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		<title>Raccolta differenziata a Matera</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 15:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo deciso di mettere a disposizione una guida on line in pdf (scansionando il manualetto che viene consegnato assieme ai bidoncini per la raccolta differenziata), ma noto &#8211; con piacere &#8211; che sul sito del Comune di Matera hanno già provveduto. Siccome questo è un blog urbano e siccome attraverso queste pagine web il sottoscritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo deciso di mettere a disposizione una guida on line in pdf (scansionando il manualetto che viene consegnato assieme ai bidoncini per la raccolta differenziata), ma noto &#8211; con piacere &#8211; che sul sito del Comune di Matera hanno già provveduto. Siccome questo è un blog urbano e siccome attraverso queste pagine web il sottoscritto cerca di rendersi utile all&#8217;intera cittadinanza, copio qui di seguito i links utili per meglio comprendere la <strong>raccolta differenziata a Matera</strong>:</p>
<p><a title="Manuale raccolta differenziata a Matera" rel="nofollow" href="http://www.comune.matera.it/comuneinforma/servizi/differenziata/opuscolo.pdf" target="_blank">Manuale raccolta differenziata Matera</a></p>
<p><a title="Presentazione del nuovo servizio di raccolta" rel="nofollow" href="http://www.comune.matera.it/comuneinforma/servizi/differenziata/presentazione.pdf" target="_blank">Presentazione del nuovo servizio di raccolta</a></p>
<p><a title="Planimetria generale stradario Matera" href="http://www.comune.matera.it/comuneinforma/servizi/differenziata/stradario.pdf" target="_blank">Planimetria generale stradario</a></p>
<p>Per quanto concerne il calendario per il ritiro dei rifiuti da parte del personale addetto, varia a seconda della zona in cui risiedete. Troverete i calendari, divisi per zona, all&#8217;interno del documento di <a title="Presentazione del nuovo servizio di raccolta" rel="nofollow" href="http://www.comune.matera.it/comuneinforma/servizi/differenziata/presentazione.pdf" target="_blank">presentazione del nuovo servizio di raccolta.</a></p>
<p>Buona raccolta differenziata a tutti i materani e &#8211; parafrasando lo spot in onda sulla tv locale &#8211; facciamo la differenza.</p>
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		<title>Un greto di ciottoli che tinge di giallo Matera</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 17:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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Un greto di ciottoli
di Costantino Dilillo
140 pagine
Euro 9,00
BMG Editrice
Io lo dico sempre che Matera è una città che si presta a storie dalle tinte fosche, condite da misteri e casi irrisolti o che si vuole restino tali.
Questa volta è Costantino Dilillo a confermare la vocazione giallista attraverso il suo giallo tutto materano Un greto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="Un greto di ciottoli" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=3&amp;item_id=01f513f613c5760385&amp;time=1261915014" alt="Un greto di ciottoli" width="104" height="144" /><br />
<strong>Un greto di ciottoli</strong><br />
di Costantino Dilillo<br />
140 pagine<br />
Euro 9,00<br />
BMG Editrice</p>
<p>Io lo dico sempre che Matera è una città che si presta a storie dalle tinte fosche, condite da misteri e casi irrisolti o che si vuole restino tali.<br />
Questa volta è Costantino Dilillo a confermare la vocazione giallista attraverso il suo giallo tutto materano <strong>Un greto di ciottoli</strong>.<br />
La trama, fortunatamente non troppo intricata ma ricca di elementi utili al lettore per la risoluzione del caso, ci parla di una sorta di investigatore privato, tale Pasquale Scanzano, alle prese con due casi apparentemente insignificanti ma che nascondono verità scomode per i protagonisti.<br />
Ma non voglio scrivere di quella che è la storia o di come Scanzano riesca a risolvere i due casi. Quello che mi ha colpito del romanzo è, innanzi tutto, l’atmosfera un po’ retrò che fa da cornice ai personaggi della storia. Il protagonista, l’investigatore privato Pasquale Scanzano, sembra essere il frutto di un incontro tra le penne di Giorgio Scerbanenco e Loriano Macchiavelli ma, al contrario dei personaggi del grande giallista milanese o dello scrittore bolognese, Scanzano non opera nella grigia città meneghina o sotto i portici di Bologna: ambiente ideale delle sue indagini e del suo operato è il candore apparente di Matera.<br />
<strong>Un greto di ciottoli</strong> puzza di sigarette arse da avventori di un bar catapultato trent’anni indietro, ma mostra la genuinità di una tisana dalle ottime proprietà organolettiche. Cornice di questo quadro è la città di Matera, con i suoi anfratti storici, le sue case nei Sassi, il suo provinciale silenzio e la sua vocazione di città che ha fame di successo.</p>
<p><span id="more-604"></span>L’idea che mi sono fatto, di questo romanzo, è quella di un giallo scritto da un materano per i materani: ogni abitante di questo angolo di mondo, infatti, potrà trovare &#8211; negli atteggiamenti o nelle parole di questo o quel personaggio – qualcosa che arcaicamente gli appartiene, come fosse la materanità una molecola di DNA che si eredita dall’ambiente circostante. La lettura di <strong>Un greto di ciottoli</strong> risulterà piacevole anche a chi materano non è, essendo un buon romanzo giallo in cui la leggerezza apparente delle vite che si intrecciano nella trama viene mescolata a situazioni ben più gravi che si nascondono nella apparente tranquillità di provincia. Come dire che i reati commessi sono solo pretesti di situazioni esistenziali più profonde: la vecchiaia e le sue disillusioni, la giovinezza e le sue facili illusioni, la staticità di Matera che sembra essere descritta direttamente da un’altra epoca eppure contraddistinta da pregi e difetti attuali, il desiderio di celare la verità delle cose attraverso falsi moralismi. A rompere il giocattolo ci pensa Scanzano, con le sue “ricerche”, le sue poche parole, i suoi <em>mmmhhh</em> che spesso affermano ma – altrettanto spesso – interrompono l’insistenza del <em>cialliddo</em>*  da bar.</p>
<p>*pettegolezzo</p>
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		<title>La nota storta, qualcosa di nuovo nella tv materana</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 13:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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Il buon Donato non smette mai di stupirmi e oggi ha presentato la nuova trasmissione che condurrà in streaming e con la collaborazione di Materatown, nella quale verrà dato spazio a voci diverse della città di Matera e non solo.
Il formato della trasmissione prevede l&#8217;incontro dal tono informale, tra un blogger e un protagonista della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="La Nota Storta" src="http://www.hyperbros.com/images/stories/notastorta.jpg" alt="" /></p>
<p>Il buon <a rel="nofollow" href="http://www.hyperbros.com/" target="_blank">Donato</a> non smette mai di stupirmi e oggi ha presentato la nuova trasmissione che condurrà in streaming e con la collaborazione di <a href="http://www.materatown.net/" target="_blank" rel="nofollow">Materatown</a>, nella quale verrà dato spazio a voci diverse della città di Matera e non solo.</p>
<blockquote><p>Il formato della trasmissione prevede l&#8217;incontro dal tono informale, tra un blogger e un protagonista della vita pubblica, politica, culturale del territorio di riferimento (materano e lucano). In circa 30 minuti il blogger materano HB (www.hyperbros.com) intervista e commenta, insieme all&#8217;ospite in studio ed ai commentatori collegati via Skype (www.skype.it), i fatti di stringente attualità ripresi dalla rete internet nei vari blog, social network e siti di informazione consentendo agli utenti connessi di interagire col personaggio ospitato.</p>
<p>Per seguire il programma, basta collegarsi all&#8217;indirizzo del sito <a title="La nota storta" rel="nofollow" href="http://www.lanotastorta.info/" target="_blank">www.lanotastorta.info</a> alle ore 21.00 di ogni lunedì. Col passare delle settimane, in una apposita sezione dello stesso, saranno archiviate le varie puntate del programma, per una fruizione in modalità on-demand, consentendo ai visitatori di inviare commenti in formato testuale.</p></blockquote>
<p>Links:</p>
<p>Sito Web -  <a title="La nota storta" rel="nofollow" href="http://www.lanotastorta.info/" target="_blank">www.lanotastorta.info</a></p>
<p>Gruppo Facebook &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=217010113138&amp;ref=mf" target="_blank">La Nota Storta</a></p>
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		<title>A present for me, da Wired Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 13:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella via in cui vivo, a Matera, verso le 14:00 appare &#8211; come una figura onirica &#8211; il postino di giallo semivestito (non nel senso che è mezzo nudo, ma che indossa il giubottino istituzionale delle Poste) e, con il suo magico tocco, suona i nostri citofoni come fossero tasti di pianoforte.
Succede però, spesso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_581" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><img class="size-medium wp-image-581" title="wired-tshirt" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/12/wired-tshirt-300x225.jpg" alt="Quasi quasi abbono anche Carlotta" width="247" height="186" /><p class="wp-caption-text">Quasi quasi abbono anche Carlotta</p></div>
<p>Nella via in cui vivo, a Matera, verso le 14:00 appare &#8211; come una figura onirica &#8211; il postino di giallo semivestito (non nel senso che è mezzo nudo, ma che indossa il giubottino istituzionale delle Poste) e, con il suo magico tocco, suona i nostri citofoni come fossero tasti di pianoforte.</p>
<p>Succede però, spesso e volentieri, che non sia il leggiadro figuro (a volte anche leggiadra) il portatore di buone novelle ma un corriere dalla tuta blu. Così, quest&#8217;altro messaggero di pace e amore, moderno re magio, è giunto presso la mia umile dimora portando in dono una <strong>t-shirt proveniente da <a rel="nofollow" href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a></strong>, magazine al quale sono fedelmente abbonato e di cui ringrazio giornalisti, impaginatori, grafici e chi più ne ha più ne metta per il bellissimo e apprezzatissimo regalo che mi hanno fatto (non solo a me, si intende).</p>
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		<title>Quadro d&#8217;oblìo, un racconto breve horror</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 18:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea e l&#8217;ispirazione me le date i ragazzi di Scheletri.com, attraverso la partecipazione al concorso &#8220;300 parole per un incubo&#8221;, dedicato alla letteratura horror.
Casa vostra fa paura, quando siete soli? La mia sì, ogni tanto ( soprattutto quando la mia gatta resta pietrificata e fissa il vuoto della stanza: una sorta de &#8220;Il sesto senso&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea e l&#8217;ispirazione me le date i ragazzi di Scheletri.com, attraverso la partecipazione al concorso <strong>&#8220;300 parole per un incubo&#8221;</strong>, dedicato alla letteratura horror.</p>
<p>Casa vostra fa paura, quando siete soli? La mia sì, ogni tanto ( soprattutto quando la mia gatta resta pietrificata e fissa il vuoto della stanza: una sorta de &#8220;Il sesto senso&#8221; animalesco&#8230;). Spero di farvi accaponare la pelle, bbrrrrr :-)</p>
<blockquote><p>La sua     immagine riflessa in quel quadro orrendo non era più sola. Sembrava una fotografia in     bianco e nero. Testa e spalle anticipavano di pochi centimetri quei lunghi capelli neri     sorretti da un volto di cui non si scorgevano i lineamenti.<br />
Luke non aveva la minima intenzione di voltarsi. In quei lunghi attimi, il quadro gli     stava facendo la rivelazione più sconvolgente da quando viveva in quella vecchia casa del     centro storico.<br />
Quei sogni incomprensibili, di oscuri profili che di notte si accovacciavano sul suo     letto, iniziavano ad avere un senso. Il sentirsi costantemente osservato, pur essendo     l’unica persona in casa, aveva una illogica conclusione.<br />
I secondi aumentavano e la distanza tra Luke e quella nera figura dalle fattezze femminili     si accorciava inesorabilmente. Iniziava a sentire freddo, Luke, come quando nel bus     cittadino che lo accompagnava al lavoro qualcuno, dietro di lui, respira affannosamente     nelle fredde giornate invernali colpendo il suo collo con aria gelida. Il freddo era lo     stesso, ma il fastidio si era tramutato in paura.<br />
Semplice e inarrestabile paura.<br />
Il silenzio sembrava una coperta di piombo caduta sul suo appartamento e avrebbe dato     tutto l’oro del mondo, Luke, pur di ascoltare le voci dei passanti. Invece a fargli     compagnia era il nulla di una presenza tangibile ma eterea, che per nessuna ragione al     mondo avrebbe voluto vedere in faccia.<br />
Adesso Luke sentiva i capelli gelati della presunta donna sulle sue spalle e fu in quel     preciso istante che sentì un alito di vento sulla pelle del suo viso. Scrutò nuovamente     il quadro, rimasto l’unico e silenzioso testimone di quell’inspiegabile     avvenimento, e l’unica cosa che vide, oltre la tela, fu il proprio volto. Comprese     che da quel momento avrebbe avuto un motivo in più per temere quella casa.</p></blockquote>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.scheletri.com/racconto2638.htm" target="_blank">Link al racconto su Scheletri.com</a></p>
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		<title>Il cielo in un barattolo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo di racconti, su questo blog. Oggi è il turno della mia prima &#8211; e credo ultima &#8211; creazione letteraria fantascientifica.
Il cielo in un barattolo nasce da un&#8217;ispirazione quanto mai bizzarra: uno spot televisivo &#8211; di cui non ricordo praticamente nulla &#8211; che finiva con due alieni che giocavano a biglie con l&#8217;universo. Ho deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di racconti, su questo blog. Oggi è il turno della mia prima &#8211; e credo ultima &#8211; creazione letteraria fantascientifica.</p>
<p><em>Il cielo in un barattolo</em> nasce da un&#8217;ispirazione quanto mai bizzarra: uno spot televisivo &#8211; di cui non ricordo praticamente nulla &#8211; che finiva con due alieni che giocavano a biglie con l&#8217;universo. Ho deciso di partecipare all&#8217;<a rel="nofollow" href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/12/02/trincee-di-g-b-shock-vincitore-ultimo-round/" target="_blank">Ultimo Round di Novembre</a> con questo racconto più che altro perché penso che la scrittura sia uno sport per mani e menti attive e quindi ho pensato bene di allenarmi con un genere non mio.</p>
<p>Ecco cosa ne è uscito fuori:</p>
<blockquote><p>“Papà, perché le lune sono due, stamattina?”<br />
“Perché te le inventi, Zeta Alfa.”<br />
“Ma papà, guarda in cielo…”<br />
Beta Gamma alzò lo sguardo scettico da scienziato della Star System Service qual era: un vortice di stupore si formò al posto della sua bocca quando, incredulo, vide una luna in più rispetto al solito butterato, pallido satellite che da milioni di anni faceva compagnia alla Terra.<br />
Aveva studiato ogni centimetro di universo conosciuto, Beta Gamma, e poteva scommettere tutta la sua conoscenza sul fatto che non esistesse nessun satellite simile alla Luna nell’arco di settantasette minuti luce. La presenza di quella sorella gemella del satellite caro a tutto il genere umano, venuta fuori dal nulla, era però evidente e non poté fare a meno di fermare la sua autonave sopra il Palazzo delle Esposizioni Extraterrestri. Beta Gamma poggiò la mano destra sotto il mento e iniziò a formulare le ipotesi più strane, nessuna delle quali aveva un fondamento scientifico supportabile da studi e ricerche effettuate sul campo, in tutta la storia dell’astronomia.<br />
Passarono una decina di minuti e quando il suo cervello cessò di immaginare cosa potesse aver generato un satellite uguale alla luna, sorrise e si rivolse a suo figlio: “E’ colpa dell’azoto: il livello di presenza del gas nell’atmosfera è troppo alto, in questi giorni, e questo può essere causa di allucinazioni.”<br />
Zeta Alfa, non del tutto convinto della spiegazione ricevuta dal papà, scrutò nuovamente la luna in più nel cielo e – senza batter ciglio – decise che era molto più comodo pensare che Beta Gamma avesse ragione piuttosto che porsi domande senza una risposta certa.</p>
<p>Hantol stava tirando verso di sé la comoda sedia in titanio, girandola di 60° per mettersi comodo. La tavola era già imbandita e pronta affinché la mostruosa divinità consumasse il suo pranzo quotidiano. Vi erano poggiate pietanze di ogni dove: specialità dell’universo Uno, dell’universo Due e cibi vari provenienti direttamente dall’universo Quattro. Improvvisamente, la divinità si accorse di aver dimenticato la pietanza principe della sua dieta: la luna dell’universo Tre. Ricordava di averla recuperata dalla costellazione dell’Ottante ma non dove l’avesse poggiata temporaneamente. Girò, quindi, tre volte intorno al tavolo, sperando che questo rito gli ricordasse dove aveva poggiato la luna e – come sempre – al compimento del terzo giro, rimembrò di aver lasciato la luna vicino le provviste per il mese successivo. Aprì il barattolo in cui custodiva l’universo Uno e diresse le sue dita verso quella luna che, da lì a pochi minuti, gli avrebbe fatto da dessert.</p></blockquote>
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		<title>Odio le cover</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il titolo farebbe pensare a un&#8217;invettiva contro quei gruppi che si dilettano a suonare cover su cover, ma non è così. Questo è il titolo di un racconto breve con cui ho partecipato al concorso &#8220;Parole in Corsa 2009&#8243;, organizzato dal Gruppo Torinese Trasporti.
Il genere lo definirei rock/noir con elementi trash. A voi &#8220;Odio le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo farebbe pensare a un&#8217;invettiva contro quei gruppi che si dilettano a suonare cover su cover, ma non è così. Questo è il titolo di un racconto breve con cui ho partecipato al concorso &#8220;Parole in Corsa 2009&#8243;, organizzato dal Gruppo Torinese Trasporti.<br />
Il genere lo definirei rock/noir con elementi trash. A voi &#8220;<strong>Odio le cover</strong>&#8220;:</p>
<blockquote><p>Scappo.<br />
Me ne vado da qui, ho deciso.<br />
Se ne esco sano e salvo, giuro che chiudo definitivamente le porte a questa città.<br />
Ve lo prometto: non metterò mai più piede in questo posto.<br />
Strappo il fottuto cordone ombelicale che mi tiene legato a mamma e papà e non mi faccio più vivo.<br />
Intanto corro.<br />
Il fiato inizia a farsi pesante. Colpa delle merdosissime Pall Mall.<br />
Ne ho sempre fumate almeno una decina, prima di fare quello che facevo fino a poco fa. Ultimamente è diventato un rito. Prima era un antidoto poco salutare alla tensione. Ma ormai tutto questo non conta: penso ad andare il più veloce possibile.<br />
Mi sono dato all’atletica.<br />
Da cinque minuti.<br />
Per ora sono il primo. Non male per uno che ha appena iniziato a fare sport, eh? Peccato che non esista alcun traguardo da tagliare. Se vinco, avrò salvo il culo e questo basta per dimenticare i prosciutti affumicati che mi ritrovo al posto dei polmoni. Non voglio fare la fine di Frankie, io. Gli hanno infilato le bacchette della batteria lì dove non batte mai il sole, quelle merde. Quaranta e passa centimetri di legno nel culo e mica una per volta.<br />
Magari.<br />
Pepo e Giangi, invece, li ho visti a terra, con il cranio spaccato e la bocca schiumosa.<br />
Con me non ci sono riusciti, i bastardi. Non mi avranno mai, a costo di cambiare i connotati al mio viso. Se mi beccano, me la fanno loro un’operazione di chirurgia plastica all’ano. Con il microfono, ne sono sicuro.<br />
Non sono manco fantasiosi, questi quadrupedi setolosi con la carta d’identità.<br />
Frankie, quel brutto stronzo. L’avevo avvertito di lasciar perdere le pietre miliari del rock.<br />
Manco per il cazzo.<br />
E ora beccati quelle mazze nel culo. Io, intanto, corro e non so manco dove cazzo sto andando.<br />
E’ follia. Pura, limpida e palese follia. Non ci sono altri nomi con cui chiamare questa mattanza.<br />
Colpevoli per cosa, poi? Aver suonato una cover del loro fottutissimo inno.<br />
A me manco piacciono, i fottuti Steppenwolf.<br />
Per non parlare delle moto: preferisco le quattro ruote, non ci sono cazzi.<br />
Intanto corro.</p></blockquote>
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		<title>Matera non è Montecarlo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dei problemi inerenti l&#8217;educazione civica applicata agli autisti materani dovrei parlarne in un blog a parte: ciò mi garantirebbe posts quotidiani per i prossimi 1000 anni.
Battute a parte, una delle cose che proprio non sopporto è l&#8217;atavica e incessante manìa dei possessori/autisti di suv (e non solo quelli, eh) di sentirsi i padroni incontrastati &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dei problemi inerenti l&#8217;educazione civica applicata agli autisti materani dovrei parlarne in un blog a parte: ciò mi garantirebbe posts quotidiani per i prossimi 1000 anni.</p>
<p>Battute a parte, una delle cose che proprio non sopporto è l&#8217;atavica e incessante manìa dei possessori/autisti di suv (e non solo quelli, eh) di <strong>sentirsi i padroni incontrastati</strong> &#8211; e incontrastabili, per ovvie ragioni di stazza &#8211; <strong>delle strade di Matera</strong>.</p>
<p>La recente cronaca materana annovera, fra i vari fatti accaduti nella Città dei Sassi, la morte di un uomo di 73 anni investito in Via Lucana (nei pressi delle scale che portano in Piazzetta degli Affari alias mercato di Via Ascanio Persio) proprio da un suv guidato da un giovane.</p>
<p>Sabato mattina, prima mio padre (quasi alla stessa ora in cui è stato investito l&#8217;anziano morto la settimana precedente e proprio nel punto in cui è avvenuto il fattaccio) e poi io (qualche ora più tardi) abbiamo corso il rischio di essere investiti da altri due suv &#8211; quello che stava per fare secco me era guidato da una donna che ha accennato a un gesto di scuse ma che, imperterrita, continuava a parlare al cellulare -.</p>
<p>In quel tratto di strada, così come in altri (tipo Via Cappelluti nei pomeriggi estivi in cui il sole brilla alto in cielo), la visibilità non è delle migliori, quando le giornate sono soleggiate. Stessa cosa dicasi per le strisce pedonali quasi del tutto scomparse, che rendono ancora più difficile la vita dei pedoni. Questo, però, non deve essere una gisutificante: s<strong>i può evitare di mettere sotto qualcuno semplicemente osservando le norme basilari del Codice della Strada</strong> ed <strong>evitare di scambiare le strade cittadine per piste di circuiti automobilistici</strong>.</p>
<p>Lo so che ora rischio pure di passare per quello invidioso che rosica perché non possiede un suv, ma il fatto che spesso e volentieri siano sempre quel tipo di autoveicoli a creare panico e caos nel centro cittadino non lo scopro certo io. Volete guidare il vostro suv? Benissimo, ma occhio alle persone e lasciate i cellulari al loro posto. Oltretutto, la posizione di chi guida un suv non è certamente delle migliori per accorgersi repentinamente dell&#8217;attraversamento della strada da parte di un pedone.</p>
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		<title>Battere un calcio d&#8217;angolo a Matera è semplice</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Detta così, potrebbe sembrare la passione infrasettimanale di un tifoso di calcio che aspetta con ansia la domenica pomeriggio per recarsi allo stadio.
Se però siete materani e/o avete percorso alcune vie del centro storico, avrete notato la strana segnaletica stradale alternativa presente alla base di alcuni cartelli. Quella sicuramente più evidente si trova a metà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_553" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img class="size-full wp-image-553" title="Calcio d'angolo, segnaletica Matera" src="http://www.luachanblog.com/wp-content/uploads/2009/11/DSCN4910.JPG" alt="Foto di Luigi Mazzoccoli" width="120" height="160" /><p class="wp-caption-text">Foto di Luigi Mazzoccoli</p></div>
<p>Detta così, potrebbe sembrare la passione infrasettimanale di un tifoso di calcio che aspetta con ansia la domenica pomeriggio per recarsi allo stadio.</p>
<p>Se però siete materani e/o avete percorso alcune vie del centro storico, avrete notato <strong>la strana segnaletica stradale alternativa</strong> presente alla base di alcuni cartelli. Quella sicuramente più evidente si trova a metà di Via del Corso (vicino la Docksteps, tanto per fare pubblicità occulta).</p>
<p>Ora, il giornalista Luigi Mazzoccoli (mio amico e penna tagliente del settimanale &#8220;Il Resto&#8221; ) ha dedicato un articolo a questi corners, chiedendosi quale funzione possano avere. Lui ha accostato i calci d&#8217;angolo stradali all&#8217;espressione <em>&#8220;Salvarsi in calcio d&#8217;angolo&#8221;</em>, riferita probabilmente alla situazione del consiglio comunale materano ormai sciolto &#8211; con tanto di Comune commissariato -.</p>
<p>Io, da amante dello<strong> street marketing</strong>, ho visto in questa segnaletica calcistica adattata al paesaggio urbano una campagna pubblicitaria di un qualcosa che non saprei. Oppure le rimanenze del <strong>gioco urbano A|Maze</strong>, che si è tenuto a Matera il <span style="text-decoration: line-through;">31</span> 30 ottobre scorso.</p>
<p>Questo post sarà letto anche dai miei contatti su Facebook: riuscirà uno di loro a svlerare l&#8217;arcano?</p>
<p><strong>Update del 05.11.2009</strong><br />
Svelato l&#8217;arcano: si tratta, come ipotizzato da me e altre persone, di un&#8217;<strong>azione di guerrilla marketing</strong> da parte di un&#8217;agenzia scommesse che ha anche aggiunto delle bandierine &#8211; subito sparite &#8211; a tutti i pali della segnaletica con alla base il nastro adesivo bianco grazie al quale sono stati riprodotti i calci d&#8217;angolo.</p>
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		<title>Per internet più accessibile (in tutti i sensi)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:46:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se internet fosse paragonata a un telecomando con pochi, fondamentali bottoni per la visione della tv si griderebbe allo scandalo o potrebbe essere la via d&#8217;accesso al mondo del web per quelle persone che dichiarano di percepire la rete come uno strumento inutile, nelle loro vite?
E&#8217; la riflessione che ho fatto, con conseguenti voli pindarici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 193px"><a href="http://multimediadidattica.fotoblog.it/archive/2008/04/30/zio-ermes-ed-il-telecomando.html"><img style="border: 1px solid #eee; margin: 5px;" title="Datemi pochi comandi e navigherò anche io" src="http://multimediadidattica.fotoblog.it/photos/medium_zio%20ermes%20e%20telecomando.jpg" alt="" width="183" height="244" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Multimedia Didattica</p></div>
<p>Se internet fosse paragonata a un telecomando con pochi, fondamentali bottoni per la visione della tv si griderebbe allo scandalo o potrebbe essere la via d&#8217;accesso al mondo del web per quelle persone che dichiarano di percepire<strong> la rete come uno strumento inutile</strong>, nelle loro vite?</p>
<p>E&#8217; la riflessione che ho fatto, con conseguenti voli pindarici di marketing, dopo aver letto un articolo di Roberto Venturini su Apogeonline (il link lo trovate alla fine del post). In particolare, riporto alcuni passaggi che mi sembrano fondamentali per avviare un ragionamento su<strong> come e quanto internet possa essere plasmata per attirare anche i più scettici</strong> (anziani, nella maggior parte dei casi):</p>
<blockquote><p>Come ho già scritto più volte, il fatto che in Italia sia più o meno il 50% della popolazione ad usare Internet va interpretato; per capire se sia un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Certo, all’estero sono di più (non ovunque), ma il nostro è un paese di anziani e anche un po’ vecchio di testa. Se poi andiamo a spaccare questo macrodato che dice tutto e dice niente, si vede chiaramente come il digital divide esista, come in parte sia geografico (le penetrazioni a Milano e a Roccaraso non sono certamente comparabili), ma sia soprattuto di testa. Insomma uno <a rel="nofollow" href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/05/eurisko-che-sfata-i-miti-di-internet.html">scenario variegato</a>.</p>
<p>Aggiungiamo a questo un altro dato. Secondo l’<a rel="nofollow" href="http://www.confindustriasi.it/news-671.html">Osservatorio Italia Digitale 2.0</a> di Confindustria il 73% della popolazione che non possiede un personal computer ritiene inutile dotarsi dei servizi della rete e di un collegamento a banda larga. Internet. Inutile.<br />
Ora è ovvio a chiunque di noi quanto Internet sia invece utilissimo per qualsiasi cosa uno debba o voglia fare.</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo è interessante, a parere mio, poiché nella discussione che ne segue si accenna &#8211; spesso  indirettamente e con esempi pratici &#8211; al web design e alla mole di informazioni reperibili sul web, all&#8217;usabilità dei siti internet  e al digital divide.</p>
<p>Personalmente, mi convinco sempre di più che a <strong>essere rese  &#8220;stupide&#8221; e semplici debbano essere le interfacce e non i contenuti</strong>, perché occorre facilitare l&#8217;uso di uno strumento che è nato da geeks e programmatori ma vuole presentarsi a tutti, con una veste molto meno formale. Fra i commenti che seguono l&#8217;articolo <a rel="nofollow" href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/10/30/internet-dovrebbe-essere-piu-stupida#comment-1228" target="_blank">ce n&#8217;è uno in particolare</a> nel quale viene fatta una riflessione che può sembrare provocatoria ma che riassume il pensiero di una internet meno dispersiva, più usabile e usata.</p>
<p><a href="Internet? Dovrebbe essere più stupida" target="_blank">Link all&#8217;articolo di Roberto Venturini su Apogeonline</a></p>
<p>Ah, i voli pindarici a cui accennavo prima riguardavano una di quelle idee malsane che balzano in testa mentre si legge qualcosa di interessante: un internet provider dedicato agli over 60 che intendono navigare ma non sanno da dove partire. Fornitura a basso costo di una connessione, un laptot dai servizi essenziali, un sito web semplicissimo e una guida on e off line che accompagna &#8211; passo dopo passo &#8211; l&#8217;utente nei meandri del web, con annessa un&#8217;applicazione in grado di semplificare i contenuti di qualsiasi sito web.</p>
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