maggio 12th, 2010 — 4:31pm

Foto: onecinema.it
Ieri sera, finalmente, sono riuscito a vedere Agorà, il film spagnolo giunto nelle sale cinematografiche italiane con circa un anno di ritardo. Ritardo dovuto non si sa ancora bene a cosa: alcuni sostengono per via dell’ingerenza della Chiesa cattolica, altri per gli esosi costi di distribuzione richiesti dalla produzione.
Il film ruota attorno alla figura della filosofa Ipazia, considerata la prima martire laica del pensiero scientifico e vittima del fondamentalismo religioso, e narra le vicende che portano – nella antica Alessandria d’Egitto – a un conflitto fra la comunità cristiana, fino a poco tempo prima perseguitata, e quella pagana, che passa da carnefice a vittima. Vi risparmio nozioni di storia e riassunti delle vicende che hanno visto protagonista Ipazia, dato che sul web c’è un bel po’ di roba e di libri sulla filosofa-scienziata-matematica alessandrina non mancano.
Continue reading »
7 comments » | Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
marzo 11th, 2010 — 6:44pm
“Un greto di ciottoli”, romanzo giallo dello scrittore Costantino Dilillo, puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.
La trama ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti. Ne parliamo con l’autore
Pur se tinto di atmosfere piacevolmente retrò, “Un greto di ciottoli” affronta tematiche molto attuali. Da dove hai tratto l’ispirazione per scrivere questa storia?
Dalla realtà, dalla vita quotidiana, dalla cronaca. Le “storie” sono le rappresentazioni della realtà nella mente. Penso che il raccontare sia di per sé “ricerca”; ricerca di nessi, di concatenazioni fra gli eventi, di cause e di effetti. Il racconto giallo, poi è la ricerca per antonomasia, è ricostruzione, è cercare le ragioni dei fatti. Leonardo Sciascia diceva che gli scrittori sono degli sbirri mancati, sembra una provocazione ma aveva ragione, il processo della conoscenza e il raccontare si svolgono proprio come un’indagine. Questa è la scommessa “teorica” da cui è partito il mio romanzo giallo in cui a quella che Gadda chiamava la “ricostruzione del passato” si affianca lo scavo della natura umana, delle passioni che portano a delinquere. Il crimine non è appannaggio dei “professionisti” iscritti all’albo ma si presenta come sfondo sociale; piccoli abusi, la cresta, la mancia, il regalino, “il caffè”, la seconda attività in nero – che criminologicamente invece si chiama frode – corruzione, concussione, comparaggio, truffa sono appunto come lo sfondo della vita reale di ogni giorno, una serie di piccole attività devianti che non richiamano il conclamato delitto e rispetto alle quali si è rinunciato allo “scandalo”, in una sorta di tolleranza che in realtà è assuefazione.
Continue reading »
Comment » | Amici di bits, Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque, Carlo Magni per Wake Up, Creatività, Matera, dintorni e altro, Notizie internettiane, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
febbraio 12th, 2010 — 10:44am
La violenza sessuale è un crimine odioso da cui scaturiscono sensi di colpa e impotenza nelle persone che ne restano vittime. Ma cosa succede se ad essere maltrattati sono i corpi e le coscienze di tre ragazze adolescenti che, anziché lasciarsi catturare dallo sconforto e dalla depressione, decidono di reagire con altrettanta violenza ai crimini dei loro carnefici? “Solo sangue (e non va via…)”, dell’empolese Michele Sperduto, è un turbine di musica e vendetta, sogni infranti e sigarette consumate come le vite di chi sa che la propria vita avrà un significato diverso è meno amaro nel momento in cui giustizia sarà fatta. Ma non sempre gli eroi sono i vincitori.
Continue reading »
3 comments » | Amici di bits, Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
gennaio 6th, 2010 — 6:22pm

Un greto di ciottoli
di Costantino Dilillo
140 pagine
Euro 9,00
BMG Editrice
Io lo dico sempre che Matera è una città che si presta a storie dalle tinte fosche, condite da misteri e casi irrisolti o che si vuole restino tali.
Questa volta è Costantino Dilillo a confermare la vocazione giallista attraverso il suo giallo tutto materano Un greto di ciottoli.
La trama, fortunatamente non troppo intricata ma ricca di elementi utili al lettore per la risoluzione del caso, ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti.
Ma non voglio scrivere di quella che è la storia o di come Scanzano riesca a risolvere i due casi. Quello che mi ha colpito del romanzo è, innanzi tutto, l’atmosfera un po’ retrò che fa da cornice ai personaggi della storia. Il protagonista, l’investigatore privato Pasquale Scanzano, sembra essere il frutto di un incontro tra le penne di Giorgio Scerbanenco e Loriano Macchiavelli ma, al contrario dei personaggi del grande giallista milanese o dello scrittore bolognese, Scanzano non opera nella grigia città meneghina o sotto i portici di Bologna: ambiente ideale delle sue indagini e del suo operato è il candore apparente di Matera.
Un greto di ciottoli puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.
Continue reading »
Comment » | Amici di bits, Matera, dintorni e altro, Notizie internettiane, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
ottobre 18th, 2009 — 9:58am
Mi piace leggere opere di autori che non ho mai letto ma che avrei voluto leggere da tempo. Questa volta è toccato a “Il vizio dell’agnello” di Andrea Pinketts. La prima cosa che mi sono chiesto, appena ho preso in mano il libro, è stata: “Ma che caspita è ‘sto vizio dell’agnello?”.
Lo scoprirete più avanti, tranquilli.
Conoscevo già questo autore, vuoi per la fama e vuoi perché nel 2004 partecipai a un concorso letterario con un racconto sulle streghe che fu selezionato poi per l’antologia “Triora terra di streghe”, di cui Pinketts scrisse la prefazione – peraltro una delle più belle prefazioni che abbia mai letto… -.
“Il vizio dell’agnello”, come altre opere di Pinketts, è ambientato in una Milano meno formale di quanto la si conosca e che pare lontana dalle sfilate di moda e dalla vita mondana che caratterizzano la città meneghina: l’autore vi fa piccoli accenni e fa sfiorare le vite dei suoi personaggi a quelle di modelle e nobili falsi o decaduti.
Lo stile non è mai tragico, ma trasuda disillusione anche attraverso le battute dai doppi sensi infiniti e le descrizioni grottesche delle vite e dei caratteri dei personaggi della storia.
Da un lato abbiamo i buoni, Lazzaro Sant’Andrea e compagnia bella, che cercano – attraverso mezzi leciti e illeciti – di smascherare un killer seriale di piccioni e barboni, in una Milano che diviene sempre più “una città di pazzi e di cani”; dall’altro lato abbiamo i cattivi, Branka e Marzio Palloni, vittime coscienti di quel subdolo vizio dell’agnello, da cui prende il nome questa storia.
Che dire? E’ il primo libro di Pinketts che leggo e mi sono innamorato del suo stile, della sua tragicomica visione del mondo, dei suoi personaggi fuori dalle orbite della normalità terrestre, delle frasi dai molteplici significati e delle metafore assurde con le quali descrive un microcosmo fatto di pazzi che poi tanto pazzi non sono (o forse lo sono completamente….)
Comment » | Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie, Simpatie varie