cedolino, pur avendo ricevuo &#8211; tramite documento cartaceo &#8211; i dati di accesso e il link alla intranet aziendale, vero?</p>
<p>Non vi preoccupate, mia madre era messa come voi e ho dovuto guidarla io alla scoperta del servizio on line che la ASL 4 di Matera le ha messo a disposizione.</p>
<p>Prima di procedere, assicuratevi di avere a portata di mano la lettera delle ASL contenente nome utente, password e codice PIN.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Logo ASL Matera" src="http://www.asmbasilicata.it/immagini/logoasl/logoasm2.gif" alt="" width="100" height="100" />La procedura è semplicissima: digitate l&#8217;indirizzo https://intranet.aslmt4.it/, inserite nome utente e password. A questo punto, accederete in una pagina contenente testo informatio a sinistra e un box, in alto a destra, contenente alcuni vostri dati (cognome e nome, nome utente, codice fiscale e matricola personale) oltre al campo in cui inserire il PIN. Una volta inserito il PIN, cliccate su <strong>Accedi</strong> (è proprio sotto il campo dove avete inserito il PIN): accederete a una pagina in cui sono presenti tre box. Partendo da sinistra, il primo è quello in cui sono presenti i cedolini: dovrete selezionare con un semplice click di mouse il mese che vi interessa e cliccare su <strong>Salva cedolino</strong> (si trova proprio sotto il box). Apparirà, a questo punto, un pop up per il salvataggio del cedolino in formato .PDF: salvatelo e il gioco è fatto.</p>
<p>Stessa procedura per gli altri documenti di cui è possibile effettuare il download da quella stessa pagina (Anno presenze, Modelli CUD, Inquadramenti giuridici ed economici).</p>
<p>&#8220;Cedolino ASL 4 Matera for dummies&#8221; :-)</p>
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		<title>LastFM a pagamento: le alternative per ascoltare musica in streaming</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2009/04/23/lastfm-a-pagamento-le-alternative-per-ascoltare-musica-in-streaming/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 14:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
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		<description><![CDATA[Ok, è venuto il momento di mettere da parte la mia ammirazione &#8211; con cosenguente dipendenza &#8211; per i servizi offerti da LastFM, il più vasto catalogo musicale online esistente per ascoltare musica gratis in streaming (ma non solo). Questa mattina, infatti, proprio nel bel mezzo del mio orgasmo mattutino dedicato alla musica online da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, è venuto il momento di mettere da parte la mia ammirazione &#8211; con cosenguente dipendenza &#8211; per i servizi offerti da <a href="http://www.lastfm.it/home" target="_blank" rel="nofollow">LastFM</a>, il più vasto catalogo musicale online esistente per ascoltare musica gratis in streaming (ma non solo).</p>
<p>Questa mattina, infatti, proprio nel bel mezzo del mio orgasmo mattutino dedicato alla musica online da ascoltare in ufficio, il messaggio di fine prova gratuita dei servizi ha bloccato il software di LastFM installato sul mio pc. Qualche minuto prima era successo al mio collega, quindi ero psicologicamente preparato.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="Mixtape.me logo" src="http://madewithjoy.com/wp-content/uploads/2009/03/mixtape.jpg" alt="" width="156" height="59" />Pur sapendo di essere ormai dipendente dalla musica offerta da LastFM e di rischiare una profonda crisi d&#8217;astinenza, ho mantenuto la calma e ho pensato a quanti come stanno affrontando lo stesso problema. Così mi sono preso la briga di navigare un po&#8217; per la rete e provare alcuni servizi che offrono <strong>musica gratis in streaming.</strong></p>
<p>Ammetto: nessuno dei servizi da me provati si avvicina neanche lontanamente a LastFM, ma quando un amore finisce &#8211; e non è colpa nostra &#8211; bisogna guardare avanti e mettere da parte i pregi del/la proprio/a amato/a, cercando nuove emozioni. Dopo nemmeno un&#8217;ora, infatti, sono capitato fra le pagine di <a title="Mixtape.me" href="http://mixtape.me/" target="_blank" rel="nofollow">Mixtape.me</a> e &#8211; nel momento in cui scrivo &#8211; le gradevoli note degli Opeth che accompagnano questo mio pomeriggio lavorativo (da casa) giungono dal catalogo musicale di Mixtape.</p>
<p>Se anche voi cercate un <strong>servizio alternativo a LastFM</strong>, provate Mixtape.me.</p>
<p>Qui di seguito, invece, elenco altri <strong>servizi che offrono musica in streaming</strong>:</p>
<p><a title="Musica in streaming gratis Musicovery" href="http://www.musicovery.com" target="_blank" rel="nofollow">Musicovery.com</a></p>
<p><a title="Musica in streaming gratis Sawgi" href="http://www.sawgi.com" target="_blank" rel="nofollow">Sawgi.com</a></p>
<p><a title="Musica in streaming gratis Jango" href="http://www.jango.com" target="_blank" rel="nofollow">Jango.com</a></p>
<h4  class="related_post_title">Articoli correlati</h4><ul class="related_post"><li><a href="http://www.luachanblog.com/2009/10/23/united-we-stand-la-prima-graphic-net-novel-italiana/" title="United We Stand, la prima graphic (net) novel italiana">United We Stand, la prima graphic (net) novel italiana</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/04/21/dolci-risvegli/" title="Dolci risvegli">Dolci risvegli</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2007/03/08/memorie-di-un-trasloco/" title="Memorie di un trasloco">Memorie di un trasloco</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/11/30/per-materani-e-non/" title="Per materani e non&#8230;">Per materani e non&#8230;</a></li><li><a href="http://www.luachanblog.com/2006/10/06/smau-e-la-blogosfera/" title="SMAU e la blogosfera">SMAU e la blogosfera</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>ASP vs PHP</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 11:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
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		<category><![CDATA[php vs asp]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>

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		<description><![CDATA[Le due ultime settimane di lavoro le ho passate faccia a faccia con ASP. Per me che &#8211; da quando mi occupo di content management &#8211; ho sempre implementato piattaforme e scripts basati sul PHP, è un po&#8217; come ritrovarmi in un mondo parallelo, ma diverso in termini e risorse disponibili. Premessa: prendete questo post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le due ultime settimane di lavoro le ho passate faccia a faccia con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Active_Server_Pages">ASP.</a></p>
<p>Per me che &#8211; da quando mi occupo di content management &#8211; ho sempre implementato piattaforme e scripts basati sul PHP, è un po&#8217; come ritrovarmi in un mondo parallelo, ma diverso in termini e risorse disponibili.</p>
<p>Premessa: prendete questo post come il punto di vista di chi ha usato sempre e solo PHP e fino a qualche settimana fa conosceva solo il significato del termine ASP. Ma, soprattutto, sappiate che chi scrive non è un programmatore.</p>
<p>I problemi riscontrati con le Active Server Pages sono differenti, primo fra tutti il fatto che implementano diverse tecnologie di scripting (VBScript, JScript) al loro interno e quindi la sintassi di alcuni valori varia al variare del linguaggio su cui si basa quel determinato script che stiamo programmando e/o che vogliamo modificare.</p>
<p>Secondo problema: ASP può essere implementato solo ed esclusivamente su server IIS (di casa Microsoft), a differenza di PHP che gira un po&#8217; ovunque (questo grazie al fatto che si interfaccia con numerosi database).</p>
<p>Numerosi sono i CMS scritti in PHP e la stragrande maggioranza sono tutti free e open source. Per quanto riguarda quelli scritti in ASP, non vi è una ampia scelta: quelli free sono davvero pochi (dBlog, AspNuke, DotNetNuke e qualche altro).</p>
<p>In definitiva, la domanda è questa: che senso ha programmare in ASP, per chi crea e disegna siti web, quando per PHP abbiamo a disposizione una miriade di risorse, CMS, script e communities di svilupattori e smanettoni? O ancora, quali sono i vantaggi?</p>
<p>Qualcuno che conosce ASP meglio di me mi dia una risposta.</p>
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		<title>MateraCamp&#8230;mò vegn</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 11:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici di bits]]></category>
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		<category><![CDATA[Pillole di cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Roma e romanate]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani tutti al MateraCamp. Bello il posto, bella la grafica creata dagli amici di Egghia, bello poter partecipare non solo come semplice blogger ma come componente dei Sassi Parlanti Articoli correlatiMateraCamp, piccole considerazioniIl MateraCamp&#8230;Pistole che uccidono e panini che unisconoTra dire e il fare c&#8217;è di mezzo la politica del dareIl tarlo del 2019 nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani tutti al MateraCamp.  Bello <a href="http://www.lemonacelle.it/">il posto</a>, bella la grafica creata dagli amici di <a href="http://www.egghia.it/">Egghia</a>, bello poter partecipare non solo come semplice blogger ma come componente dei <a href="http://beppegrillo.meetup.com/159/boards/">Sassi Parlanti</a> <a href="http://beppegrillo.meetup.com/159/boards/"></a><img src="http://estrablog.net/vela_500.jpg" alt="MateraCamp" width="448" height="224" /></p>
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		<title>Problem solving fatto in casa</title>
		<link>http://www.luachanblog.com/2007/03/04/problem-solving-fatto-in-casa/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2007 15:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Matera, dintorni e altro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie internettiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Simpatie varie]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ispirazione me l&#8217;hanno data tre cose: la mancanza di tempo, la pubblicità al cinema prima della proiezione di un film e le pillole di cultura digitale. Il tempo per creare una presentazione relativa ad argomenti da presentare durante i mini-incontri propedeutici al BarCamp materano non c&#8217;è, inutile girarci attorno. Il problema pare non essere solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ispirazione me l&#8217;hanno data tre cose: la mancanza di tempo, la pubblicità al cinema prima della proiezione di un film e le pillole di cultura digitale.</p>
<p>Il tempo per creare una presentazione relativa ad argomenti da presentare durante i mini-incontri propedeutici al <a href="http://barcamp.org/BarCampMatera" target="_blank">BarCamp materano</a> non c&#8217;è, inutile girarci attorno. Il problema pare non essere solo mio, ma anche degli <a href="http://www.hyperbros.com/" target="_blank">altri</a> <a href="http://www.estrablog.net/wp/" target="_blank">due</a> drogati di bits con (e grazie <strong><em>a</em></strong>)<strong>i</strong> quali ho intrapreso questa strada.</p>
<p>La ricetta per le <a href="http://www.iblog.it/bdigital-pillole-di-cultura-digitale/" target="_blank">pillole di cultura digitale</a> da somministrare ai materani è questa:</p>
<p>150 metri quadrati e più (o meno) di pub;</p>
<p>1 proiettore;</p>
<p>1 pc/mac;</p>
<p>1 connessione al web;</p>
<p>1 screenshot di un post taggato bdigital (qualora la connessione mancasse);</p>
<p><em>n</em> persone sedute ai tavoli, al bancone o in piedi;</p>
<p><em>n</em> intervalli di <em>n</em> minuti da dedicare a lettura dei post con sottofondo musicale;</p>
<p><em>n</em> proposte/critiche/modifiche da accettare.</p>
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		<title>BDigital!: CMS amico mio</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 18:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di cultura digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la seconda puntata di BDigital!, la rubrica dedicata dai blogger a quanti masticano poco internet e di tecnologie annesse, ho pensato di parlare dei CMS (Content Management Systems), una categoria di softwares che permettono la gestione dei contenuti di un sito web (foto, testi, link ecc. ecc.) senza dover per forza conoscere linguaggi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iblog.it/wp-content/uploads/2007/02/bdigital-badge.gif" align="top" height="115" hspace="1" vspace="1" width="240" /></p>
<p>Per la seconda puntata di BDigital!, la rubrica dedicata dai blogger a quanti masticano poco internet e di tecnologie annesse, ho pensato di parlare dei CMS (Content Management Systems), una categoria di softwares che permettono la gestione dei contenuti di un sito web (foto, testi, link ecc. ecc.) senza dover per forza conoscere linguaggi di programmazione.</p>
<p>Supponiamo che vogliate crearvi un sito con un vostro indirizzo personale (esempio www.ilmiosito.com &#8211; lo so, banalissimo -). Bene, una volta acquistato il dominio e il relativo spazio su cui caricare il vostro sito, non vi resta che scegliere il sistema di gestione dei contenuti più congeniale per quello che intendete fare.</p>
<p>Ci sono svariati CMS open source (cioè che potete modificare in base a quelle che sono le vostre esigenze, sempre se sapete mettere mani al codice sorgente e quindi al linguaggio di programmazione con cui quel programma è stato creato&#8230;) da scaricare gratis e da installare sul vostro spazio web.</p>
<p>Per ora vi basti sapere che con un CMS potete gestire al meglio tutti i contenuti che desiderate inserire nel vostro sito.</p>
<p>Per gestire il mio blog, ad esempio, uso una piattaforma open source e freeware (cioè che è possibile scaricare gratis) chiamata WordPress.</p>
<p>WordPress, a mio parere, è il miglior software per la creazione e la gestione di un blog in quanto, oltre all&#8217;estrema facilità di installazione e di gestione del pannello di amministrazione abbinata all&#8217;alta possibilità di personalizzazione, ha alle spalle una comunità di svilupattori che quotidianamente rilascia applicazioni per arricchire e rendere più stabile e sicura la piattaforma. Questa è una delle considerazioni più importanti che vanno fatte allorchè ci si trova a dover scegliere un software open source, qualunque sia l&#8217;uso che intendiamo farne.</p>
<p>Per farvi comprendere al meglio com&#8217;è fatto un CMS, posto qualche screenshot (o anteprima) di alcuni dei software più diffusi per questo tipo di uso:</p>
<p>TYPO3</p>
<p><img src="http://typo3.it/typo3temp/pics/c71a5eada8.gif" title="screenshot di TYPO3" alt="screenshot di TYPO3" align="bottom" border="1" height="361" width="455" /></p>
<p>WORDPRESS</p>
<p><img src="http://www.liewcf.com/blog/wp-images/wordpress.jpg" title="Questa è la pagina per scrivere gli articoli con WordPress" alt="Questa è la pagina per scrivere gli articoli con WordPress" border="1" height="375" width="454" /></p>
<p>JOOMLA</p>
<p><img src="http://www.nuthinwerked.com/screenshots/admin_content_edit.png" title="Questo invece è Joomla" alt="Questo invece è Joomla" border="1" height="256" width="458" /></p>
<p>Tranquilli, voi che non conoscete l&#8217;inglese: la maggior parte dei CMS (compresi quelli che vedete qui sopra) sono disponibili anche in italiano.</p>
<p>Questo anche grazie, lo ripeto, alle comunità di sviluppatori che lavorano gratuitamente e per diletto a ognuno di questi progetti.</p>
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