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	<title> &#187; Simpatie varie</title>
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		<title>La nota storta, qualcosa di nuovo nella tv materana</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 13:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il buon Donato non smette mai di stupirmi e oggi ha presentato la nuova trasmissione che condurrà in streaming e con la collaborazione di Materatown, nella quale verrà dato spazio a voci diverse della città di Matera e non solo. Il formato della trasmissione prevede l&#8217;incontro dal tono informale, tra un blogger e un protagonista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="La Nota Storta" src="http://www.hyperbros.com/images/stories/notastorta.jpg" alt="" /></p>
<p>Il buon <a rel="nofollow" href="http://www.hyperbros.com/" target="_blank">Donato</a> non smette mai di stupirmi e oggi ha presentato la nuova trasmissione che condurrà in streaming e con la collaborazione di <a href="http://www.materatown.net/" target="_blank" rel="nofollow">Materatown</a>, nella quale verrà dato spazio a voci diverse della città di Matera e non solo.</p>
<blockquote><p>Il formato della trasmissione prevede l&#8217;incontro dal tono informale, tra un blogger e un protagonista della vita pubblica, politica, culturale del territorio di riferimento (materano e lucano). In circa 30 minuti il blogger materano HB (www.hyperbros.com) intervista e commenta, insieme all&#8217;ospite in studio ed ai commentatori collegati via Skype (www.skype.it), i fatti di stringente attualità ripresi dalla rete internet nei vari blog, social network e siti di informazione consentendo agli utenti connessi di interagire col personaggio ospitato.</p>
<p>Per seguire il programma, basta collegarsi all&#8217;indirizzo del sito <a title="La nota storta" rel="nofollow" href="http://www.lanotastorta.info/" target="_blank">www.lanotastorta.info</a> alle ore 21.00 di ogni lunedì. Col passare delle settimane, in una apposita sezione dello stesso, saranno archiviate le varie puntate del programma, per una fruizione in modalità on-demand, consentendo ai visitatori di inviare commenti in formato testuale.</p></blockquote>
<p>Links:</p>
<p>Sito Web -  <a title="La nota storta" rel="nofollow" href="http://www.lanotastorta.info/" target="_blank">www.lanotastorta.info</a></p>
<p>Gruppo Facebook &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=217010113138&amp;ref=mf" target="_blank">La Nota Storta</a></p>
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		<title>A present for me, da Wired Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 13:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici di bits]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella via in cui vivo, a Matera, verso le 14:00 appare &#8211; come una figura onirica &#8211; il postino di giallo semivestito (non nel senso che è mezzo nudo, ma che indossa il giubottino istituzionale delle Poste) e, con il suo magico tocco, suona i nostri citofoni come fossero tasti di pianoforte. Succede però, spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_581" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><img class="size-medium wp-image-581" title="wired-tshirt" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/12/wired-tshirt-300x225.jpg" alt="Quasi quasi abbono anche Carlotta" width="247" height="186" /><p class="wp-caption-text">Quasi quasi abbono anche Carlotta</p></div>
<p>Nella via in cui vivo, a Matera, verso le 14:00 appare &#8211; come una figura onirica &#8211; il postino di giallo semivestito (non nel senso che è mezzo nudo, ma che indossa il giubottino istituzionale delle Poste) e, con il suo magico tocco, suona i nostri citofoni come fossero tasti di pianoforte.</p>
<p>Succede però, spesso e volentieri, che non sia il leggiadro figuro (a volte anche leggiadra) il portatore di buone novelle ma un corriere dalla tuta blu. Così, quest&#8217;altro messaggero di pace e amore, moderno re magio, è giunto presso la mia umile dimora portando in dono una <strong>t-shirt proveniente da <a rel="nofollow" href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a></strong>, magazine al quale sono fedelmente abbonato e di cui ringrazio giornalisti, impaginatori, grafici e chi più ne ha più ne metta per il bellissimo e apprezzatissimo regalo che mi hanno fatto (non solo a me, si intende).</p>
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		<title>Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 18:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea e l&#8217;ispirazione me le date i ragazzi di Scheletri.com, attraverso la partecipazione al concorso &#8220;300 parole per un incubo&#8221;, dedicato alla letteratura horror. Casa vostra fa paura, quando siete soli? La mia sì, ogni tanto ( soprattutto quando la mia gatta resta pietrificata e fissa il vuoto della stanza: una sorta de &#8220;Il sesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea e l&#8217;ispirazione me le date i ragazzi di Scheletri.com, attraverso la partecipazione al concorso <strong>&#8220;300 parole per un incubo&#8221;</strong>, dedicato alla letteratura horror.</p>
<p>Casa vostra fa paura, quando siete soli? La mia sì, ogni tanto ( soprattutto quando la mia gatta resta pietrificata e fissa il vuoto della stanza: una sorta de &#8220;Il sesto senso&#8221; animalesco&#8230;). Spero di farvi accaponare la pelle, bbrrrrr :-)</p>
<blockquote><p>La sua     immagine riflessa in quel quadro orrendo non era più sola. Sembrava una fotografia in     bianco e nero. Testa e spalle anticipavano di pochi centimetri quei lunghi capelli neri     sorretti da un volto di cui non si scorgevano i lineamenti.<br />
Luke non aveva la minima intenzione di voltarsi. In quei lunghi attimi, il quadro gli     stava facendo la rivelazione più sconvolgente da quando viveva in quella vecchia casa del     centro storico.<br />
Quei sogni incomprensibili, di oscuri profili che di notte si accovacciavano sul suo     letto, iniziavano ad avere un senso. Il sentirsi costantemente osservato, pur essendo     l’unica persona in casa, aveva una illogica conclusione.<br />
I secondi aumentavano e la distanza tra Luke e quella nera figura dalle fattezze femminili     si accorciava inesorabilmente. Iniziava a sentire freddo, Luke, come quando nel bus     cittadino che lo accompagnava al lavoro qualcuno, dietro di lui, respira affannosamente     nelle fredde giornate invernali colpendo il suo collo con aria gelida. Il freddo era lo     stesso, ma il fastidio si era tramutato in paura.<br />
Semplice e inarrestabile paura.<br />
Il silenzio sembrava una coperta di piombo caduta sul suo appartamento e avrebbe dato     tutto l’oro del mondo, Luke, pur di ascoltare le voci dei passanti. Invece a fargli     compagnia era il nulla di una presenza tangibile ma eterea, che per nessuna ragione al     mondo avrebbe voluto vedere in faccia.<br />
Adesso Luke sentiva i capelli gelati della presunta donna sulle sue spalle e fu in quel     preciso istante che sentì un alito di vento sulla pelle del suo viso. Scrutò nuovamente     il quadro, rimasto l’unico e silenzioso testimone di quell’inspiegabile     avvenimento, e l’unica cosa che vide, oltre la tela, fu il proprio volto. Comprese     che da quel momento avrebbe avuto un motivo in più per temere quella casa.</p></blockquote>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.scheletri.com/racconto2638.htm" target="_blank">Link al racconto su Scheletri.com</a></p>
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		<title>Il cielo in un barattolo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo di racconti, su questo blog. Oggi è il turno della mia prima &#8211; e credo ultima &#8211; creazione letteraria fantascientifica. Il cielo in un barattolo nasce da un&#8217;ispirazione quanto mai bizzarra: uno spot televisivo &#8211; di cui non ricordo praticamente nulla &#8211; che finiva con due alieni che giocavano a biglie con l&#8217;universo. Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di racconti, su questo blog. Oggi è il turno della mia prima &#8211; e credo ultima &#8211; creazione letteraria fantascientifica.</p>
<p><em>Il cielo in un barattolo</em> nasce da un&#8217;ispirazione quanto mai bizzarra: uno spot televisivo &#8211; di cui non ricordo praticamente nulla &#8211; che finiva con due alieni che giocavano a biglie con l&#8217;universo. Ho deciso di partecipare all&#8217;<a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/12/02/trincee-di-g-b-shock-vincitore-ultimo-round/" target="_blank">Ultimo Round di Novembre</a> con questo racconto più che altro perché penso che la scrittura sia uno sport per mani e menti attive e quindi ho pensato bene di allenarmi con un genere non mio.</p>
<p>Ecco cosa ne è uscito fuori:</p>
<blockquote><p>“Papà, perché le lune sono due, stamattina?”<br />
“Perché te le inventi, Zeta Alfa.”<br />
“Ma papà, guarda in cielo…”<br />
Beta Gamma alzò lo sguardo scettico da scienziato della Star System Service qual era: un vortice di stupore si formò al posto della sua bocca quando, incredulo, vide una luna in più rispetto al solito butterato, pallido satellite che da milioni di anni faceva compagnia alla Terra.<br />
Aveva studiato ogni centimetro di universo conosciuto, Beta Gamma, e poteva scommettere tutta la sua conoscenza sul fatto che non esistesse nessun satellite simile alla Luna nell’arco di settantasette minuti luce. La presenza di quella sorella gemella del satellite caro a tutto il genere umano, venuta fuori dal nulla, era però evidente e non poté fare a meno di fermare la sua autonave sopra il Palazzo delle Esposizioni Extraterrestri. Beta Gamma poggiò la mano destra sotto il mento e iniziò a formulare le ipotesi più strane, nessuna delle quali aveva un fondamento scientifico supportabile da studi e ricerche effettuate sul campo, in tutta la storia dell’astronomia.<br />
Passarono una decina di minuti e quando il suo cervello cessò di immaginare cosa potesse aver generato un satellite uguale alla luna, sorrise e si rivolse a suo figlio: “E’ colpa dell’azoto: il livello di presenza del gas nell’atmosfera è troppo alto, in questi giorni, e questo può essere causa di allucinazioni.”<br />
Zeta Alfa, non del tutto convinto della spiegazione ricevuta dal papà, scrutò nuovamente la luna in più nel cielo e – senza batter ciglio – decise che era molto più comodo pensare che Beta Gamma avesse ragione piuttosto che porsi domande senza una risposta certa.</p>
<p>Hantol stava tirando verso di sé la comoda sedia in titanio, girandola di 60° per mettersi comodo. La tavola era già imbandita e pronta affinché la mostruosa divinità consumasse il suo pranzo quotidiano. Vi erano poggiate pietanze di ogni dove: specialità dell’universo Uno, dell’universo Due e cibi vari provenienti direttamente dall’universo Quattro. Improvvisamente, la divinità si accorse di aver dimenticato la pietanza principe della sua dieta: la luna dell’universo Tre. Ricordava di averla recuperata dalla costellazione dell’Ottante ma non dove l’avesse poggiata temporaneamente. Girò, quindi, tre volte intorno al tavolo, sperando che questo rito gli ricordasse dove aveva poggiato la luna e – come sempre – al compimento del terzo giro, rimembrò di aver lasciato la luna vicino le provviste per il mese successivo. Aprì il barattolo in cui custodiva l’universo Uno e diresse le sue dita verso quella luna che, da lì a pochi minuti, gli avrebbe fatto da dessert.</p></blockquote>
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		<title>Odio le cover</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Magni diventa Carlos Albuquerque]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri, letture e letterature]]></category>
		<category><![CDATA[Simpatie varie]]></category>
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		<category><![CDATA[racconti carlo magni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo farebbe pensare a un&#8217;invettiva contro quei gruppi che si dilettano a suonare cover su cover, ma non è così. Questo è il titolo di un racconto breve con cui ho partecipato al concorso &#8220;Parole in Corsa 2009&#8243;, organizzato dal Gruppo Torinese Trasporti. Il genere lo definirei rock/noir con elementi trash. A voi &#8220;Odio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo farebbe pensare a un&#8217;invettiva contro quei gruppi che si dilettano a suonare cover su cover, ma non è così. Questo è il titolo di un racconto breve con cui ho partecipato al concorso &#8220;Parole in Corsa 2009&#8243;, organizzato dal Gruppo Torinese Trasporti.<br />
Il genere lo definirei rock/noir con elementi trash. A voi &#8220;<strong>Odio le cover</strong>&#8220;:</p>
<blockquote><p>Scappo.<br />
Me ne vado da qui, ho deciso.<br />
Se ne esco sano e salvo, giuro che chiudo definitivamente le porte a questa città.<br />
Ve lo prometto: non metterò mai più piede in questo posto.<br />
Strappo il fottuto cordone ombelicale che mi tiene legato a mamma e papà e non mi faccio più vivo.<br />
Intanto corro.<br />
Il fiato inizia a farsi pesante. Colpa delle merdosissime Pall Mall.<br />
Ne ho sempre fumate almeno una decina, prima di fare quello che facevo fino a poco fa. Ultimamente è diventato un rito. Prima era un antidoto poco salutare alla tensione. Ma ormai tutto questo non conta: penso ad andare il più veloce possibile.<br />
Mi sono dato all’atletica.<br />
Da cinque minuti.<br />
Per ora sono il primo. Non male per uno che ha appena iniziato a fare sport, eh? Peccato che non esista alcun traguardo da tagliare. Se vinco, avrò salvo il culo e questo basta per dimenticare i prosciutti affumicati che mi ritrovo al posto dei polmoni. Non voglio fare la fine di Frankie, io. Gli hanno infilato le bacchette della batteria lì dove non batte mai il sole, quelle merde. Quaranta e passa centimetri di legno nel culo e mica una per volta.<br />
Magari.<br />
Pepo e Giangi, invece, li ho visti a terra, con il cranio spaccato e la bocca schiumosa.<br />
Con me non ci sono riusciti, i bastardi. Non mi avranno mai, a costo di cambiare i connotati al mio viso. Se mi beccano, me la fanno loro un’operazione di chirurgia plastica all’ano. Con il microfono, ne sono sicuro.<br />
Non sono manco fantasiosi, questi quadrupedi setolosi con la carta d’identità.<br />
Frankie, quel brutto stronzo. L’avevo avvertito di lasciar perdere le pietre miliari del rock.<br />
Manco per il cazzo.<br />
E ora beccati quelle mazze nel culo. Io, intanto, corro e non so manco dove cazzo sto andando.<br />
E’ follia. Pura, limpida e palese follia. Non ci sono altri nomi con cui chiamare questa mattanza.<br />
Colpevoli per cosa, poi? Aver suonato una cover del loro fottutissimo inno.<br />
A me manco piacciono, i fottuti Steppenwolf.<br />
Per non parlare delle moto: preferisco le quattro ruote, non ci sono cazzi.<br />
Intanto corro.</p></blockquote>
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		<title>Battere un calcio d&#8217;angolo a Matera è semplice</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Detta così, potrebbe sembrare la passione infrasettimanale di un tifoso di calcio che aspetta con ansia la domenica pomeriggio per recarsi allo stadio. Se però siete materani e/o avete percorso alcune vie del centro storico, avrete notato la strana segnaletica stradale alternativa presente alla base di alcuni cartelli. Quella sicuramente più evidente si trova a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_553" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img class="size-full wp-image-553" title="Calcio d'angolo, segnaletica Matera" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/11/DSCN4910.JPG" alt="Foto di Luigi Mazzoccoli" width="120" height="160" /><p class="wp-caption-text">Foto di Luigi Mazzoccoli</p></div>
<p>Detta così, potrebbe sembrare la passione infrasettimanale di un tifoso di calcio che aspetta con ansia la domenica pomeriggio per recarsi allo stadio.</p>
<p>Se però siete materani e/o avete percorso alcune vie del centro storico, avrete notato <strong>la strana segnaletica stradale alternativa</strong> presente alla base di alcuni cartelli. Quella sicuramente più evidente si trova a metà di Via del Corso (vicino la Docksteps, tanto per fare pubblicità occulta).</p>
<p>Ora, il giornalista Luigi Mazzoccoli (mio amico e penna tagliente del settimanale &#8220;Il Resto&#8221; ) ha dedicato un articolo a questi corners, chiedendosi quale funzione possano avere. Lui ha accostato i calci d&#8217;angolo stradali all&#8217;espressione <em>&#8220;Salvarsi in calcio d&#8217;angolo&#8221;</em>, riferita probabilmente alla situazione del consiglio comunale materano ormai sciolto &#8211; con tanto di Comune commissariato -.</p>
<p>Io, da amante dello<strong> street marketing</strong>, ho visto in questa segnaletica calcistica adattata al paesaggio urbano una campagna pubblicitaria di un qualcosa che non saprei. Oppure le rimanenze del <strong>gioco urbano A|Maze</strong>, che si è tenuto a Matera il <span style="text-decoration: line-through;">31</span> 30 ottobre scorso.</p>
<p>Questo post sarà letto anche dai miei contatti su Facebook: riuscirà uno di loro a svlerare l&#8217;arcano?</p>
<p><strong>Update del 05.11.2009</strong><br />
Svelato l&#8217;arcano: si tratta, come ipotizzato da me e altre persone, di un&#8217;<strong>azione di guerrilla marketing</strong> da parte di un&#8217;agenzia scommesse che ha anche aggiunto delle bandierine &#8211; subito sparite &#8211; a tutti i pali della segnaletica con alla base il nastro adesivo bianco grazie al quale sono stati riprodotti i calci d&#8217;angolo.</p>
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		<title>L&#8217;ultima curva dell&#8217;Ultimo Round</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta non ho meritato menzioni speciali e &#8211; occorre dirlo &#8211; non mi sono impegnato a sufficienza, visto che il tema proposto questo mese dai ragazzi della casa editrice Round Robin era davvero arduo da affrontare. Il racconto vincitore, con le motivazioni e le menzioni ad altri racconti partecipanti, lo trovate cliccando qui. Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta non ho meritato menzioni speciali e &#8211; occorre dirlo &#8211; non mi sono impegnato a sufficienza, visto che il <a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/26/ultimo-round-%E2%80%93-ottobre-2009-%E2%80%93-%E2%80%9Cvita-morte-e-miracoli-di-steaven-breadbury/" target="_blank">tema proposto questo mese</a> dai ragazzi della <strong>casa editrice Round Robin</strong> era davvero arduo da affrontare.</p>
<p>Il racconto vincitore, con le motivazioni e le menzioni ad altri racconti partecipanti, lo trovate <a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/catechismo-di-marco-vezzoli-vincitore-ultimo-round/" target="_blank">cliccando qui</a>.</p>
<p>Qui sotto, invece, posto <em>L&#8217;ultima curva</em> (il racconto con cui ho partecipanto a <strong>Ultimo Round</strong> di Ottobre):</p>
<blockquote><p>Fragoroso.<br />
Debordante.<br />
Adiposo.<br />
Sfacciato culo.<br />
Va bene che stavo morendo dissanguato, ma quella coppia carnale di chiappe &#8211; così bonariamente descritte &#8211; ha ripagato i centoundici punti di sutura e i mesi di inferno che ho passato. Tutto per colpa di un fottuto pattino italiano.<br />
Centoundici ticchettii da un capo all’altro della pista. Ogni punto un metro, ogni metro un sussulto.<br />
Ora sono in debito con la fortuna, lo so. Quella mica si accontenta di quattro litri di sangue lasciati a indurirsi sul ghiaccio ormai sciolto di Montreal. No, infima e sboccata sorte: vuoi di più, ti conosco.<br />
Uno strozzino travestito da medaglia d’oro che sta per chiedermi il conto. Abbastanza salato, direi.<br />
Due piste, due emozioni. Due vite che durano attimi, si stravolgono e capovolgono a loro piacimento. Io mica posso farci qualcosa. Continuo a correre, distratto da quel culo emozionante, più di quella rotondità femminile che indossava mutande bianche, su quel manifesto gigante a Torino. Avevo già appeso i pattini al chiodo della buona sorte, in quel periodo. Quanto vorrei staccarlo e portarlo via con me. Il chiodo, intendo. Mica il sedere stampato su quel manifesto.<br />
Manca una curva al traguardo e il culo mi dice bye bye con una delle sue ridenti chiappe. Non importa quale. Ho finito la mia razione di fortuna e ora ne ho la certezza, all’ultima curva di quest’ultimo Gran Prix del Queensland. L’auto (lo sottolineo un&#039;<a href="http://napoli.olx.it/auto-cat-378">auto presa a Napoli</a> di contrabando) mi ha abbandonato, la fortuna pure. Non resta che ricambiare il suo saluto.</p>
<p>“Benvenuto, sig. Bradbury. La stavamo aspettando…”<br />
Una bionda che ha più curve del circuito di Montecarlo mi si presenta verticalmente. Forse sono steso in un letto. Forse ho fatto incidente.<br />
“Buongiorno, infermiera…dove sono?”<br />
“Ah ah, vedo che non ha perso il senso dell’umorismo, signor Bradbury”<br />
“Eh?”<br />
“Ricorda quella curva qualche centinaio di metri prima del traguardo?”<br />
“Ah, sì: ricordo solo di aver perso il controllo dell’auto. Fortuna che posso raccontarlo.”<br />
L’infermiera ritrae le labbra, distendendo la bocca in un’espressione dubbiosa:”Arcangelo, adesso tocca a te”. Al mio capezzale si presenta un mastodontico essere biondo vestito anch’egli di bianco. Un altro infermiere. Forse.<br />
“Signor Bradbury, la mia collega non è stata abbastanza chiara, ma è il suo ruolo a imporglielo. Sa, non è semplice comunicare il passaggio.”<br />
“Ho capito di aver fatto incidente, ho capito di aver perso il controllo dell’auto mentre effettuavo l’ultima curva, ma non ho capito dove cazzo mi trovo.”<br />
“Signor Bradbury, lei si trova lontano da casa. Molto lontano, direi. Io sono Arcangelo…Gabriele Arcangelo.”<br />
“Bel senso dell’umorismo, i suoi…”<br />
“Vedo che non ha ancora compreso…”<br />
“No, infatti: mi vuole spiegare cosa succede? Chiami un dottore…il primario…voglio capire se posso tornare a correre.”<br />
“Mettiamola così: non è in ospedale e l’unica corsa a cui potrà partecipare, d’ora in poi, sarà la Paradiso-Purgatorio-Paradiso. Rigorosamente a piedi. Sa, da queste parti teniamo alla limpidezza dell’aria.”<br />
“Cazzo, mi è finito il culo!”<br />
“Appunto.”</p></blockquote>
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		<title>Il vizio dell&#8217;agnello: ne siamo tutti affetti (forse)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 08:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piace leggere opere di autori che non ho mai letto ma che avrei voluto leggere da tempo. Questa volta è toccato a &#8220;Il vizio dell&#8217;agnello&#8221; di Andrea Pinketts. La prima cosa che mi sono chiesto, appena ho preso in mano il libro, è stata: &#8220;Ma che caspita è &#8216;sto vizio dell&#8217;agnello?&#8221;. Lo scoprirete più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="Il vizio dell'agnello - Andrea G. Pinketts" src="http://www.feltrinellieditore.it/fs/cover/im/7/978-88-07-81276-7.jpg" alt="" width="159" height="242" />Mi piace leggere opere di autori che non ho mai letto ma che avrei voluto leggere da tempo. Questa volta è toccato a <strong>&#8220;Il vizio dell&#8217;agnello&#8221; di Andrea Pinketts.</strong> La prima cosa che mi sono chiesto, appena ho preso in mano il libro, è stata: &#8220;Ma che caspita è &#8216;sto vizio dell&#8217;agnello?&#8221;.<br />
Lo scoprirete più avanti, tranquilli.</p>
<p>Conoscevo già questo autore, vuoi per la fama e vuoi perché nel 2004 partecipai a un concorso letterario con un racconto sulle streghe che fu selezionato poi per l&#8217;antologia &#8220;Triora terra di streghe&#8221;, di cui Pinketts scrisse la prefazione &#8211; peraltro una delle più belle prefazioni che abbia mai letto&#8230; -.<br />
&#8220;Il vizio dell&#8217;agnello&#8221;, come altre opere di Pinketts, è ambientato in una Milano meno formale di quanto la si conosca e che pare lontana dalle sfilate di moda e dalla vita mondana che caratterizzano la città meneghina: l&#8217;autore vi fa piccoli accenni e fa sfiorare le vite dei suoi personaggi a quelle di modelle e nobili falsi o decaduti.<br />
Lo stile non è mai tragico, ma trasuda disillusione anche attraverso le <strong>battute dai doppi sensi infiniti</strong> e le <strong>descrizioni grottesche</strong> delle vite e dei caratteri dei personaggi della storia.</p>
<p>Da un lato abbiamo i buoni, Lazzaro Sant&#8217;Andrea e compagnia bella, che cercano &#8211; attraverso mezzi leciti e illeciti &#8211; di smascherare un killer seriale di piccioni e barboni, in una Milano che diviene sempre più <em>&#8220;una città di pazzi e di cani&#8221;</em>; dall&#8217;altro lato abbiamo i cattivi, Branka e Marzio Palloni, vittime coscienti di quel subdolo <a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_vizio_dell%27agnello" target="_blank">vizio dell&#8217;agnello</a>, da cui prende il nome questa storia.<br />
Che dire? E&#8217; il primo libro di Pinketts che leggo e mi sono innamorato del suo stile, della sua tragicomica visione del mondo, dei suoi personaggi fuori dalle orbite della normalità terrestre, delle frasi dai molteplici significati e delle metafore assurde con le quali descrive un microcosmo fatto di pazzi che poi tanto pazzi non sono (o forse lo sono completamente&#8230;.)</p>
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		<title>A&#124;Maze &#8211; Gioco evento della città di Matera</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno da Roma e, come al solito, scopro l&#8217;organizzazione di eventi interessanti che si terranno a Matera i giorni 29 e 30 Ottobre. In occasione degli Open Days 2009, infatti, creativi di tutta Italia si daranno appuntamento nella città dei Sassi per presentare, incoraggiare, foraggiare progetti e idee creative grazie al team di Kublai e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno da Roma e, come al solito, scopro l&#8217;organizzazione di <strong>eventi interessanti che si terranno a Matera i giorni 29 e 30 Ottobre</strong>.<br />
In occasione degli<strong> Open Days 2009</strong>, infatti, creativi di tutta Italia si daranno appuntamento nella città dei Sassi per presentare, incoraggiare, foraggiare <strong>progetti e idee creative</strong> grazie al team di Kublai e ad altri soggetti che hanno fatto della creatività e dell&#8217;innovazione il proprio punto di forza.</p>
<p>Il 30 ottobre, in particolare, chi vorrà potrà partecipare <strong>a una sorta di GDR </strong>- non saprei come definirlo altrimenti &#8211; chiamato <strong>A|Maze</strong> e creato dalla Daedalus Corporation. In pratica, penso si tratti di una sorta di gara di orienteering 2.0, con cellulari e il <strong>paesaggio urbano di Matera</strong> a farla da padroni, in cui occorre risolvere enigmi e scovare elementi utili mentre si viene rincorsi da personaggi misteriosi di cui l&#8217;organizzazione non svela alcun particolare.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.luachanblog.com/2009/10/16/amaze-gioco-evento-della-citta-di-matera/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Per i meno allenati, saranno installati dei check point che permetteranno di conoscere e vedere Matera sotto un altro aspetto (anche in questo caso vige il massimo riserbo&#8230;) e discutere sulla<strong> fattibilità di idee e progetti</strong>.</p>
<p>Un&#8217;occasione da non perdere per quanti hanno in mente idee grandiose e non sanno come realizzarle. O anche per scoprire lati nascosti della città dei Sassi</p>
<p>Links utili:</p>
<p><a href="http://www.a-maze.it/cose.lasso" target="_blank" rel="nofollow">A|Maze Matera &#8211; Gioco evento della città di Matera</a></p>
<p><a href="http://www.progettokublai.net/2009/10/07/progetto-in-1-giorno-e-matera-fablab-negli-open-days-di-matera/" target="_blank" rel="nofollow">Open Days 2009 a Matera &#8211; Progetto in 1 giorno e Matera FabLab</a></p>
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		<title>FCV Puppets 2009: tra graffiti, hip hop e breakdance</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo due mesi di lavoro, in cui siamo riusciti a ideare il primo writers contest in Basilicata, stilare il bando di partecipazione, promuovere l&#8217;evento sia attraverso i canali ufficiali e sia tramite il passaparola di amici writers di Matera, Potenza, Milano e Bari, trovare sette indomiti artisti dei graffiti pronti a creare la loro opera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo due mesi di lavoro, in cui siamo riusciti a ideare<strong> il primo writers contest in Basilicata</strong>, stilare il bando di partecipazione, promuovere l&#8217;evento sia attraverso i canali ufficiali e sia tramite il passaparola di <strong>amici writers di Matera, Potenza, Milano e Bari</strong>, trovare sette indomiti <strong>artisti dei graffiti</strong> pronti a creare la loro opera sotto gli sguardi incuriositi della gente che, in una domenica pomeriggio ricca di sole, passeggiava per Piazza Vittorio Veneto, diciamo &#8220;Arrivederci&#8221; al 2010 al <strong>FCV Puppets writers contest.</strong></p>
<p>Per me, appassionato di ogni forma di <strong>creatività urbana e dei nuovi linguaggi</strong> presenti nelle nostre città, è stata un&#8217;esperienza nuova e ricca di spunti e conoscenze che, altrimenti, non avrei fatto nè approfondito. Vi assicuro che guardare all&#8217;opera un writer e scoprire quanta pazienza e minuziosità &#8211; oltre alla scelta accurata degli strumenti del mestiere &#8211; occorrono per <strong>creare un graffito</strong> degno di tale nome è come vedere un pittore intento a fare il ritratto a un angolo di città o al volto di un turista che immortala la sua visita non con una foto ma con un dipinto.</p>
<p>Supportato dagli ottimi consigli e dalla conoscenza di <strong>tecniche e stili del writing</strong> di Ivo Cirillo e Fabio Di Marsico, ho appreso la particolarità di un tratto, la cromia di una composizione, l&#8217;originalità di un&#8217;idea disegnata su quei teli che erano lì a dimostrare quante cose abbiano da dire le nostre città e i nostri paesi attraverso le <strong>voci scritte dei writers</strong>.</p>
<p>Sbaglia &#8211; ne sono ancora più convinto &#8211; chi addita la maggior parte dei writers come vandali dell&#8217;arredo urbano e la riuscita del FCV Puppets writers contest ne è la prova: la gente &#8211; di tutte le età &#8211; si fermava volentieri a guardare i ragazzi intenti a dare forma e colore alle proprie creazioni. Per la verità, un signore sulla settantina mi ha riempito di parole non proprio edificanti e inerenti i &#8220;graffitari&#8221;, ma ci può anche stare. Soprattutto, è stato bello constatare come ci siano floride realtà di writers e ragazzi che si riuniscono per <strong>ballare hip hop e breakdance</strong> a due passi da noi:  è il caso dei ragazzi di Altamura e Potenza. O del vincitore del contest, <a title="Pindesign, il sito di Pin" href="http://www.pindesign.it/" target="_blank">Pin</a>, che è di Molfetta e di design vive.</p>
<p>Questa qui sotto è l&#8217;opera vincitrice:<br />
<img style="border: 1px solid #eeeeee; margin: 5px;" title="Opera vincitrice FCV Puppets 2009" src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs278.snc1/10529_1171199733218_1624749718_440756_3369097_n.jpg" alt="Opera vincitrice FCV Puppets 2009" width="494" height="371" /></p>
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