MateraCamp…mò vegn
Domani tutti al MateraCamp. Bello il posto, bella la grafica creata dagli amici di Egghia, bello poter partecipare non solo come semplice blogger ma come componente dei Sassi Parlanti 
Barcamp di Roma
Alla fine ho deciso: parteciperò al Barcamp di Roma. Ho dato un’occhiata agli interventi e sembrano tutti interessanti. Ci ho messo un po’ a decidere per questioni prettamente logistiche ma alla fine la mia cara sorellina ha dato l’ok.
Ho letto vari resoconti, visto alcuni video sui Barcamps precedenti: alcuni ne parlavano in maniera entusiastica, altri sminuivano un po’ gli interventi. Io ovviamente ne sono entusiasta. Staremo a vedere.
Prometto che se trovo un po’ di tempo, preparo una slideshow su di un argomento che vorrei proporre ai partecipanti.
Spero sia l’occasione giusta per conoscere personalmente parecchi blogger che leggo ogni giorno, ascoltare interventi da cui trarre spunti interessanti e soprattutto farmi un’idea di quello che ci aspetta nei prossimi mesi (HyperBros ed estragon sanno di cosa parlo…)

Internet brokePoint
E’ ormai quasi un mese che usufruisco quotidianamente dei servizi di vari internet point sparsi per Roma, o meglio sparsi nella zona in cui solitamente mi muovo- zona che parte dalla stazione della metro B di Piramide e arriva a quella di Marconi (sempre linea B) – e ho notato come il 99% degli internet point da me visitati (6, per l’esattezza) non osservino le norme che regolamentano la gestione di un internet point.
Per spiegare di cosa parlo, riporto la prima parte dell’articolo 1 della normativa di riferimento alla gestione degli internet point (il Decreto del Ministero dell’Interno del 16.08..2005):
Obblighi dei titolari e dei gestori
1. I titolari o gestori di un esercizio pubblico o di un circolo privato di qualsiasi
specie nel quale sono poste a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci,
apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, esclusi
i telefoni pubblici a pagamento abilitati esclusivamente alla telefonia vocale, sono
tenuti a:
a) adottare le misure fisiche o tecnologiche occorrenti per impedire l’accesso agli
apparecchi terminali a persone che non siano preventivamente identificate con le
modalita’ di cui alla lettera b);
b) identificare chi accede ai servizi telefonici e telematici offerti, prima dell’accesso
stesso o dell’offerta di credenziali di accesso, acquisendo i dati anagrafici riportati
su un documento di identita’, nonche’ il tipo, il numero e la riproduzione del documento
presentato dall’utente;…
Bene, degli internet point da me visitati solo in uno mi è stata chiesta la carta di identità con la conseguente registrazione dei dati della stessa su di un apposito registro. Negli altri cinque esercizi (la stragrande maggioranza dei quali sono negozi-alimentari-internet point-phone center all in one
) nessuno mi ha mai chiesto un documento di identità e le uniche avvertenze - riportate in lingua italiana e penso anche in arabo ma su questo non ci giurerei visto che non conosco la lingua - su fogli attaccati ai muri e alle porte dei locali si riferivano al divieto, da parte della Questura di Roma, di visionare materiale e siti pornografici.
Capite bene come, in un momento di profonda instabilità internazionale come questo, dove i vari terrorismi usano il web come strumento di comunicazione e di promozione delle proprie attività, sembra difficile credere che non vengano effettuati controlli più approfonditi. Per non parlare di spammers, sploggers e tutta quella bella gente che inquina le nostre caselle email e i nostri blog di schifezze varie…
Non essendo romano, non so sinceramente se questa sia un’abitudine che varia da quartiere a quartiere o se sia consuetudine diffusa non richiedere documenti di identità senza quindi effettuare la registrazione dell’utente sull’apposito registro.
Gradirei leggere testimonianze provenienti da altre città d’Italia per capire un po’ in che condizioni siamo. Non è paranoia, sia chiaro. Anzi, a dirla tutta è un fastidio in meno per chi usa internet solo per aggiornare e aggiornarsi, creare e comunicare. Ma mi accorgo come stiamo diventando sempre più vulnerabili, non solo noi utenti del web. In un momento in cui si discute animosamente di difendere la privacy ad ogni costo.
Aggiornamenti in tutti i sensi
Il mio soggiorno romano prosegue tra il corso, le visite alla biblioteca, la lettura, le uscite (veramente poche) con amici e amiche e la musica di sottofondo nella mia camera.
Capitolo corso: due giorni fa la lezione è stata tenuta dal responsabile internazionale del web di Saatchi&Saatchi che, oltre a deliziarci con slides, video e lavori di advertising online non solo della sua agenzia ma anche di tante altre - tutti i bronzi, gli argenti e gli ori premiati a Cannes - ci ha anche illustrato il modo in cui Saatchi&Saatchi presenta le campagne pubblicitarie sul web ai clienti (creatività visiva e musicale). Sapevate che il Team One di El Segundo, USA - sempre S&S - si dedica esclusivamente al cliente Toyota? Mi sembrava di stare in uno di quei film americani in cui sono rappresentate grosse agenzie pubblicitarie…. Dopo aver visto alcune cose ho ripensato al cartello promozionale del tabaccaio sotto casa mia, a Matera, e … vabbè, immaginate come mi sia sentito
Capitolo biblioteca (quindi anche lettura): dopo aver finito di leggere edeologia - di Luca De Biase - mi appresto a finire di leggere (non avendo di meglio da fare, la sera) Essere Digitali - di Nicholas Negroponte - e ho appena iniziato Marketing Etico di Paolo Bufalini. A poi eventuali considerazioni.
In biblioteca, invece, sto leggendo un mattone intitolato La storia del cinema. Dovete sapere che io non sono molto preparato in materia e uscendo con gente che sembra essere uscita da un’enciclopedia del cinema, ho deciso che è meglio aggiornarsi un po’ - considerato il fatto che lo stesso cinema è un mezzo di comunicazione di massa e molte idee interessanti in campo creativo arrivano anche e soprattutto dai film -.
Capitolo musica et alia: dopo aver incrociato sulla mia strada Remo Remotti - ne parlo qui -, ieri sera mi sono dato ai Jane’s Addiction e ai C.S.I. (dopo due settimane di Depeche Mode e Paradise Lost, eheheh).
Scoperte
La mia vita romana prosegue fra lezioni del corso, conoscenze di gente varia (mi sta venendo la voglia di fare una gallery di foto dal titolo “Gli Improponibili”) e scoperte gratificanti nel campo della Comunicazione online e del mio quartiere.
Ieri sono terminate le due lezioni della docente di MSN. Cerco di tirare le somme: abbiamo appreso ancor di più quanto poco conosciuto e usato sia il media internet per la pubblicità, per lo meno qui in Italia. Le percentuali dei budget spesi da grandi e piccoli spender per le campagne online sono davvero irrisorie (circa il 2-3%), considerate le potenzialità del web e, soprattutto, la tracciabilità e la reportistica dettagliate di cui si può disporre dopo una campagna di advertising online. Stento a credere che siamo così indietro (solo la Grecia sta messa peggio di noi) e paesi come la Repubblica Ceca, la Polonia e la Romania hanno una percentuale di crescita che se continuiamo così ci ritroveremo ad aprire noi gli internet point fatiscenti che sono presenti, spesso e volentieri, nelle nostre grandi città. Gradirei che qualcuno più esperto in materia mi contraddica…dubito che succederà. C’è anche da considerare che alcune zone di Roma, tanto per fare un esempio, non sono raggiunte nemmeno dall’adsl. E non parlo di paeselli di montagna, ma della capitale d’Italia. Contraddizioni italiane..
La docente di MSN è stata davvero in gamba: oltre ad aprirci gli occhi su quella che è l’effettiva realtà delle grosse agenzie e concessionarie di advertising online, ci ha anche fatto simulare un vero e proprio media planning con tanto di brief in inglese del cliente. Unica nota negativa: le lezioni erano basate sul portale italiano di MSN (portale che io, come la maggior parte dei miei colleghi, visito come quando mi reco dal dottore quando sto bene..). E poi togliere la homepage impostata su google.it dal pc del povero Alessandro non è stato affatto bello
Mi domando se Google decidesse di aprire un portale orizzontale come MSN, Virgilio, Tiscali ecc. ecc. Secondo me a Mountain Wiev già ci stanno pensando.
Per quanto riguarda le scoperte urbane, oggi ho ioncontrato (girando per il quartiere) una bella biblioteca, con tanto di sala multimediale, libri, cd musicali, dvd, cd-rom tutti da prelevare e visionare o leggere comodamente a casa. Ho fatto di corsa la card (5 euro all’anno per questi servizi ) e ora scrivo dalla postazione numero nonloso della sala multimediale della Biblioteca Enzo Tortora, che fa parte del circuito delle Biblioteche di Roma. Spenderò meno soldi per gli internet point e so già che i cingalesi e i pachistani chiederanno di me in giro


