febbraio 12th, 2010 — 10:44am
La violenza sessuale è un crimine odioso da cui scaturiscono sensi di colpa e impotenza nelle persone che ne restano vittime. Ma cosa succede se ad essere maltrattati sono i corpi e le coscienze di tre ragazze adolescenti che, anziché lasciarsi catturare dallo sconforto e dalla depressione, decidono di reagire con altrettanta violenza ai crimini dei loro carnefici? “Solo sangue (e non va via…)”, dell’empolese Michele Sperduto, è un turbine di musica e vendetta, sogni infranti e sigarette consumate come le vite di chi sa che la propria vita avrà un significato diverso è meno amaro nel momento in cui giustizia sarà fatta. Ma non sempre gli eroi sono i vincitori.
Continue reading »
3 comments » | Amici di bits, Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque, Carlo Magni per Wake Up Dreams, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
gennaio 6th, 2010 — 6:22pm

Un greto di ciottoli
di Costantino Dilillo
140 pagine
Euro 9,00
BMG Editrice
Io lo dico sempre che Matera è una città che si presta a storie dalle tinte fosche, condite da misteri e casi irrisolti o che si vuole restino tali.
Questa volta è Costantino Dilillo a confermare la vocazione giallista attraverso il suo giallo tutto materano Un greto di ciottoli.
La trama, fortunatamente non troppo intricata ma ricca di elementi utili al lettore per la risoluzione del caso, ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti.
Ma non voglio scrivere di quella che è la storia o di come Scanzano riesca a risolvere i due casi. Quello che mi ha colpito del romanzo è, innanzi tutto, l’atmosfera un po’ retrò che fa da cornice ai personaggi della storia. Il protagonista, l’investigatore privato Pasquale Scanzano, sembra essere il frutto di un incontro tra le penne di Giorgio Scerbanenco e Loriano Macchiavelli ma, al contrario dei personaggi del grande giallista milanese o dello scrittore bolognese, Scanzano non opera nella grigia città meneghina o sotto i portici di Bologna: ambiente ideale delle sue indagini e del suo operato è il candore apparente di Matera.
Un greto di ciottoli puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.
Continue reading »
Comment » | Amici di bits, Matera, dintorni e altro, Notizie internettiane, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
ottobre 18th, 2009 — 9:58am
Mi piace leggere opere di autori che non ho mai letto ma che avrei voluto leggere da tempo. Questa volta è toccato a “Il vizio dell’agnello” di Andrea Pinketts. La prima cosa che mi sono chiesto, appena ho preso in mano il libro, è stata: “Ma che caspita è ’sto vizio dell’agnello?”.
Lo scoprirete più avanti, tranquilli.
Conoscevo già questo autore, vuoi per la fama e vuoi perché nel 2004 partecipai a un concorso letterario con un racconto sulle streghe che fu selezionato poi per l’antologia “Triora terra di streghe”, di cui Pinketts scrisse la prefazione – peraltro una delle più belle prefazioni che abbia mai letto… -.
“Il vizio dell’agnello”, come altre opere di Pinketts, è ambientato in una Milano meno formale di quanto la si conosca e che pare lontana dalle sfilate di moda e dalla vita mondana che caratterizzano la città meneghina: l’autore vi fa piccoli accenni e fa sfiorare le vite dei suoi personaggi a quelle di modelle e nobili falsi o decaduti.
Lo stile non è mai tragico, ma trasuda disillusione anche attraverso le battute dai doppi sensi infiniti e le descrizioni grottesche delle vite e dei caratteri dei personaggi della storia.
Da un lato abbiamo i buoni, Lazzaro Sant’Andrea e compagnia bella, che cercano – attraverso mezzi leciti e illeciti – di smascherare un killer seriale di piccioni e barboni, in una Milano che diviene sempre più “una città di pazzi e di cani”; dall’altro lato abbiamo i cattivi, Branka e Marzio Palloni, vittime coscienti di quel subdolo vizio dell’agnello, da cui prende il nome questa storia.
Che dire? E’ il primo libro di Pinketts che leggo e mi sono innamorato del suo stile, della sua tragicomica visione del mondo, dei suoi personaggi fuori dalle orbite della normalità terrestre, delle frasi dai molteplici significati e delle metafore assurde con le quali descrive un microcosmo fatto di pazzi che poi tanto pazzi non sono (o forse lo sono completamente….)
Comment » | Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie, Simpatie varie
agosto 7th, 2009 — 10:12am
Sono arrivate anche per me, queste agognate ferie.
Il bello di quando sono al cazzeggio è che mi concedo letture approfondite del Quotidiano di Basilicata, passeggiate fra i vicoli della mia città, carezze in tripla razione al gatto (non che quelle elargite durante il periodo lavorativo siano poche…) e riflessioni su quella cosa da scrivere o quell’altra cosa da fare.
In questo periodo sto portando avanti, in diversi momenti della giornata, la lettura di due libri che consiglio a chi è in cerca della parte spirituale del proprio io e a chi vuole concedersi maggiormente alla natura del mondo. Sto parlando di “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani e “Aspro e dolce” di Mauro Corona.
Penso che entrambi gli autori non abbiano bisogno di presentazioni. Tiziano Terzani, a cinque anni dalla sua scomparsa, con le sue parole e i suoi libri – scritti durante la sua carriera di reporter in Russia e Asia – ha descritto ogni aspetto dei paesi in cui ha vissuto, sottolineandone le differenze culturali e mischiando la spiritualità dei popoli asiatici al razionalismo occidentale. I luoghi descritti, poi, fanno dei suoi libri un affascinante resoconto di quella che è stata l’Asia e di ciò che si apprestava a divenire di lì a pochi anni. Non vi nasconodo che mi sta venendo una voglia matta di compiere il mio personale viaggio dell’anima in Laos, Vietnam e Cambogia. Proprio grazie a questa lettura.
Mauro Corona, invece, affronta il tema dell’alcolismo in una maniera tutta particolare: narrando le vicende che – in gioventù – lo hanno visto spesso protagonista in negativo, riuscendosi a salvare ogni volta grazie alla provvidenza o più semplicemente allo sguardo di amici, montanari come lui, che rappresentano la saggezza e la genuinità di persone e luoghi trasformati dal tempo e dal progresso. Ma anche da disastri come quello del Vajont, di cui l’autore narra – spesso – ricadute sociali ed economiche che difficilmente abbiamo appreso da giornali e tv.
Mauro Corona mi piace perché è un personaggio autentico, forse anche anacronistico, ma sincero con se stesso e i suoi lettori. Mi piace perché è rimasto nel suo paese, Erto, e della sua montagna è innamorato. Sembra quasi che i clamori delle città lo spaventino, eppure penso che un po’ di sana autenticità non guasterebbe mica alle orde di vip e presunti tali che ogni giorno appestano le nostre città.
Come non guasterebbe un sano esame di coscienza a quelle guide turistiche materane – abusive e non – che programmano il percorso in base non tanto alla bellezza del centro storico di Matera o dei Sassi ma alle presunte “provvigioni” ricevute da questo o quell’esercizio commerciale in modo tale che i gruppo di turisti siano deviati verso determinati negozi e botteghe, a discapito di altri che – magari in angoli più nascosti del centro storico – saranno costretti a chiudere bottega (è proprio il caso di dirlo) tra qualche settimana.
1 comment » | Matera, dintorni e altro, Notizie internettiane, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie
luglio 20th, 2009 — 3:55pm

Adoro le storie di sesso in cui lo stesso è solo il contorno di un piatto ben più sostanzioso. E’ per questo che, dopo aver chiuso “Un gioco proibito” della materana Nancy Citro, mi sono sentito sazio.
Sazio di emozioni, di sorprese, di moralismi andati a farsi friggere. La storia, d’altronde, parla di una lei che proprio “lei” non è.
Parla di un lui, fratello di lei, che avrebbe dovuto essere più “lui” e non ne è stato capace, facendosi così mordere quotidianamente da un senso di colpa che non andrà mai via e che, anzi, lo porterà dritto nel baratro.
Parla di altri due uomini, legati chimicamente alla protagonista, che fanno di tutto pur di proteggerla ma che la tengono all’oscuro di tutto. Sempre per proteggerla.
Non è una lettura banale e i temi affrontati – pedofilia, omosessualità – vengono trattati con i guanti. Nancy Citro non scade mai nella volgarità e riesce a imprimere quel tocco umano ai vari spezzoni del romanzo che la designano come cronista di sentimenti forti.
Penso che con un morto ammazzato, “Un gioco proibito” avrebbe potuto essere un bel noir. Ma la suspense e le trame umane non mancano di certo, così come non mancano i colpi di scena e personaggi al limite della decenza. Se siete lettori bacchettoni, andate a comprare Harmony. Altrimenti, “Un gioco proibito” vi aspetta in libreria (Libreria Dell’Arco e Mondadori, se siete di Matera) oppure potete ordinarlo da qui.
Comment » | Amici di bits, Creatività, Matera, dintorni e altro, Pensieri, letture e letterature, Recensioni varie